Un faro per navigare nello small business

Un faro per navigare nello small business

“Valore Paese – Fari” è un progetto per ridar vita alle vecchie torri di controllo marittimo. Posti dal fascino insuperabile, che, oggi, possono essere trasformati in hotel o residence. La formula? Un affitto di lungo periodo. Così potete partecipare al bando

Far rinascere, o forse è il caso di dire “risplendere”, 11 fari lungo le coste dell’Italia: è l'obiettivo di un programma che li concederà ai privati in base ai loro progetti di recupero. Le idee migliori di ristrutturazione saranno  premiate con concessioni "di lungo periodo”: è il progetto promosso dall'Agenzia del Demanio, Invitalia e Anci per la valorizzazione e la gestione efficiente del patrimonio immobiliare dello Stato e degli enti locali. Nonostante il loro fascino e, al volte, il carico di anni, la bellezza e la posizione, si tratta di immobili non utilizzati o sottoutilizzati. La concessione ai privati, che può arrivare a 50 anni, serve non tanto a restituirli alla comunità. Quanto a ridar loro valore. E renderli di valore.

Per esempio si potranno trasformare in alberghi di lusso. Il vantaggio economico per lo Stato è ovviamente costituito dagli affitti e dalla possibilità di rientrare in possesso in futuro di immobili ristrutturati e quindi rivalutati, che invece adesso sono così degradati da cosatuire soltanto un problema. Per gli imprenditori turistici è un'ottima possibilità di creare un business di lungo periodo in location uniche e incontaminate.

11 SU QUALI FARI PUNTARE

Il bando è stato pubblicato ed è consultabile sui siti www.agenziademanio.it e www.difesaservizi.it fino al 16 gennaio. I fari disponibile sono 11 di cui sette sono ora in gestione alla stessa Agenzia del demanio e quattro al Ministero della difesa: il Faro di Brucoli ad Augusta (Siracusa), il Faro di Murro di Porco a Siracusa (Siracusa), il Faro di Capo Grosso nell’Isola di Levanzo – Favignana (Trapani), il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica (Palermo), il Faro di Capo d’Orso a Maiori (Salerno), il Faro di Punta Imperatore a Forio d’Ischia (Napoli), il Faro di San Domino alle Isole Tremiti (Foggia), il Faro Punta del Fenaio e il Faro di Capel Rosso sull’Isola del Giglio (Grosseto), il Faro Formiche di Grosseto e il Faro di Capo Rizzuto a Isola di Capo Rizzuto (Crotone). Oltre a promuovere il turismo, l'obiettivo dell'Agenzia è stimolare le economie locali e spingere allo sviluppo di altre attività culturali.

CAPO SPARTIVENTO IN SARDEGNA: IL FARO CHE APRE LA VIA

È la Croazia il Paese più vicino che ha aperto la strada alla trasformazione turistica dei fari. Lungo l'altra riva dell'Adriatico, dal 2000, si possono trascorrere le vacanze in 18 dei 48 fari costruiti ai tempi dell’Impero austroungarico e disseminati tra Istria, Quarnaro e Dalmazia. Le torri che vengono date in affitto sono 11, mentre per sette fari è stata data una concessione pluriennale. Si alloggia nei fari anche in Nord Europa: quelli irlandesi sono ormai un classico. Ma l'esempio a cui gli imprenditori possono più facilmente ispirarsi è quello dei Paradores in Spagna e delle Pousadas in Portogallo, ossia di antiche e spesso preziosissime dimore storiche che coniugano l'offerta turistica con la tutela e la valorizzazione dei beni culturali.

In Italia un'operazione analoga è stata sperimentata solo per Capo Spartivento in Sardegna (nella foto): il Demanio incassa un canone di concessione di 100mila euro l'anno. Considerando che non tutti gli 11 fari in futura concessione si trasformeranno in resort di lusso come quello sardo, l'Agenzia si aspetta di ricavare dall'operazione circa 800mila euro l'anno. Lusso a parte, i futuri gestori potranno puntare sulla formula degli hotel di charme, ma pensare ai nuovi ostelli che, pur a costi contenuti, oggi sono sempre più ospitali e creativi e nient'affatto limitati ai giovani, ma anzi si rivelano ideali per i gruppi.

PER VINCERE, PUNTATE SUL PROGETTO

I bandi sono online, come già detto, sui siti dell’Agenzia del Demanio e della Difesa, fino al 12 gennaio 2016. Fino al 16 dicembre 2015 è possibile visitare le strutture. Ad aggiudicarsi il faro sarà il progetto in cui convivono progettualità e business, perché l’obiettivo resta il recupero del bene e la capacità di metterlo a disposizione del maggior numero di persone possibili. La selezione verrà fatta, per un 40%, in base al criterio economico, ovvero quanto i candidati sono disposti a pagare per la concessione (l'offerta è libera e non c'è una base d'asta). Ciò che conta di più, però, sono i criteri progettuali (valgono il 60% sulla scelta finale). In sintesi lo Stato terrà conto anzitutto della sostenibilità e del contributo allo sviluppo della comunità locale.

18 novembre 2015

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