Car-sharing in azienda: un business a due zeri

Car-sharing in azienda: un business a due zeri

Costi limitati e una mano all’ambiente. Sono sempre di più le imprese che propongono ai dipendenti la condivisione delle auto per gli spostamenti aziendali

Sempre meno deducibili, fiscalmente parlando, e sempre più sotto accusa per i danni all’ambiente, le auto, in particolare quelle aziendali non sono più un vantaggio come in passato, né per il datore di lavoro né per il dipendente. A questo si aggiunge il problema ambientale: gli spostamenti nel tragitto casa-lavoro di una persona sola a bordo di un’auto sono fra i maggiori colpevoli dell’inquinamento atmosferico.

Se è stato più semplice convincere i dipendenti a rinunciare al tragitti solitari per recarsi al lavoro, più complessa si è rivelata l’organizzazione del car-sharing per gli spostamenti durante la giornata per incontri e impegni professionali. Ma non mancano i successi neanche in questo campo.

COME INFORMARSI

A confermare l’importanza del tema è l’apertura di un desk dedicato di Assolombarda. Il sito spiega come la gestione del car-sharing riguardi gli aspetti fiscali, le spese per il carburante, la manutenzione, e addirittura il pagamento delle multe. Il tutto va moltiplicato, attualmente, per due milioni di veicoli e 15 milioni di viaggi l’anno. La legge ha da anni introdotto la figura del responsabile della mobilità, il mobility manager, per gli enti pubblici con più di 300 dipendenti per unità locale e le imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti.

IL CARPOOLING È VINCENTE

La data di nascita è ottobre 2014. Da allora hanno aderito al “sistema” JoJob 50 aziende di grandi dimensioni e 700 Pmi. JoJob significa carpooling aziendale. I dipendenti della stessa azienda o di aziende in zone limitrofe si si registrano sul sito e possono visualizzare una mappa su cui ci sono i punti di partenza dei colleghi e dei dipendenti di altre aziende. La vicinanza fa la differenza. Dopo aver individuato chi abita nella stessa zona il lavoratore si mette in contatto e condivide il percorso casa-lavoro in auto. Per promuovere questa abitudine è stato previsto un incentivo. L’app collegata misura il risparmio di Co2 per ogni itinerario percorso e pone alcuni obiettivi. Raggiunti i risultati previsti, si ottengono alcuni premi. Di fatto l’app (si scarica dal sito di JoJob) funziona come un social che fa incontrare domanda e offerta.


Anche l’azienda che aderisce al car-pooling viene sottoposta a un monitoraggio con dati che possono essere utilizzati per la compilazione del bilancio sociale. Il risparmio è effettivo. I calcoli sono vengono fatti su una formazione standard: tre passeggeri a bordo dell’auto e 220 giorni lavorativi. In un anno, il risparmio per ogni dipendente che condivide l’auto per andare al lavoro è di 1.782 euro e 7.722 chili di anidride carbonica. Finora il sistema ha funzionato sul percorso casa-lavoro, ma per il 2016 è previsto un ampliamento delle flotte aziendali. JoJob presenta casi come quello di Findomestic che ha fatto un test nella sua sede di Firenze e ha poi ampliato l’esperimento a Roma, Napoli e Milano, dove ha sedi con più di cento dipendenti. Un sistema simile è stato approntato dall’Istituto italiano di tecnologia.

IL BIKESHARING IN SOCIETÀ

«In passato avevamo valutato altre soluzioni di carpooling, ma alla fine le avevamo giudicate troppo complicate, troppo onerose e non idonee alle nostre esigenze» spiega il direttore Marca, comunicazione e pubblicità di Findomestic, Lorenza Ciacci. JoJob è a suo parere il servizio più innovativo sul mercato. Non è la prima iniziativa del gruppo a favore dell’ambiente. «Abbiamo ridotto al minimo gli spostamenti dei dipendenti con un sistema di videoconferenze molto avanzato. Abbiamo introdotto il bike sharing aziendale offrendo ai dipendenti biciclette che possono essere utilizzate sia per motivi lavorativi che personali per promuovere una mobilità cittadina ecologica. Abbiamo messo a disposizione dei dipendenti alcune colonnine elettriche presso la sede fiorentina di viale Belfiore Pratese per la ricarica di veicoli elettrici». Più di 4.000 i chilometri percorsi dai dipendenti “ecologici” di Firenze, quasi altrettanti fra Roma, Milano e Napoli benché il sistema sia stato attivato soltanto nel novembre 2015. Nella sede romana le adesioni hanno raggiunto il 71% del personale.

200 ISCRITTI E 6 TONNELLATE DI Co2 IN MENO

Ben 800 dipendenti che lavorano in una zona non raggiunta dal servizio pubblico. È il caso genovese dell’Istituto italiano di tecnologia. L’incontro con JoJob è avvenuto alla Fiera Smart City di Bologna e in un po’ meno di un anno l’Iit è diventata la struttura con il maggior numero di chilometri percorsi in car pooling in Italia. «La nostra azienda aveva già attivato un sistema di navette private, collettori in zone di arrivo dei mezzi del servizio pubblico», spiega Massimiliano Gatti, referente di Jojob in Iit, «ma non erano sufficienti a coprire tutti i percorsi. Adesso abbiamo 200 iscritti. Da giugno abbiamo risparmiato quasi 6 tonnellate di Co2, fatto 1.800 viaggi e 58mila chilometri». Il fatto che il sistema goda della garanzia aziendale lo rende più sicuro e funzionale rispetto a un accordo informale per i passaggi stabilito autonomamente dai dipendenti.

LE SOLUZIONI IBRIDE PER LA FLOTTA AZIENDALE

Fin qui il car-sharing per andare al lavoro. Ma per gli spostamenti della flotta aziendale? L’Iit di Genova ci ha pensato, ma non si è rivelata una soluzione economicamente vantaggiosa. In città non c’è ancora un’offerta adeguata e il costo sarebbe stato maggiore dal 40 al 60% rispetto al noleggio classico o alle spese per un’auto di proprietà aziendale. Il limite è creato dalla scarsa diffusione delle postazioni di car sharing, che varia da città a città. Funzionano le soluzioni ibride: gestori, che possono essere anche legati a marchi automobilisiti, che propongono soluzione personalizzate, che combinino il vantaggio economico dell’azienda come quello ambientale.

I NUOVI SERVIZI PER LE AZIENDE

Nel campo degli spostamenti aziendali sono comunque attive diverse realtà. È il caso di Alphabet, fornitore di servizi di mobilità aziendale del gruppo Bmw. Alphabet non si occupa soltanto della gestione di flotte aziendali, ma offre un insieme di servizi. La formula del noleggio a lungo termine si unisce al car sharing, alle auto di proprietà aziendale, ai veicoli ecologici e alle vetture con conducente. Da qualche tempo si possono anche utilizzare le vetture perfino fuori dall’orario di lavoro. Le auto si sbloccano con username e password, scaricando un’app .

24 febbraio 2016

Scrivi il tuo commento

0 COMMENTI