Blockchain, applicazioni sicure a vantaggio delle PMI digitali

Blockchain, applicazioni sicure a vantaggio delle PMI digitali

Le applicazioni della blockchain portano vantaggi e risparmi alle PMI: sono anche sicure? Risponde Stefano Giurin head of Payments Italy di UniCredit

La blockchain è un’architettura tecnologica che abilita lo scambio di valore tra soggetti senza la necessità di un’entità centrale. Le parti coinvolte in una transazione, pur non conoscendosi, possono ugualmente passarsi denaro in cambio di beni o servizi in tutta sicurezza. Senza la garanzia di terzi.

In concreto cosa vuol dire? Se gestisco un albergo o un B&B posso accogliere un cliente senza bisogno di registrare documenti o strisciare la carta di credito: basta uno scambio di file da un portafoglio elettronico all’altro per fare tutti i controlli su identità, buon fine dell’incasso e aprire così in automatico e in tempo reale la porta della stanza, erogare la corrente elettrica, il wi-fi e l’accesso alla pay tv.

Se cerco un ufficio, uno showroom o un magazzino posso pagare l’acquisto dell’immobile commerciale senza dover passare dalla verifica di un notaio, ma direttamente con un controllo incrociato dei dati del catasto con quelli dell’acquirente e del venditore. E in tempo reale la proprietà passa di mano. Il tempo reale del pagamento è poi fondamentale per chi commercia con l’estero: può avere la sicurezza della spedizione automatica della merce senza dover più controllare la documentazione allegata. Ovviamente parliamo di applicazioni ipotetiche abilitate della tecnologia, ma che devono poi essere autorizzate a livello legislativo in Italia.

La blockchain cambia perciò le regole del gioco e il suo punto di forza è proprio nel fatto che in maniera autonomia sia in grado di eliminare la necessità di un’autorità centrale, di verificare l’affidabilità e quindi avallare il trasferimento di denaro in cambio del bene o servizio. Il  vantaggio è la sua natura distribuita: ogni nodo della rete svolge un ruolo nella verifica delle informazioni, inviandole al successivo in una catena composta da blocchi: in inglese si dice proprio blockchain.

BLOCKCHAIN, CHI GARANTISCE LA SICUREZZA DEL WALLET?

«Il tema della sicurezza della blockchain è centrale e questo è uno dei pro», dice Stefano Giurin, head of Payments Italy di UniCredit, spiegando che questa tecnologia si propone utilizzando i più recenti e avanzati standard di mercato. Il contro, invece è che «come sempre, trattandosi di qualcosa di nuovo, non ci sono abbastanza prove che attestino come tutto il sistema sia anche effettivamente sicuro» .Ma questa falla della sicurezza non riguarda tutta la “catena” della blockchain.

Come spiega ancora Giurin: «Non sono stati ancora registrati attacchi che rendono vulnerabile il sistema della blockchain, ma frodi che colpiscono eventualmente uno dei membri della catena, ossia: non si riesce ancora a garantire che tutti gli aderenti abbiano lo stesso livello di protezione delle proprie credenziali». Se a essere più esposto ai problemi di sicurezza è proprio l’utente finale, l’ultimo anello della catena, il problema potrebbe essere risolto grazie a un ente più grande e strutturato che si inserisca nel sistema e faccia da garante.

Le banche stanno studiando soluzioni. «È uno dei punti che consideriamo fondamentali per proporci come partner o come sistema finanziario nei confronti del cliente, visto che la sua vulnerabilità si basa sul fatto che il wallet (una sorta di “borsellino virtuale”; NdR) risiede nel suo computer e quello potrebbe essere il punto debole in cui la frode si può realizzare», continua Stefano Giurin che spiega come nell’architettura blockchain «la connettività è un problema che verrebbe risolto dalla presenza di una banca, evidentemente capace di garantire la sicurezza meglio di quanto potrebbe fare un wallet detenuto sul PC del singolo cliente».

«In questo modo abbiamo un duplice vantaggio: da una parte, il cliente si sentirebbe molto più sereno a lasciare i propri soldi all’interno della banca, dall’altra quando la banca offre un servizio di questo tipo automaticamente fa l’home boarding di tutti i loro clienti, mettendo loro subito a disposizione questo servizio. In questo senso le banche si sentono in grado di portare valore a questa proposta», ha aggiunto Giurin.

VANTAGGI PER LE PMI: IL “TEMPO REALE” E UN AIUTO ALLA TRASFORMAZIONE DIGITALE

Uno dei vantaggi che l’utilizzo della tecnologia blockchain porterebbe alle PMI è quello di avere immediatamente la certezza che i soldi destinati al pagamento di un fornitore vadano a destinazione. «Questo rende molto più efficiente la gestione e la tempestività del processo della conclusione dell’ordine», fa notare Giurin prendendo come esempio tutti quei casi in il prodotto viene spedito solo nel momento in cui si riceve il pagamento.

Ci sono poi anche dei benefici indiretti per le aziende, che partono dal tempo risparmiato dalla banche per gestire le pratiche. Il “tempo reale” di un pagamento intercontinentale andato a buon fine con la blockchain esclude un ulteriore livello di controllo umano e relativo scambio di informazioni e documenti tra istituti di credito.

«A regime, questo avrà un impatto significativo sui costi del servizio che la banca stessa offre. Ora c’è il costo dell’investimento in innovazione da ammortizzare, ma poi ci si aspetta che questi servizi saranno offerti a prezzi sempre più convenienti con qualità e livello del servizio sempre maggiore», ha aggiunto l’esperto di UniCredit. Inoltre la blockchain è una tecnologia che abilita la trasformazione digitale delle imprese, anche di quelle medio-piccole ancora restìe all’abbandonare la carta e i vecchi protocolli.

In quanto tempo si vedranno sul mercato transazioni sicure con la blockchain? Gli osservatori del mondo finanziario dicono che dovranno passare al massimo altri 2-3 anni e poi ci saranno offerte di mercato significative basate su queste tecnologie.  «Nello specifico, UniCredit è già in grado di scambiare pagamenti con questa modalità, si tratta di una fase avanzata di test che stiamo effettuando su questo tema. È possibile che già nel corso dell’anno prossimo lanceremo prodotti aperti ai clienti per pagare in questo modo, lavoriamo su più di un progetto anche sull’esperienza della trade finance dove prevediamo un grande beneficio con l’utilizzo di queste tecnologie, visto che potrebbero automatizzare un processo che oggi è quasi totalmente cartaceo», ha concluso Giurin.

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4 ottobre 2016

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