Start up: come costruire un piano di comunicazione perfetto

Start up: come costruire un piano di comunicazione perfetto

Sono 5 i pilastri per un piano di comunicazione utile a una start up. È necessaria anche una campagna: un esempio di Dario Francolino, Ceo di Axess PR

12 dicembre 2016

Come far sapere a potenziali clienti e investitori che è nata una start up con un servizio innovativo? La risposta è scontata: con un buon piano di comunicazione. «Per veicolare un messaggio corretto: prima ancora di commercializzare il prodotto, chiedetevi cosa volete dire al vostro utente finale», spiega Dario Francolino, Ceo di Axess PR nel suo intervento alla Start Lab Academy organizzata da UniCredit a ottobre 2016 a Milano.

Le informazioni che si vogliono inviare al pubblico devono essere cariche di contenuti, ma come si individuano gli aspetti di cui parlare e come si costruisce un buon piano di comunicazione? Ecco 4 punti fondamentali e un extra-consiglio da mettere in pratica.

INIZIARE CON LE IDEE CHIARE: IL “VALORE” DELL’IDEA

Il valore della propria idea di business. Parte tutto da qui: dalla value proposition. Bisogna avere ben chiara qual è la propria intuizione, quali sono gli aspetti innovativi dell'attività, come si posiziona rispetto ai competitor e cosa la caratterizza. La risposta a una domanda è fondamentale: “perché il cliente dovrebbe acquistare il mio prodotto/servizio?; cosa offro di diverso (o in più) rispetto al mercato?”. La risposta a queste domande pesa come una “sentenza”: è l'argomento principale da comunicare all'esterno.

CONOSCI I TUOI CLIENTI... E LORO CONOSCONO TE?

Per fare in modo che il messaggio arrivi correttamente, ed evidenzi gli elementi più appetibili dell'informazione da veicolare, è necessario sapere a chi è rivolto. Chi sono i potenziali consumatori, che strumenti usano (web, social media, email o sono una generazione che sfrutta ancora tv, radio e carta stampata) e quali sono i loro interessi? Rispondere a questi due input porta a prendere una sola e unica decisione per posizionarsi nei “posti” fisici o virtuali dove la domanda incontra l’offerta e viceversa.

ECCO CHI SONO I MIEI RIVALI SUL MERCATO

Cosa ruota attorno al mio marchio: cioè l’importanza di analizzare i competitor e la strategia comunicativa da loro utilizzata. Fondamentale e strategico per individuare cosa ruota attorno al proprio brand. Se qualcuno ha già occupati spazi del mercato allora vuol dire che si deve aggredirlo con un servizio innovativo (esempio: Airbnb per l’offerta di locazioni di immobili) o girare al largo. Trovato il proprio posto è poi fondamentale far conoscere quale filosofia, quali valori, che mondo si vuole rappresentare con il proprio bene/servizio, quale esperienza si vuole far vivere al consumatore e veicolare queste informazioni attraverso gli strumenti comunicativi.

CARTA E MATITA IN MANO: SI COSTRUISCE IL MESSAGGIO

Si parte con la strategia creativa. Il messaggio deve essere sempre diretto, il più semplice e comprensibile possibile. Dietro a marchi, immagini e presentazioni di prodotti inseriti in contesti creati ad hoc le aziende veicolano sensazioni, valori, percezioni e stili di vita, per mostrarsi e conquistare i consumatori come abbiamo spiegato in questo articolo.

USARE I BIG DATA PER TENERE LA ROTTA

Obiettivi da raggiungere e misurazione delle performance: c’è un prezioso alleato come i Big Data (più informazioni in questo articolo). «La comunicazione spot non ha senso – continua Dario Francolino – se non porta a una serie di azioni che fondano una relazione nel tempo con i consumatori». Per far sì che il messaggio porti a un'azione da parte del consumatore è indispensabile programmare gli obiettivi da raggiungere entro una determinata scadenza e misurare i risultati ottenuti.

COMUNICAZIONE INTEGRATA? LAVORARE SU QUESTI 4 PUNTI

Come si costruisce una campagna di comunicazione integrata? Ancora Dario Francolino, Ceo di Axess PR, consiglia di partire da questi 4 asset per declinarli a seconda del proprio business:

– la reputazione (cioè competenza e distintività della start up e del suo prodotto/servizio);

– la fiducia (obiettivi e risultati raggiunti con testimonianze dirette);

– il sostegno (aggregare il consenso intorno al proprio progetto di business);

– l’argomentazione esclusiva di vendita (sviluppo dei messaggi chiave per trasferire benefici e vantaggi del prodotto/servizio).

La start up di successo? La fa chi riesce a essere innovativo aprendo un nuovo mercato anche in modo “disruptive”, portando alla luce le testimonianze di chi garantisce la bontà del prodotto (o servizio) e aggrega una community di utilizzatori entusiasti come testimonial, in modo da trasferire lo stesso messaggio nel tempo a nuovi clienti.

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