Farsi pagare dai clienti, 7 cose da fare prima dell’avvocato

Farsi pagare dai clienti, 7 cose da fare prima dell’avvocato

Riscuotere puntualmente una fattura: si è ridotta la percentuale di aziende con gravi ritardi, ma farsi pagare dai clienti non è sempre semplice

Il 70% delle PMI e dei liberi professionisti italiani hanno problemi di fatture insolute: lo rileva un’indagine su scala nazionale commissionata da DAS Italia pubblicata il 3 settembre 206. Secondo invece lo “Studio Pagamenti” realizzato da CRIBIS D&B, pubblicato il 18 luglio 2016, nel secondo trimestre del 2016 solo il 35,4% delle imprese italiane è puntuale (in calo dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente) mentre il 51,5% lo fa entro un mese dalla scadenza (+3% rispetto al secondo trimestre del 2015).

Un dato parzialmente positivo c'è. Secondo l'analisi CRIBIS D&B, si è ridotta la percentuale delle imprese che accumulano gravi ritardi nei pagamenti: attualmente la percentuale di ritardi gravi – considerati tali in quanto la fattura viene saldata con oltre un mese di ritardo – è pari al 13,1%, in leggero calo rispetto allo stesso periodo del 2015 di 2,2 punti percentuali. Quella relativa ai pagamenti è una situazione in fase di miglioramento, anche se rispetto al 2010 i ritardi di oltre un mese sono aumentati del 138,2%, mentre i pagamenti alla scadenza sono scesi del 5,6% sempre secondo questo ultimo studio.

Secondo un report Cerved nel 2016 migliorano le abitudini nei pagamenti: nel primo trimestre il numero delle società protestate è sceso del 20,6% a quota 11.724 e ben lontano dal picco di 19.942 registrato nel 2009 nel pieno della crisi. La puntualità nel saldare le fatture è salita di 1,5% e chi ritarda il pagamento entro i 60 giorni è sceso dello 0,9% e dello 0,5% chi salda oltre i 60 giorni (il confronto è con il primo trimestre 2015).

Cerved ha inoltre pubblicato la guida “Come farsi pagare in 7 mosse” con i consigli pratici per evitare spiacevoli ritardi e per offrire le informazioni utili per pianificare le mosse di imprenditori e professionisti. Vediamo nel dettaglio:

1- Stilare un “accordo e contratto di fornitura” che ricapitoli gli impegni e indichi i termini di pagamento. Cioè tempi e condizioni, percentuale di interessi che verranno automaticamente applicati in caso di ritardato pagamento.

2- Attivare uno screening costante delle imprese con cui si lavora. Controllare la loro solvibilità e monitorala nel tempo, richiedendo report specifici in base al rispettivo livello di rischio. Attribuire a ogni cliente una classe di rischio. Un aiuto arriva dalle assicurazioni dei crediti commerciali: in questo articolo spieghiamo cosa sono, quanto costano e che servizi offrono.

3- Mai aspettare di fatturare un’unica, enorme, rata finale. Dividere l’importo in una serie di fatture quasi fosse un pagamento rateizzato. Attenzione: ragionare sempre per singolo cliente prima di dare il via libera a dilazioni e sconti.

4- Mantenere aperto (e cordiale) il contatto con i responsabili finanziari delle aziende con cui si lavora. E assicurarsi di avere a disposizione tutti i loro riferimenti.

5- Strutturare una procedura che preveda una lista di azioni da mettere in campo prima della scadenza effettiva dei termini di pagamento. Basta una telefonata o una mail per verificare la regolarità della fornitura subito dopo l’emissione della fattura, ma prima della scadenza del pagamento.

6- Nonostante le precauzioni il cliente è diventato un debitore. Un piano di azione possibile: al 10° giorno dopo la scadenza, invio di una cordiale lettera di sollecito di pagamento; entro il 20° giorno telefonata per sollecitare; al 35° giorno seconda lettera di sollecito; al 45° giorno lettera di richiesta dove si indica l’intenzione di passare la pratica a un’agenzia di recupero crediti o a un avvocato; dal 60° al 75° giorno intensificare le telefonate richiedendo il pagamento entro 5 giorni lavorativi per non far partire la pratica legale; non oltre il 90° giorno trasferire il credito a un’agenzia di recupero o far intervenire un avvocato. In questo articolo mettiamo in evidenza il rischio della prescrizione dei crediti commerciali.

7- Esaurite tutte le strade stragiudiziali non rimane che passare all’azione legale. L’agenzia di recupero crediti stilerà una valutazione legale sul caso per decidere se e come proseguire contro il debitore. Il legale poi invierà una diffida al debitore avvertendolo che sta per iniziare un’azione legale contro di lui. Se il debito non viene ancora pagato si passa alla fase giudiziale vera e propria.

14 settembre 2016

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