Proroga Nuova Sabatini, occasione per le PMI fino a fine 2018

Proroga Nuova Sabatini, occasione per le PMI fino a fine 2018

Per le PMI che voglio investire nel digitale c’è la proroga della Nuova Sabatini. Meglio con l’aiuto di un professionista: i consigli su come muoversi

La Legge di bilancio, approvata i primi giorni di dicembre 2016, prevede nel suo pacchetto “sviluppo”, quello dedicato a imprese e investimenti, il raddoppio della proroga della Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali per le aziende. Il termine per la concessione dei finanziamenti agevolati da parte delle banche viene allungato, infatti, fino a tutto il 2018 (e non più solo fino al 2017).

«Si tratta di una misura volta a finanziare lo sviluppo delle piccole-medie imprese, le quali potranno chiedere alle banche finanziamenti a partire da 20mila euro, i quali  saranno erogati da Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) previo perfezionamento di un’apposita convenzione tra il Ministero per lo sviluppo economico, l’Associazione Bancaria Italiana e Cdp», ha spiegato Alessandro Atzeni, dottore commercialista e partner di Atax associazione professionale.

LEGGE SABATINI: CHI PUÒ CHIEDERE I CONTRIBUTI E PER COSA

La nuova Legge Sabatini è un contributo  che il Mise (Ministero Sviluppo Economico) riconosce alle PMI attraverso un contributo a copertura degli interessi sui finanziamenti bancari per gli investimenti realizzati per acquistare beni strumentali. Alle imprese conviene perché:

– l’investimento è coperto da un finanziamento bancario o leasing, fino all’80% dell’importo dal Fondo di garanzia PMI;

– la durata del finanziamento è di massimo 5 anni;

– l’importo è compreso tra 20mila e 2 milioni di euro;

– il finanziamento deve essere utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

Grazie alla legge di Stabilità 2017, è prevista inoltre un'altra agevolazione per le imprese e beni strumentali: il super ammortamento 2017 e iperammortamento 2017. Sono ammesse tutte le micro, piccole e medie imprese in possesso dei seguenti requisiti:

– hanno una sede operativa in Italia;

– sono iscritte nel Registro delle imprese o di pesca;

– non sono sottoposte a liquidazione volontaria o a procedure concorsuali;

– non hanno ricevuto e poi rimborsato aiuti ottenuti illegalmente o incompatibilmente alla Commissione Europea.

La legge prevede un contributo per le imprese che effettuano investimenti per questi beni strumentali:

– macchinari;

– attrezzature;

– impianti;

– beni strumentali ad uso produttivo;

– hardware, software e tecnologie digitali.

Sono esclusi: terreni e fabbricati, immobilizzazioni in corso e acconti.

LE NOVITÀ DEL NUOVO BLOCCO DI FINANZIAMENTI DELLA SABATINI

Il nuovo round di finanziamento della Sabatini ha «regole generali invariate, mentre il beneficio avrà un fronte temporale fino al 31 dicembre 2018», spiega Fabio Ciani, avvocato tributarista di Tonucci and Partners aggiungendo che, inoltre, «il contributo in conto interessi può aumentare del 30% se gli investimenti effettuati riguardano  l’acquisto o l’acquisizione di beni con carattere spiccatamente innovativo». In pratica, il contributo maggiorato spetterà a coloro che intendono favorire la transizione del sistema produttivo nazionale verso la manifattura digitale e l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale. Per questi investimenti è stata fisata una riserva pari al 20% dello stanziamento suddetto.

ATTENZIONE: VALUTARE BENE QUESTO ASPETTO PRIMA DI MUOVERSI

La Nuova Sabatini, anche secondo Alessandro Atzeni, «è una misura positiva di cui le PMI possono beneficiare soprattutto nella fase di crescita che accompagna gli investimenti». A suo avviso però, il meccanismo rigido e la tempistica da rispettare «possono tuttavia costituire un limite alla effettiva operatività dello strumento». Inoltre, il commercialista fa notare come la previsione che l’erogazione del contributo sia subordinata al completamento dell’investimento, da effettuarsi entro 12 mesi dalla stipula del finanziamento/contratto di leasing, costituisce un limite che riduce il numero di imprese interessate.

L’AIUTO DI UN PROFESSIONISTA È FONDAMENTALE PER NON SBAGLIARE

La procedura è completamente digitale attraverso la piattaforma del Mise e serve la firma elettronica. Proprio la necessità di adempiere correttamente l’istruttoria, sia in termini di rispetto delle e modalità e dei termini che di modulistica, suggerisce all’impresa – continua Atzeni – «di coinvolgere un professionista di adeguata esperienza al fine di istruire la pratica e al fine di seguirne l’iter.  Si consideri inoltre che si tratta di uno strumento di finanziamento abbinabile ad altre agevolazioni come il “patent box”».

21 dicembre 2016

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