Freelance senza problemi, 10 consigli per il professionista

Freelance senza problemi, 10 consigli per il professionista

Sono sempre più numerosi i professionisti che scelgono di diventare freelance. Una sfida impegnativa, ma che si può vincere così

Ormai è una realtà per milioni di lavoratori italiani. In qualche caso a causa della crisi, che ha costretto molti a reinventarsi. In altri per ragioni puramente lavorative. La vita da freelance è condivisa da tantissimi, giovani ed esperti. Una scelta a volte non facile: servono doti caratteriali e professionali precise per affrontarla. «La più grande difficoltà sta nell’essere accettati dalle aziende, che hanno sempre paura della richiesta di un contratto a tempo indeterminato», spiega Roberto Ferrario, executive manager di PageGroup.

LE NUOVE REGOLE DEL 2016

«A partire dal 2016 cambieranno le regole, e i liberi professionisti non iscritti a un albo professionale dovranno per forza essere monomandatari. Una misura per abolire, almeno in parte, le finte partite Iva». Fatto sta che, ancora oggi, i freelance sono utili. Perché sono molto flessibili e, grazie a rapporti di lavoro di consulenza, pesano meno sul bilancio delle imprese. Le figure più richieste, al momento, sono legate al mondo della finanza, della produzione e del commerciale. Mentre quelle più numerose sul mercato sono legate al mondo del design di prodotti industriali. Senza dimenticare i freelance tradizionali, ovvero quelli iscritti agli albi professionali. «Sono sempre numerosi, di loro c’è un gran bisogno», conferma Ferrario. Ma vivere e lavorare all’esterno di una realtà aziendale è molto complesso. Per questo bisogna seguire qualche buona regola per diventare sempre più concorrenziali. Ce ne sono dieci di base, trasversali alle diverse professioni.

1. Create il network e fate girare il nome

Per lavorare bene da libero professionista bisogna creare un network molto allargato di rapporti e conoscenze. La rete può essere creata con i social network professionali come LinkedIn, ma anche all’interno delle aziende con le quali si collabora. Il nome deve girare il più possibile. Per i monomandatari il rischio è, infatti, troppo elevato.

2. Create un tariffario

Prima di accettare un lavoro bisogna ponderare bene i costi che occorre sostenere, in funzione del progetto affidato. Bisogna avere ben chiaro il proprio posizionamento all'interno dell’azienda e valutare quanto viene offerto. L’ideale sarebbe creare un proprio tariffario per essere il più possibile precisi in fase di colloquio.

3. Muoversi per tempo prima della scadenza

Quando si lavora da freelance bisogna organizzare perfettamente le tempistiche. Spesso si collabora con più clienti e per periodi più o meno lunghi. Per cercare un nuovo lavoro, quando il precedente sta finendo, bisogna muoversi almeno tre mesi prima per non rischiare di rimanere all’asciutto.

4. Non accettate lavori senza deleghe

Quando si accetta un incarico bisogna valutare con attenzione il cliente. Non si può accettare qualunque mansione. Occorre imparare anche a dire di no, se le tempistiche sono troppo brevi o se la paga è troppo bassa. O se magari il progetto c’è, ma mancano le deleghe per poterlo realizzare.

5. Comunicate la vostra professionalità

Per collaborare al meglio bisogna saper comunicare con il cliente. Tenendo presente che le aziende hanno tantissimi problemi e scadenze. A loro serve qualcuno che risolva i problemi, non una persona che ne crei di nuovi. Per questo bisogna far capire bene quello che si vuole e quello che si è: cioè professionisti affermati.

6. Imparate a staccare

Una dote importantissima per i freelance è la flessibilità. La libera professione permette di gestire il proprio tempo, permette di decidere quando lavorare e quando essere in vacanza. Questo non vuol dire però che si debba diventare schiavi del proprio cliente. Bisogna sapersi organizzare in modo imprenditoriale e staccare nei momenti giusti.

7. Non create affollamento di clienti

Bisogna programmare con precisione le diverse attività: se su base annua si sa che un determinato periodo è pieno di scadenze, è inutile cercare nuovi clienti. Meglio focalizzare la propria attenzione su due, rinviando la ricerca a momenti più tranquilli. Il lavoro va dilazionati nei 12 mesi.

8. Meglio farsi pagare mese per mese

Quando si accetta un incarico bisogna negoziare bene le modalità di pagamento. L’ideale è essere retribuiti mese per mese, e non alla fine del lavoro. Per l’azienda un freelance è un privato e quindi inevitabilmente finisce in coda a tutte le altre scadenze. Se poi il denaro non arriva, meglio rinunciare che lavorare gratis.

9. Presentate referenze

In Italia pochissimi arricchiscono il proprio curriculum delle referenze. Invece è una cosa importantissima da fare per differenziarsi dalla concorrenza. Occorre una certificazione del vecchio cliente, che attesti di aver svolto il lavoro nel migliore dei modi. Solitamente le referenze sono viste molto bene.

10. Fate i colloqui

Quando si viene contattati da un’azienda il consiglio è di andare sempre al colloquio. Anche se la posizione non interessa del tutto. Meglio farsi conoscere e far girare il nome, perché in futuro potrebbe arrivare un’occasione migliore. Inoltre mai considerarsi lavoratori di serie B: essere freelance non vuol dire essere meno bravi di un dipendente.

1 aprile 2016

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