Droni per lo small business: un settore che è decollato

Droni per lo small business: un settore che è decollato

Dal 15 settembre 2015 esiste in Italia un regolamento ad hoc per il volo dei droni, che distingue l’uso professionale da quello amatoriale. Nello small business le foto e le riprese dall’alto sono già utilizzate con successo. Un nuovo business all'orizzonte?

Un rapporto della Camera dei Lord del Regno Unito, pubblicato nel marzo 2015, spiega che entro il 2050 l'industria dei droni creerà 150mila nuovi posti di lavoro in Europa. Ma servono leggi per far decollare il business. In Italia c’è un nuovo regolamento emanato dall’Enac (Ente Nazionale di Aviazione Civile) ed entrato in vigore il 15 settembre 2015. Per il prossimo anno si attende anche un regolamento comunitario per uniformare il settore nell’Unione europea. L'Enac distingue ora l'utilizzo professionale da quello amatoriale degli aeromobili a pilotaggio remoto: per il primo è necessario conseguire un apposito patentino e in Italia sono già presenti un centinaio di scuole. In sintesi il nuovo regolamento pone delle precise limitazioni sulle modalità di volo specificando un'altezza massima di 70 metri e una distanza consentita di 200 metri dal pilota. Proibito far volare droni sopra le teste delle persone, obbligatorio rispettare le regole sulla privacy e i regolamenti comunali.

IL COSTO DI UN SERVIZIO CON UN DRONE È DI 150 EURO ALL'ORA

«Il mercato dei droni è esploso nel 2014. In Italia questo settore vede al momento operare 400 aziende con riconoscimento Enac», spiega Paolo Previati, 56 anni, di Eagle Eye Vision che con altri quattro soci è attivo proprio nel business degli aeromobili a pilotaggio remoto. «Il drone va a colmare le lacune che hanno le riprese dall’alto fatte con un aereo o un elicottero -- dice Previati --. Per esempio un elicottero non può scendere sotto una certa quota mentre un aeromobile a pilotaggio remoto si avvicina fino a 10 metri». Una distanza che permette di controllare infrastrutture come le pale eoliche, i tralicci dell’alta tensione, i ponti stradali e ferroviari. «Il vantaggio è anche di tipo economico visto che un elicottero costa in media 1500 euro all’ora mentre un drone costa al massimo la stessa cifra ma per una giornata intera», specifica Paolo Previati.

IL DRONE SI UTILIZZA IN AGRICOLTURA, EDILIZIA E SORVEGLIANZA

I principali settori delle riprese con i droni sono quello delle costruzioni, quindi dell’edilizia in generale e della cantieristica, quello della sorveglianza, l’impiego per le attività agricole e quello preventivo nelle aree soggetto a rischio idrogeologico. «I droni sono stati utilizzati per controllare lo stato di avanzamento dei lavori della Brebemi (l’autostrada A35 Brescia-Bergamo-Milano) e della Teem (Tangenziale A58 esterna di Milano)», ci racconta Paolo Previati. Ma ci sono rilevamenti possibili  ancora più mirati:  con una fotocamera termica i droni possono volare a pochi metri dai pannelli fotovoltaici e mostrare i malfunzionamenti e rendere selettivo l’intervento degli operai. Nelle aree del nostro Paese a rischio dissesto idrogeologico possono monitorare una frana o qualsiasi altra situazione di rischio per la popolazione.

QUANTO COSTA UN DRONE PROFESSIONALE?

Si parte da modelli base dal valore che varia dai 2mila ai 5mila euro. «Ma bisogna considerare le componenti aggiuntive che cambiano a seconda dell’equipaggiamento: si arriva presto a 9mila euro», spiega Previati. Sul mercato esistono anche modelli da 20mila euro. A cosa si deve la differenza di prezzo? «Dipende dal peso che deve trasportare il drone e dalle batterie -- continua Paolo Previati --. Per ora i modelli volano massimo fino a 15 minuti e atterrano con ancora un’autonomia di circa 3 minuti come margine di sicurezza, ma si lavora per portare a 20 minuti il tempo di volo». Un modello di aeromobile a pilotaggio remoto con otto pale e doppia batteria è capace al momento di volare con una zavorra di 20 chili, cioè il peso di una camera professionale per riprese in 4K per fare riprese di tipo cinematografico o filmati aziendali. «Il consiglio che mi sento di dare a chi vuole entrare in questo business è quello di non formarsi alle apparenze perché non basta comprare un drone in kit per fare gli imprenditori, bisogna avere le certificazioni richieste dai regolamenti e tante ore di volo per sapere manovrare gli aeromobili senza dimenticare che è necessario avere un modello di back up in caso di guasto del modello in volo», conclude Paolo Previati di di Eagle Eye Vision.

19 novembre 2015

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