Business angel: 5 cose da sapere sugli “angeli”

Business angel: 5 cose da sapere sugli “angeli”

Marco Bicocchi Pichi di Italia Startup spiega come funziona l’operato di un business angel. Cerca il loro aiuto? Devi essere un imprenditore “credibile”

Molto più che investitori. I business angel sono spesso per le start up veri e propri “angeli” che investono su di loro non solo economicamente, ma anche in termini di tempo, networking e insegnamenti. Per convincerli a scommettere sulla propria idea d’impresa però, bisogna dimostrar loro di essere dei veri imprenditori e non solo dei sognatori.

Marco Bicocchi Pichi, 55 anni, presidente dell’associazione Italia Startup (nominato business angel italiano del 2014) ci spiega chi sono i “business angel”, cosa fanno, in cosa si differenziano dai venture capital e come catturare la loro attenzione. E lancia anche un appello a margine del suo intervento alla Start Lab Academy di UniCredit a ottobre 2016: «In Italia non ce ne sono tantissimi, anche se potrebbero diventare molti di più».

Cosa fanno per le start up i business angel?

Ci sono diversi tipi di business angel che possono essere ricondotti però a due categorie principali: gli “angel finanziari” ossia quelli che essenzialmente investono denaro nelle startup e i "guardian angel", gli angeli custodi che oltre a investire, ricoprono un ruolo attivo di mentor affiancandosi così agli imprenditori startupper. Le caratteristiche di questo tipo di investitori poi si articolano in relazione all'esperienza imprenditoriale e del settore di attività della startup e a quella specifica come angel investor. Per le start up un "angelo custode" è un socio che trasferisce esperienza, conoscenza, rete di contatti (network), agisce da "sparring partner" e da allenatore, svolgendo un ruolo di consigliere indipendente che fuori dalla quotidianità può dare una valutazione e un consiglio esterno, ma non estraneo. Si tratta di una relazione basata sulla reciproca fiducia e rispetto.

Quali sono le differenze con i venture capital?

Con i venture capital ci sono sia differenze che similitudini. Una fondamentale differenza è che un angel investe direttamente i propri soldi, mentre un venture capital nella maggior parte dei casi investe capitali che gli sono stati affidati da altri ed è remunerato per questa sua attività. Un’altra grande differenza riguarda – anche se non obbligatoriamente – la fase di investimento. Un angel infatti interviene all'inizio della vita di una nuova impresa, mentre un venture capital solitamente lo fa in fase di crescita già avviata. Inoltre, il ruolo che un business angel svolge nel consiglio d’amministrazione è più simile a quello di un socio a tutti gli effetti mentre un venture capitalist è un rappresentante di investitori. La similitudine più importante invece è che entrambi, sia angel e che venture capital, se fanno bene il loro mestiere aiutano la start up e il team imprenditoriale a crescere.

Che tipo di supporto economico danno alle start up?

Il supporto economico che gli angel portano alle start up avviene sotto forma di aumento di capitale e prestiti soci convertibili o meno. In qualunque forma, si tratta comunque di capitale di rischio. Il tempo e l’attività professionale dell’angel non vengono retribuite, ma hanno comunque un valore economico anche se non viene considerato come contributo di cassa. Mediamente un angel affianca un’azienda fino a 10 anni di vita mentre un venture si ferma e capitalizza entro 4 o 5 anni.

Come incontrarli e convincerli, cosa si aspettano gli angel dai neo-imprenditori?

Incontrare un business angel è possibile partecipando a start up competition, ricercando nominativi di investitori e soprattutto facendosi presentare da altri imprenditori che a loro volta sono stati finanziati in questo modo. Esistono angel club e associazioni che possono sicuramente essere d’aiuto in queste circostanze. Da uno startupper che gli propone un investimento, un business angel si aspetta che sia almeno potenzialmente un vero imprenditore. Non un ricercatore, non un cercatore d'oro, non un giocatore d'azzardo. Un imprenditore con la volontà di creare un’impresa che cresca e si capace di fare ricavi e profitti.

Come è messa l'Italia: ci sono abbastanza "angeli"?

In Italia, ci sono sufficienti milionari, ma pochi angel investor. Il capitale quindi non dovrebbe essere un problema, ma invece manca e sempre più spesso mancano "angeli custodi" con risorse economiche, competenze, conoscenze e lo spirito generoso del non fare tutto questo solo per il potenziale profitto, ma per un obiettivo anche sociale di crescita dell 'Italia e di " give back". Il mio augurio è che siano molti di più gli investitori che si avviano sulla strada di costruirsi un curriculum da “angel investor”. Si tratta di una strada difficile, ma ricca di soddisfazioni umane che per i più bravi (e  anche per i più fortunati) si può tradurre in buoni ritorni. Con pazienza, infatti, l'angel investor porta capitali coraggiosi e pazienti.

La storia di un'impresa si fa Insieme

20 dicembre 2016

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