Pmi italiane sulla (lunga) strada dell'innovazione digitale

Pmi italiane sulla (lunga) strada dell'innovazione digitale

Tecnologie digitali, strumenti, applicazioni e livello di adozione nelle aziende della digital economy: a che punto siamo in Italia? Le ricerche di Sda Bocconi, Istat e Commissione europea rivelano tanta consapevolezza da parte degli imprenditori. E ancora scarsa preparazione

Gli imprenditori della piccola e media impresa sono consapevoli delle potenzialità della digitalizzazione, ma sono ancora poco preparati a integrare la tecnologia nell’organizzazione aziendale. Il risultato? Adottano poco i nuovi strumenti: lo rileva l’Osservatorio Sda Bocconi sulla Digital Transformation delle Pmi italiane. I dati sono stati presentati allo Smau 2015 di Milano a ottobre. La tendenza conferma i dati Istat, presentati nei primi giorni del 2015 e relativi all’anno 2014, in un report sulla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese italiane con almeno dieci addetti. In sintesi: abbiamo sprecato, in parte, un altro anno.

IN EUROPA SIAMO ULTIMI TRA I 28 PAESI UE

L’Italia è al 25° posto su 28 Stati membri dell’Unione Europea per acquisti, formazione e informazione, pagamenti delle bollette e utilizzo di servizi pubblici online. In poche parole, è in ritardo sull'uso di Internet: i dati arrivano dal nuovo indice dell'economia e della società digitali messo a punto dalla Commissione europea e pubblicato a febbraio 2015 (i dati si riferiscono al 2013 e 2014). Negli ultimi due anni l’Italia ha comunque fatto passi avanti nell’integrazione delle imprese nelle tecnologie digitali. Tuttavia, secondo il report Ue, le imprese italiane sono ancora in gran parte “non digitali” e potrebbero trarre vantaggio da un maggior utilizzo del commercio elettronico: solo il 5,1 % delle piccole e medie imprese vende online, e il fatturato del commercio elettronico delle imprese italiane è pari soltanto al 4,8 % del fatturato totale.

OK IL SITO AZIENDALE, MANCA LA APP MOBILE

In primavera sono stati resi noti i risultati dell’indagine 2014 dell’Osservatorio Digitale Pmi, indagine alla quale hanno preso parte più di 300 aziende. Secondo l’indagine: la quasi totalità delle imprese (90,4%) possiede un sito web; il 37,9% ha ottimizzato il proprio sito per poter esser visualizzato da dispositivi mobili; il 25,5% promuove il proprio sito tramite attività di Search Engine Optimisation (Seo); il 45,2% utilizza strumenti di e-mail marketing per inviare newsletter e/o offerte commerciali; il 14,6 % effettua attività di Search Engine Marketing (Sem); il 54,13% possiede una propria pagina sui social; il 20,13% vende online (e-commerce); il 71,29% non ha creato app per i dispositivi mobile.

DIGITAL ECONOMY: IL CRESCENDO DI PICCOLE E MEDIE IMPRESE

Nonostante gli investimenti pubblici scarsi, dunque, sempre secondo l'Istat, le aziende investono e credono nella digital economy. Il 98,2% delle imprese italiane con almeno dieci addetti dispone di una connessione a Internet (era il 96,8% nel 2013) e il 95% utilizza la banda larga fissa o mobile. La percentuale di adozione di un software per la raccolta e la condivisione di informazioni per la profilazione dei clienti (Crm) è passata dal 13,3% al 28,2%. Cresce anche l’utilizzo di software per la condivisione automatica di informazioni tra diverse aree dell’impresa. Solo il 69,2% delle imprese con almeno dieci addetti dispone di un sito web (dato che sale però all’88,9% tra le imprese con almeno 250 addetti). Maggiore il ritardo sui social network: li utilizza un po' meno del 32% delle piccole aziende (il 51,9% tra quelle con almeno 250 addetti). Sul fronte dell’e-commerce, aumentano le imprese che hanno venduto online i propri prodotti o servizi (dal 7,6% nel 2012 all’8,2% nel 2013), tanto che il fatturato complessivo generato dal commercio elettronico si attesta complessivamente al 7,1% del totale (2,3% nelle piccole imprese e 10,7% in quelle di maggiore dimensione).

DIGITALIZZAZIONE: PERCHE CONVIENE ALLE PMI

L’Osservatorio Sda Bocconi sulla Digital Transformation delle Pmi italiane ha classificato le piccole e medie imprese secondo un tasso medio (digital transformation index) di 4,29 (su una scala da 1 a 7). Scomponendolo, risulta un livello più alto (4.9) di “consapevolezza” dell’importanza del digitale, uno più basso (3,9) di “prontezza” e (3,5) di “adozione” del digitale. Ma perché gli imprenditori ritengono importante la digitalizzazione delle Pmi? Prima di tutto perché migliora le capacità analitiche e decisionali. Poi per gli positivi sulle risorse umane in termini di processi operativi e collaborativi. Infine la digitalizzazione migliora le perfomance e permette di raggiungere più facilmente i clienti. Senza contare che l'approccio digitale consente innovare i prodotti e i servizi. Perché allora gli imprenditori procedono ancora così lentamente? Il 45% degli intervistati indica come colpevole il costo degli investimenti necessari, seguito dalla percezione di un elevato rischio. Più probabile che incida ciò che viene indicato soltanto al terzo posto: la scarsa familiarità con le tecnologie digitali.

18 novembre 2015

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