Industria 4.0 per le PMI: ecco 9 esempi da seguire

Industria 4.0 per le PMI: ecco 9 esempi da seguire

Le PMI italiane sono spesso già altamente tecnologiche: l’Industria 4.0 non le spaventa. In attesa del salto di qualità ecco 9 esempi di tecnologie abilitanti

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Una rivoluzione in divenire: di questo si parla quando ci si riferisce al concetto di “Industria 4.0”, la quarta rivoluzione industriale, quella in cui non c’è una singola tecnologia abilitante (come è stato in passato con l’elettrificazione o il vapore), ma un insieme di tecnologie che si aggregano grazie a internet, in modo sistemico e in nuovi paradigmi produttivi. Paradigmi che sottendono innovazioni di natura diversa a seconda dei settori e dei tipi di imprese: di processo, di prodotto e di modello di business. Su questo tema, la commissione Attività produttive della Camera dei Deputati ha da poco concluso un’indagine conoscitiva e dalle audizioni di diversi attori economici e sociali è emersa una voce comune sull’aspetto dimensionale delle aziende: la necessità che il sistema industriale italiano si rafforzi e che le nostre imprese crescano anche sotto il profilo dimensionale.

SPESSO LE PMI ITALIANE SONO GIÀ ALTAMENTE TECNOLOGICHE

Per quanto riguarda le PMI, però, non sempre dimensione fa rima con innovazione. Nonostante, infatti, il sistema produttivo italiano sia caratterizzato in prevalenza da piccole e medie imprese, il nostro paese è al terzo posto in Europa per numero di imprese altamente tecnologiche attive nel settore manifatturiero e la maggior parte sono proprio di queste dimensioni. A testimoniarlo sono i dati Eurostat, rielaborati dalla CNA (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa), secondo i quali davanti all’Italia si posizionerebbero in questo campo solo Germania e Regno Unito. Secondo il centro studi CNA, l’Italia si conferma al terzo posto in Ue soprattutto per numero di imprese attive nell’ “High Tech Knowledge Intensive”, quelle con alto contenuto di conoscenze e capitale umano, un settore in cui le PMI sono il 99,1% del totale.

CNA, “IL PIANO STRATEGICO INDUSTRIA 4.0 DEVE TENER CONTO DELLE PMI”

«Le micro e piccole imprese hanno capito molto bene l’importanza dei processi di digitalizzazione – ha dichiarato Sergio Silvestrini, segretario di CNA, in un’intervista pubblicata da Corriere Economia – La politica che sta mettendo a punto il piano strategico Industria 4.0 per sostenere le imprese nella competizione globale, non  può non tenerne conto se vogliamo che la stragrande maggioranza delle nostre aziende possa essere pienamente integrata nella rivoluzione appena iniziata». Secondo Silvestrini, questa strategia deve essere costruita  ponendo al centro le micro e piccole realtà produttive, perché «sono l’ossatura del nostro sistema economico e possono facilmente adattarsi al mercato». Che in Italia, a differenza di molti altri paesi, manchi ancora un piano organico per affrontare la quarta rivoluzione industriale è certo.

Tuttavia, diverse iniziative sono state già intraprese e, nell’indagine svolta dalla commissione Industria della Camera, sono state individuate le nove tecnologie abilitanti più mature e promettenti su cui investire.

LE 9 TECNOLOGIE ABILITANTI

            •           Internet of Things (IoT): si tratta della rete di oggetti fisici che dispongono al loro interno di una tecnologia che gli permette di rilevare e trasmettere, attraverso internet, informazioni sul loro stato e sull’ambiente esterno. L’IoT è composto da un ecosistema fatto di oggetti, apparati, sensori capaci di garantire le comunicazioni, le applicazioni e i sistemi per l’analisi dei dati. I campi di applicazione vanno dalla logistica all’infomobilità, fino all’efficienze energetica e alla assistenza remota.

 

            •           Il cloud: è un’infrastruttura tecnologica comune, flessibile e scalabile per condividere dati, informazioni e applicazioni attraverso internet, in modo da seguire la trasformazione dei modelli di business con la capacità necessaria.  Sviluppare una piattaforma tecnologica di cloud computing può dare slancio a nuovi processi digitali e a nuove modalità di integrazione tra aziende, cittadini e Pubblica amministrazione.

 

            •           Stampa 3d: si tratta di un processo per la produzione di oggetti fisici tridimensionali, potenzialmente di qualsiasi forma e personalizzabili. Soprattutto senza sprechi e a partire da un modello digitale. Il sistema infatti consente un’ottimizzazione dei costi in tutta la catena logistica del processo distributivo.

 

            •           Cybersecurity: un insieme di tecnologie, processi, prodotti e standard necessari per proteggere collegamenti, dispositivi e dati da accessi non autorizzati, garantendone la necessaria privacy. Negli ultimi anni, il 90% delle realtà italiane sono state colpite da attacchi informatici e nel 2014 il mercato italiano della sicurezza informatica è arrivato a valere 722 milioni di euro.

 

            •           Big data e big analytics: questi strumenti permettono di lavorare su enormi quantità di dati, strutturati e non, e di trasformarli in informazioni in grado di rendere i processi decisionali più veloci, flessibili e più efficienti. L’utilizzo di questi di questi dati da parte delle aziende sarà sempre più alla base dei processi decisionali e delle strategie di business, la crescente mole di dati a disposizione apre infatti nuove opportunità per le imprese.

 

            •           Robotica avanzata: si tratta dell’evoluzione delle macchine verso una maggiore autonomia, flessibilità e collaborazione, sia tra di loro che con gli esseri umani, dando vita così a robot con capacità cognitive aumentate da applicare all’industria per migliorare la competitività, la qualità dei prodotti e la sicurezza dei lavoratori. Gli ambiti in cui si utilizzano di più i sistemi robotici sono quelli dell’industria automobilistica, nella logistica e nella manutenzione industriale.

 

            •           Realtà aumentata: con questo termine si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana, attraverso informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i 5 sensi. Questo tipo di tecnologia consente un impiego del digitale per aggiungere dati e informazioni alla visione della realtà e agevolare, ad esempio, la selezione di prodotti e parti di ricambio, le attività di riparazione ma anche ogni decisione relativo al processo produttivo.

 

            •           Wearable technologies: le tecnologie indossabili rappresentano un esempio concreto di IoT, visto che sono parte di oggetti fisici, appunto “cose” integrate con elettronica, software, sensori e connettivitàò per consentire lo scambio di dati. Nuove generazioni di questi dispositivi, come orologi e bracciali smart, contapassi etc…possono fornire un valido supporto alle attività di monitoraggio e intervenire sui parametri di sicurezza e comfort sia dei lavoratori che dei clienti.

 

            •           Sistemi cognitivi: servono ad automatizzare le attività d’ufficio ripetitive. Come accade per i robot on le cose materiali, emergerà un fenomeno simile con degli “infobot” per quelle immateriali. Il valore di questi sistemi è nella produttività del compito in cui entrerà l’intelligenza artificiale. Le persone così potranno concentrarsi maggiormente sui lavori in cui il valore sarà la creatività e non l’esecuzione di attività di routine.

3 agosto 2016

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