Blog aziendale: ecco perché, da solo, Facebook non basta

Blog aziendale: ecco perché, da solo, Facebook non basta

I social media sono importanti nella strategia digitale di comunicazione. Ma perché il blog aziendale è ancora il perno del corporate storytelling?

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Piccole e medie imprese, esercenti, artigiani e studi professionali è tempo di pensare -- o ripensare -- la comunicazione aziendale sui meda digitali. Nei prossimi cinque anni il digitale sarà sempre più centrale e crescerà più di ogni altro canale per la corporate communication delle aziende. Lo dice un’indagine commissionata da iCorporate e realizzata da Doxa sugli strumenti di digital PR e marketing e presentata a giugno 2016.

Gli intervistati, responsabili della comunicazione di aziende al top in Italia, vedono nei social network, soprattutto Facebook, risorsa importante per le PMI come abbiamo scritto in questo articolo, lo strumento che più degli altri è destinato a crescere per importanza (67%), seguito dal sito web aziendale al 58% e dai blog, di poco sotto al 50%. Secondo il 64% degli intervistati diminuirà invece l’importanza dei media tradizionali, carta stampata, televisione e radio.

Canali digitali sotto i riflettori. Già oggi la totalità delle aziende intervistate dichiara di utilizzarli per gestire la comunicazione corporate: il 66% già comunica la propria dimensione istituzionale attraverso presidi attivi su Facebook (82%), Twitter (76%) e LinkedIn (62%). Ma non tutto ruota attorno ai social network Facebook, Twitter e Instagram.

Per sfruttare i vantaggi del digital corporate storytelling (in questo articolo vi spieghiamo come impostarlo) bisogna partire da un hub, cioè da un elemento centrale capace di raccogliere contenuti e attirare fruitori e anche di distribuirli sui social media. Ecco perché il blog aziendale ha la sua centralità rispetto alla comunicazione.

PERCHÉ AVERE IL BLOG AZIENDALE OGGI

Del resto le differenze tra blog e social sono evidenti e possono costituire una leva per forme di comunicazione più personali e più efficaci. I blog sono nati come diario virtuale aperto e sono stati il primo strumento con cui le persone potevano scambiarsi opinioni e dialogare con altri in rete. Oggi sono strumenti preziosi per approfondire tematiche di competenza o aree di interesse e grazie ai quali farsi trovare nel mare magnum di internet.

Un esempio? HomePal, la piattaforma che mette in contatto venditori e acquirenti di immobili: il blog aziendale è lo snodo con aggiornamenti quotidiani sulle tematiche più cercate da chi vuole vendere o comprare una casa. Con il risultato di risultare sempre come la risposta più autorevole alle domande dei potenziali clienti: “come faccio a...?”.

Con il blog aziendale si può anche impostare una strategia editoriale per fare branded content, cioè proporre contenuti utili e informativi su tutto quanto ruota intorno al proprio business con lo scopo di ingaggiare gli utenti e indirizzarli versi i prodotti offerti dall’azienda. Un esempio? Fine Dining Lovers di San Pellegrino: migliaia di post, infografiche e video per soddisfare l’appetito e la curiosità degli amanti del mangiare (e bere) bene.

Ancora, i blog costituiscono un canale grazie al quale l’azienda sostiene, costruisce e immagina il proprio profilo e racconta la propria storia in maniera diretta e con la possibilità di filtrare e gestire i commenti, i contenuti e i propri follower.

VANTAGGIO DEL BLOG: ESSERE PADRONI DELL’INTERO ASSET

Il blog è uno strumento che le PMI possono gestire in maniera diretta, autonoma come un asset aziendale proprio. A differenza dei social network le imprese non devono sottostare alle regole esterne: questo perché gestisce direttamente tutto il processo di pubblicazione, grafica, contenuti, gestione dei commenti e visibilità. Si tratta di uno strumento svincolato da ogni policy di terze parti.

Dunque non ci sono limitazioni, riguardo alla visibilità, a prodotti e campagne e c’è la massima libertà di gestione dei contenuti e dei commenti. Soprattutto i big data e gli analytics relativi al traffico generato e le interazioni degli utenti sono di proprietà dell’azienda. Che grazie a esperti può analizzare e impostare le migliori strategie digital per farsi conoscere e vendere prodotti o servizi.

PRIMO PASSO: IMPOSTARE SEO E SEM PER I CONTENTI

Dopo aver pensato a una linea editoriale di contenuti multimediali e averli realizzati è tempo di pubblicarli sul blog aziendale. Massimizzando il loro impatto sul pubblico. Prima dei social network è bene impostare una strategia SEM (Search Engine Marketing), tra le quali la principale è la SEO (Search Engine Optimization). Per SEM si intendono tutte le attività di marketing attuate sui motori di ricerca. Il loro obiettivo è attirare, fidelizzare e avvicinare il cliente alla propria azienda.

Si può fare SEM attivando una campagna di Pay Per Click, cioè facendo comparire, a fianco dei risultati dei motori di ricerca, il link alla pagina della propria azienda. Parallelamente è necessario però attivarsi sul proprio sito web e blog, costruendo una efficace SEO, ovvero l’ottimizzazione dei propri contenuti e della struttura del proprio sito, per rendersi “trovabili” dai motori di ricerca e per conquistarsi posizioni alte all’interno dei loro risultati.

SECONDO PASSO: USARE I SOCIAL MEDIA

I blog, vista la possibilità di gestire i contenuti e di mettere in gioco una SEO efficace, restano dunque uno strumento centrale per la comunicazione digitale delle aziende. I social network? Sono il giusto alleato per aumentare la reputazione e cercare di ingaggiare i clienti. Non da ultimo anche quello di gestire il rapporto con loro soprattutto se si offrono in vendita beni o servizi.

Il blog diventa così il cuore della comunicazione digital di un’azienda e i social i principali strumenti di rilancio e di diffusione dei singoli contenuti: ma in questo caso, a differenza del blog, bisogna scegliere il giusto network trai tanti disponibili (Twitter per le notizie, Facebook per creare ingaggio grazie allo storytelling aziendale, Instagram per le foto, LinkedIn per gli approfondimenti professionali) e affidarsi alla migliore creatività per rendere il singolo contenuto interessante e chiamare il pubblico a commentarlo o condividerlo. Senza dimenticare che anche in questo caso è necessario essere tempestivi negli aggiornamenti e nella gestione delle criticità per non rovinare la social reputation dell’azienda.

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