Esempi di smart working per PMI: 5 consigli da usare subito

Esempi di smart working per PMI: 5 consigli da usare subito

Meno sprechi di tempo e più organizzazione delle attività: ecco gli esempi di smart working a portata anche delle aziende più piccole. E 5 consigli

Un progetto di “lavoro agile”? A un’impresa serve un nuovo modello organizzativo e occorre agire su tre elementi: «L’allineamento strategico rispetto alle priorità aziendali e agli obiettivi delle persone coinvolte, uno stile di leadership che preveda coinvolgimento e delega dei collaboratori nel processo decisionale e comportamenti delle persone caratterizzati da proattività e intelligenza collaborativa». A dirlo è Mariano Corso responsabile scientifico dell'Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano (ci parla di smart working e PMI anche in questo video) che sull’argomento ha realizzato uno studio articolato.

Grazie al lavoro agile, sempre secondo gli studiosi del Polimi, la produttività media dei lavoratori a livello si singola azienda potrebbe aumentare del 25% (con punte del 50%). E si potrebbe arrivare a un risparmio medio a dipendente di 4.5oo euro l’anno. A questi benefici tangibili va aggiunta la maggiore soddisfazione e motivazione dello smart worker per maggiore efficienza nel work-life balance (cos’è? lo spieghiamo in questo articolo). Ecco 5 consigli pratici :

1 - DIMINUIRE I “TEMPI MORTI” E I GIORNI DI MALATTIA

La riorganizzazione del lavoro è fondamentale in una strategia di lavoro agile, si può partire dalle piccole cose. Esempio: grazie alla sola riduzione dei  tempi morti (pause caffè e sigaretta, utilizzo privato dei social network), e quindi all’aumento del lavoro effettivamente svolto per minuto, si può cominciare a recuperare un 4% in più di produttività. A questo, si collega anche una diminuzione dei giorni di malattia  e quindi la produttività può crescere già di un altro 9%.

Questo il risultato di una ricerca pubblicata nel 2014 dal Professor Nicholas Bloom della Stanford University e condotta su 16mila dipendenti dell’azienda cinese Ctrip, una società leader di agenzie di viaggio, che in un anno ha risparmiato grazie allo smart working 1900 dollari per dipendente, facendo contemporaneamente aumentare la total factor productivity  del 25%.

2- MISURARE I RISULTATI, NON SOLO IL TEMPO

Si lavora per obiettivi, non si contano le ore. Adottare una strategia di lavoro agile indica la volontà di cambiare la modalità di valutazione delle performance dei lavoratori, non più quindi basata sul numero di ore trascorse in ufficio (sul tipico badge di entrata e uscita da lavoro) ma sui risultati conseguiti. In questo senso, dare degli obiettivi da raggiungere ai lavoratori deve essere prioritario rispetto al semplice controllo della loro presenza fisica sul posto di lavoro.

Certamente, il rispetto dei tempi di consegna di un progetto/prodotto devono continuare a essere rispettati, ma la valutazione di un dipendente, che svolge le sue attività lavorative fuori dall’ufficio, deve focalizzarsi su ciò che effettivamente produce. Lo stesso criterio deve valere dal lato degli smart worker, che essendo meno “controllati”, devono anche abituarsi ad auto-valutare meglio il proprio lavoro. Un modo per farlo potrebbe essere quello di creare una “done-list” dove elencare tutte le attività man mano che queste vengono completate.

3 - PIANIFICARE LE ATTIVITÀ DI LAVORO, CREARE UNA ROUTINE

Un rischio che si corre lavorando da casa è quello di sentirsi più liberi, ma anche più rilassati e meno organizzati. Importante dunque che il responsabile aziendale con il compito di supervisionare l’attività lavorativa di uno smart worker verifichi che lo stesso abbia un piano di lavoro ben stabilito, che definisca su cosa si debba concentrare come prima attività, senza tendere a procrastinare o a sprecare tempo prezioso.

Ecco perché è necessario mettere in piedi, da casa come in ufficio, una vera e propria routine di lavoro, che porti il dipendente a capire che è ora di iniziare a lavorare. Un esempio di routine può essere semplicemente quella di prendere un caffè sulla strada verso la postazione di lavoro. Così, arrivato alla scrivania, sarà l’ultimo sorso di caffè a dare il via alla giornata di lavoro. Ecco, se serve, questo si può fare anche da casa.

4 - IDENTIFICARE GLI SPRECHI DI TEMPO

Il primo passo da fare per rendere più produttivi i propri lavoratori è quello di identificare cosa porta via più tempo nel corso della loro giornata, senza naturalmente eliminare i necessari momenti di pausa e riposo.

Un elemento spesso sottovalutato nella dispersione del tempo lavorativo senza portare reali benefici sul gruppo di lavoro sono le riunioni. In questo articolo spieghiamo come eliminare i meeting inutili puntando a una migliore gestione di agenda, partecipanti e durata dell’incontro di lavoro.

5 - EFFETTUARE UN’ANALISI ESTERNA PER LE BEST PRACTICE

Prima di partire con un progetto di smart working all’interno della propria impresa, bisogna prevedere un vero e proprio cambiamento della cultura imprenditoriale. Non si tratta solo di dare ai propri dipendenti più libertà in termini di tempo e luogo di lavoro. Ecco perché uno dei passi da compiere è quello di effettuare un’attenta e specifica analisi del mondo esterno, cercando dei modelli nelle realtà esistenti che hanno già implementato un sistema di lavoro intelligente e capire quali sono le linee migliori e più efficace da seguire.

24 novembre 2016

Scrivi il tuo commento

0 COMMENTI