Internet of Things: perché investire in queste applicazioni?

Internet of Things: perché investire in queste applicazioni?

Un piano che coinvolge oltre un milione di PMI: l’Internet of Things connette oggetti con sensori in grado di elaborare big data. Dalla manifattura all’agricoltura di precisione

Secondo i dati riportati da un’indagine di Confartigianato, oltre un milione (1.160.746 per la precisione) di micro e piccole imprese italiane con meno di 20 addetti operano in settori coinvolti dalla quarta rivoluzione industriale: quella che negli Usa è trainata dall’Internet of Things (IoT).

Quali sono i settori dove impatterà l’introduzioni di sensori per avere scambio in tempi reale di big data? Si parla di impiantistica civile e industriale (la domotica), si parla di città smart (con illuminazione e semafori “intelligenti”) e ancora trasporti, energia, sostenibilità, rifiuti e ambiente. I campi di applicazione dell’Internet of Things già a disposizione delle piccole realtà imprenditoriali in Italia sono agricoltura e manifattura.

SMART AGRICOLTURE: I DRONI DI NADALINI

L’agricoltura di precisione o smart agricolture, chiamata anche agrifood, è uno dei settori con la più elevata opportunità di sviluppo. Sensoristica ambientale e territoriale, applicazioni meteo, automazione di apparati per la gestione di acqua, fertilizzanti e concimi: le soluzioni digitali sono fondamentali come ha spiegato la dottoressa Giorgia Pontetti in questo articolo sulle serre idroponiche di Ferrari Farm nel Reatino. Applicazioni e strumenti che attirano un’imprenditoria sempre più giovane e qualificata con un vero e proprio boom dopo Expo 2015 come emerge dal rapporto Coldiretti esaminato in questo altro articolo.

Un esempio di smart agricolture è l’azienda Nadalini di Mantova, leader nella coltivazione del melone dal 1979: ha deciso di puntare sulla tecnologia dei droni per rilevare possibili anomalie sulle piante, la presenza di infestanti o di parassiti sulle foglie monitorando 10 ettari in 17 minuti e studiando la risposta termica delle coltivazioni. Inoltre, sempre grazie alla tecnologia sviluppata da Nadalini insieme alla ditta Agritechno Farm, i raggi infrarossi installati sui velivoli telecomandati misurano il grado zuccherino dei meloni garantendo una raccolta al giusto punto di maturazione. L’azienda mantovana esporta per il 30% in Inghilterra, Francia, Svizzera, Austria e Germania. Nadalini ha investito 3,5 milioni di euro nella smart agricolture con una crescita del 20% dei volumi venduti.

INDUSTRIA 4.0 (O INDUSTRY 4.0): I PILASTRI

L'Industry 4.0, o industria 4.0 come abbiamo esaminato in questo articolo rappresenta in Italia un business pari a un miliardo e 200 milioni di euro nel 2015 (dati dell'Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano). Un mercato che cresce a un ritmo del 20% e rappresenta una spinta concreta nei confronti del Made in Italy. Se vogliamo considerare dimensioni più piccole, come quelle di una PMI, al posto dell’industria 4.0 possiamo parlare di smart manufactoring (algoritmi per l’analisi dei dati, processi a elevata automazione, oggetti comunicanti e stampa 3D). Ma il risultato non cambia: oggetti interconnessi grazie all’IoT.

L’industria 4.0 è diventata un piano del Governo con il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) e il ministro Carlo Calenda che hanno varato un programma (qui il link) che attribuisce grande importanza all’Internet delle cose come fattore di sviluppo e di integrazione nelle imprese e come elemento di congiunzione tra la Information Technology e la Operational technology (IT e OT). Il piano si basa su: deduzione ad hoc pensata per favorire il passaggio al digitale e per sostenere le aziende che per l'acquisto di beni strumentali con un "superammortamento" (vedi legge Sabatini); formazione con le università chiamate a supportare le imprese e diventare così centri di competenza sull'innovazione; uno standard aperto per le nuove tecnologie con piattaforme sulle quali costruire lo sviluppo di soluzioni software scalabili e libere da vincoli con produttori di tecnologia.

INTERNET OF THINGS A PORTATA DELLE PMI

Da dove partire per chi ha le dimensioni di una PMI? Da big data o industrial analytics: per elaborare informazioni sull’ambito manifatturiero e di supply chain management per la pianificazione e sincronizzazione dei flussi produttivi e logistici. Dal Cloud manufacturing con accesso diffuso, veloce e on demand a servizi infrastrutturali, di piattaforma o applicativi a supporto di processi produttivi e di gestione della supply chain. E anche dall’additive manufacturing, che è la stampa 3D di plastiche e metalli.


Attenzione però alla vera rivoluzione dell’Internet delle cose: tutto può essere usato per generare dati e quanti  potranno e sapranno gestire, analizzare e correlare questi dati ne trarranno i maggiori vantaggi. L’uso in tempo reale di un’ampia gamma di big data diventerà sempre più rilevante non solo per le strategie di marketing e distribuzione ma anche per la ridefinizione dei processi di produzione. Fondamentale la privacy e la gestione delle informazioni personali per evitare sanzioni ingenti che arrivano fino al 4% del fatturato globale annuo dell’azienda sanzionata, con il nuovo Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali.

 

8 novembre 2016

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