Vita da Millennials: connessi e disponibili 24h su 24

Vita da Millennials: connessi e disponibili 24h su 24

Altro che “choosy”. Secondo l’ultima indagine Censis Vita da Millennials: web, new media, startup e molto altro i giovani tra i 18 e i 34 anni che lavorano da casa sarebbero circa 1,8 milioni. Sono gli smart worker sempre connessi e che in media lavorano anche sette giorni su sette

Capaci di muoversi sulla frontiera dell’innovazione e cresciuti con le nuove tecnologie, i Millennials sono i protagonisti della rivoluzione che sta avvenendo nel settore del lavoro. Spesso considerati poco propensi alla fatica e viziati, gli under 35 sono in realtà la vera forza che può valorizzare l’Italia. L’indagine del Censis Vita da Millennials: web, new media, startup e molto altro ha fotografato come si comportano i giovani nati tra il 1980 e 2000 nel mondo del lavoro.

Tutt’altro che “choosy” (come li definì l’allora ministra del lavoro, Elsa Fornero, nel 2013), in un quadro che segnala un tasso di disoccupazione dei 18-34enni nel 2014 al 24,2%, i Millennials si distinguono per l’adattabilità, la propensione ad accettare anche occupazioni di livello inferiore alla propria formazione e alle esperienze maturate e la tendenza a lasciarsi coinvolgere intensamente dal lavoro. Dai dati del Censis, su un totale di 11.127.837 giovani under 35, tanti sono i nati tra il 1980 e il 2000 in Italia, un milione ha dichiarato di aver cambiato almeno due lavori in un anno e 4,4 milioni hanno fatto stage o tirocini non retribuiti. Ecco, dunque, chi sono i Millennials in sei punti.

CAMPIONI DI ADATTABILITÀ SUL LAVORO

La ricerca del Censis mostra come, pur di entrare e stare nel mondo del lavoro, i Millennials si accontentino di occupazioni lontane dal loro percorso di formazione, spesso in nero e alcune volte non retribuite. Per esempio gli under 35 che svolgono un’attività di livello più basso rispetto alla propria qualifica sono 2,3 milioni; 1,2 milioni dichiarano di aver lavorato in nero negli ultimi 12 mesi, 1,8 milioni hanno svolto lavoretti pur di guadagnare qualcosa e 1,7 milioni nell’ultimo anno hanno lavorato con contratti di durata inferiore a un mese.

PROTAGONISTI DELL’EVOLUZIONE SOCIALE

A caccia del lavoro, i giovani eccellono in creatività. In un Paese in cui la ricerca del lavoro privilegia ancora in maniera evidente le relazioni personali e familiari, gli under 35 utilizzano il web per creare la propria rete e mostrare le proprie competenze. Il 41,1%, pari a circa 4,6 milioni di Millennials, ha inserito il proprio curriculum su piattaforme web e social network.

STAKANOVISTI E ON THE ROAD

La Generazione Millennials mette al centro della propria vita il lavoro ed è disposta a sacrificarsi. Il concetto di “ore d’ufficio” si dissolve. Più di 3,8 milioni di giovani lavorano oltre l’orario formale e, tra loro, 1,1 milioni lo hanno fatto senza essere pagati per gli straordinari e 1,7 milioni con una copertura economica solo saltuaria. I Millenials si rendono disponibili 24 ore su 24 e giorni su sette.

A 1,1 milioni di giovani capita di lavorare anche di notte e a quasi 3 milioni durante il weekend. L’idea di “ufficio” si dilata: per gli under 35 non è importante dove svolgere la propria attività ma come. Sono 1,8 milioni i giovani che lavorano a distanza, da casa o lontano dal posto di lavoro; 1,9 milioni i pendolari e 2,5 milioni quelli che viaggiano spesso per lavoro in città diverse da quella di residenza.

CONNESSI TRA WEB E LA SHARING ECONOMY

Tra smartphone, tablet e pc, i Millennials sono sempre connessi e sfruttano a pieno le opportunità del web per avere servizi più qualificati, economici e sostenibili. La generazione Y ha fatto decollare il commercio online: il 61,4% dei giovani nell'ultimo anno ha acquistato almeno un servizio o un prodotto sul web. Ma dove gli under 35 si rivelano più innovativi è nella sharing economy.

I nati dopo il 1980 hanno capito quanto l’economia della condivisione faccia risparmiare, crei relazioni e abbatta l’inquinamento ambientale. Quasi 500mila giovani contribuiscono a iniziative di crowdfunding, raccolte fondi via web per finanziare i progetti più vari, il 31,7% acquista prodotti usati, il 21,9% si sposta regolarmente in bicicletta e l’8,4% utilizza il car sharing e il bike sharing.

SOLIDALI E APERTI AL POLICENTRISMO CULTURALE

I Millennials sono attenti ai cambiamenti anche sociali e mostrano una propensione alla solidarietà e all’inclusione. Benché nel cercare la loro strada sono piuttosto autonomi, sono più aperti alle relazioni. In sintesi: sono disposti a condividere rischi e perfino sofferenze. Aperti al policentrismo culturale, il 66% è favorevole all’accoglienza dei rifugiati provenienti da zone colpite da guerre e calamità naturali.

OTTIMISTI VERSO IL FUTURO

Se per il 59,1% degli italiani i giorni migliori del Paese sono ormai passati, i Millennials per fortuna (e per ragioni anagrafiche) hanno fiducia nel futuro. Sono convinti che vada costruito sostenendo il cambiamento ogni giorno. Quasi il 60% dei giovani è soddisfatto della propria vita ed è convinto che il patrimonio culturale, economico e sociale italiano non sia un lascito del passato ma una risorsa su cui puntare.

15 dicembre 2015

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