Lingue straniere più richieste, valgono 60mila euro in 40 anni

Lingue straniere più richieste, valgono 60mila euro in 40 anni

Bisogna guardare subito a Est (Russia, India e Cina) e poi allungare lo sguardo fino a Tokio. Ecco le 5 lingue straniere più richieste per chi fa business

Quante lingue si parlano nel mondo? Secondo l’ultimo conteggio di Ethnologue Editor sono 7.097. Ma il 90% sono utilizzate da meno di 100mila persone e perciò sono micro-bacini linguistici. Altre 200 lingue sono parlate invece da almeno un milione di persone. Tra queste, quali sono quelle che vale la pena conoscere? Che tu sia un imprenditore, che guarda all’export per dare un futuro alla sua azienda, o che tu sia un libero professionista nel campo dell’interpretariato e comunicazione è bene tenere a mente questi suggerimenti.

67MILA DOLLARI IN 40 ANNI: MA OCCHIO AL PIL

C’è chi ha calcolato il valore economico di una lingua straniera. Secondo uno studio di  Albert Saiz del Massachusetts Institute of Technology – ripreso dalla rivista The Economist – può portare in media 67mila dollari aggiuntivi in 40 anni di lavoro (cioè 60mila euro). Ma ogni lingua porta benefici differenti: lo spagnolo “solo” 51mila dollari, il francese 77mila e il tedesco 128mila. Perché offrono ritorni differenti sul lungo periodo? Ovviamente lo studio non prende in considerazione la grammatica e la fonetica, ma solo la domanda e offerta nel business. Perciò la lingua di un Paese con un’economia più sviluppata ha un vantaggio rispetto a una lingua più diffusa, ma di nazioni con economie meno brillanti.

OK, È ORA DI GUARDARE (QUASI) SOLO A EST

Secondo la versione britannica della rivista Business Insider queste cinque lingue possono offrire grandi benefici in affari. Non sono semplici da imparare, ma la fatica è ben ripagata se parliamo di affari.

CINESE MANDARINO: è parlato da un miliardo di persone (circa il 16% della popolazione mondiale) in Cina, Taiwan e Singapore. L’Italia importa circa 30 miliardi di beni dalla Cina e ne esporta a sua volta oltre 10 ogni anno. È impegnativo: alfabeto completamente differente dal nostro e composto da ideogrammi; nella pronuncia delle parole i toni sono fondamentali per comprenderne il loro significato.

HINDI: solo una parte degli indiani lo parlano e si stimano essere 500 milioni di persone in un Paese che ne conta oltre un miliardo e che, secondo le stime, nel 2050, arriverà a 1,6 miliardi di abitanti.  È la lingua principale in vari stati dell’India e nella capitale Delhi, ma viene parlato anche nelle isole Mauritius e Fiji, in Suriname, Guyana, Trinidad & Tobago e Nepal. Come abbiamo spiegato in questo articolo ci sono diverse barriere culturali d’ingresso al mercato indiano, ma le persone più agiate della classe media (loro parlano hindi) rappresentano un potenziale non indifferente per le aziende del made in Italy.

ARABO: per definizione una lingua non facile da imparare, scrivere e parlare. Ma è la quinta più parlata al mondo e usata da circa 200 milioni di persone. È la lingua ufficiale in 28 Paesi dal Marocco per tutto il Nord-Africa fino ad arrivare alla punta della penisola araba, in Oman, Siria, Iraq, Niger, Sudan e Somalia. In Medioriente ci sono mercati molto importanti per il made in Italy della moda e del lusso come gli Emirati Arabi come dimostra il reportage di questo video.

RUSSO: la lingua parlata da 171 milioni di persone soprattutto nell’area dell’ex Unione Sovietica. Conoscerlo permette anche di allacciare relazioni a Mosca e dintorni visto che solo il 10% dei russi parla l’inglese. Non è semplice: alfabeto cirillico e grammatica basata sui casi come il tedesco o il latino. Ma per chi lavora nel turismo la nicchia di vacanzieri russi in Italia è una di quelle da coltivare. Il punto in questa videointervista con la professoressa Laura Gavinelli, docente di Communication Management Di.SEA.DE, Università Bicocca di Milano.

GIAPPONESE: sono 128 milioni le persone nel mondo che lo parlano e la cultura nipponica ha invaso il mondo a partire dal secondo dopoguerra: dall’elettronica di consumo per arrivare ai manga fino al sushi. Quella giapponese è la terza economia al mondo dopo Cina e Stati Uniti e più di un milione di giapponesi visita l’Italia ogni anno. Numeri da turismo di massa come spiega Francesca Benatti, amministratore delegato di Amadeus Italia in questo video. Tra l’altro, l’Italia è  in surplus commerciale con il Giappone, esportando ogni anno beni per oltre 70 miliardi di yen e importando beni per poco meno di 30 miliardi di yen. Buoni motivi per imparare i tre principali tipi di caratteri: kanji, hiragana e katakana.

INGLESE, TEDESCO, FRANCESE E SPAGNOLO: ovviamente vale sempre la pena. L’inglese è parlato da 339 milioni di persone, lo spagnolo da 427 milioni, il francese da 76 e il tedesco da 77 milioni nel mondo. La scelta alternativa? Il portoghese: lo parlano 202 milioni di persone nel mondo tra il Portogallo, il Brasile e l’Africa (Angola, Capo Verde e Mozambico). Lingua latina e quindi con radice comune all’italiano e spagnolo. Ma ricordate il consiglio dello studioso del Mit? Oltre al bacino linguistico bisogna sempre considerare il valore dell’economia dei paesi stranieri.

La storia di un'impresa si fa Insieme

18 ottobre 2016

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