Le 5 lauree più utili (e introvabili) in azienda

Le 5 lauree più utili (e introvabili) in azienda

Al primo posto i laureati in ingegneria. Ma il lavoro non è solo per loro. Ci sono lauree in scienze sociali appetibili per le aziende. È il caso di Sociologia a Trento

Sono i più occupati, i più cercati e ancora gli introvabili. Sono gli ingegneri nelle varie specializzazioni, dall’informatica all’edilizia passando per l’elettronica. Secondo i dati elaborati dal sistema Excelsior di Unioncamere e Ministero del Lavoro, presentati a Job&Orienta di Verona, nella classifica delle professioni destinate a laureati e per le quali le imprese hanno difficoltà nella ricerca sei delle prime sette sono occupate da ingegneri. In generale, sono 76mila i profili professionali non facili da trovare da industria e servizi, il 10,6 % del totale delle assunzioni preventivate per l’anno.

I PROFILI RICERCATI

Se l’ingegnere è il più ricercato e anche quello che nelle statistiche delle università trova lavoro più facilmente, nel settore privato, resiste la laurea in economia. In più alcune specializzazioni sociali conducono a un posto di lavoro già a un anno dalla laurea. Il 52% delle aziende prevede di inserire per il 2015-2016 fino a cinque laureati senza esperienza e un 21% arriva a preventivare da sei a 20 neolaureati fra le nuove assunzioni. Ecco allora cinque profili interessanti per chi si è diplomato ed è pronto all’Università, ma scegliere già pensando al proprio futuro in azienda.

INGEGNERI, Sì, MA INFORMATICI

Tutte interessanti i rami d’ingegneria, ma cercati dalle aziende sono soprattutto gli esperti di informatica. Il gap fra domanda e offerta è soprattutto qui e pare sia concentrato, per quanto riguarda le aree geografiche, in Lombardia. Le imprese cercano analisti di procedure informatiche, progettisti di impianti per l'automazione industriale, tecnici specialisti di applicazioni informatiche. Il tasso di occupazione dei laureati in ingegneria secondo i dati del Consorzio Almalaurea (indagine sul 2014) è del 95,3% a cinque anni dalla laurea, ma già a un anno dalla tesi si attesta all’85,9%. Va bene al Nord come al Sud. Il guadagno è superiore agli altri laureati: 1.300 euro netti a un anno dal titolo.

ECONOMIA E FINANZA, A BRACCETTO

Consulenti di gestione aziendale, ma anche tecnici delle attività finanziarie ed assicurative. Una laurea in Economia funziona. A cinque anni dalla laurea è impiegato l’89,6% di chi ha terminato il corso di studi, a un anno si scende al 73,3% per l’ambito economico-statistico. Il guadagno netto medio mensile a un anno dalla laurea è di 1.137 euro secondo i dati AlmaLaurea.

IL BISOGNO CRESCENTE DELLA STATISTICA

Non ci sono tanti posti quanti ce ne sono per gli ingegneri, ma il numero di laureati in statistica è limitato e ancora insufficiente a soddisfare il mercato. La ricerca Almalaurea Centromarca la segnala tra le aree disciplinari più rilevanti per i selezionatori: chi proviene dall’area economico-statistica (77%) ha persino più chance di ingegneria (74,5%). Secondo l’indagine di Unioncamere questo è il primo fra gli indirizzi di studio considerati introvabili dalle imprese con un gap del 44%.

QUESTIONE DI CHIMICA

Dalla fisica alla chimica, dalla matematica alle scienze. A cinque anni dalla laurea ha un posto di lavoro il 90% dei laureati in chimica. Ma il mercato ne richiederebbe molti altri. Su 2.820 assunzioni nel settore scientifico, matematico e fisico, 870, ossia quasi il 31%, vengono trovati dopo lunghe ricerche. Per un laureato in chimica lo stipendio netto a un anno dalla laurea è in media è di 1.113 euro, 1.130 per i laureati in altri ambiti scientifici.

L’IMPORTANZA DEL SERVIZIO SOCIALE

Sociologia, o meglio il caso Trento. Analizzando i dati dell’Università trentina si scopre che anche qui vince l’ingegneria, magari quella più tecnica, professionalizzante e territoriale come quella ambientale, ma c’è una sociologia che segnala oltre l’85% degli occupati a un anno dal conseguimento del titolo. È il corso di laurea in metodologia e organizzazione del servizio sociale, quello che più è rimasto legato a forme e materie del vecchio ordinamento. «Sociologia a Trento», spiega la professoressa Paola Quaglia, delegatA del Rettore, «vanta una lunga tradizione e sono tanti gli studenti che arrivano da fuori. È il segno che la fama di essere una buona facoltà conta, la qualità alla fine vince, nella tenuta della facoltà come nella carriera degli studenti».

LE COMPETENZE TRASVERSALI

La laurea non basta. Contano anche la conoscenza delle lingue, la regolarità nel percorso formativo, le competenze trasversali e le esperienze all’estero. Sono fra i requisiti fondamentali per le aziende che assumono. L’analisi fatta da AlmaLaurea e Centromarca, Associazione Italiana dell’Industria di Marca, rileva che non sempre queste richieste vengono soddisfatte. Le lingue straniere sono richieste nell’83% dei casi, ma solo il 58,5% dei candidati è in grado di parlarle. Supera il 30% il gap nelle competenze trasversali, cioè gli obiettivi e le ambizioni professionali, le esperienze di lavoro precedenti e le esperienze all’estero. Ancora più alta la differenza fra domanda, 55%, e l’offerta, 13%, nella conoscenza del settore specifico di attività dell’azienda per cui ci si candida. Un segno che i laureati conoscono poco il mondo del lavoro.

24 febbraio 2016

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