Pmi innovativa: scopri i vantaggi previsti per legge

Pmi innovativa: scopri i vantaggi previsti per legge

L’Investment Compact promuove ricerca e sviluppo e offre agevolazioni per le Pmi simili a quelli per le start up. A queste condizioni

Se le ultime direttive fiscali non hanno cambiato molto le sorti delle Pmi (è il caso della Legge di stabilità), il Decreto Investment Compact (DL 3/2015, convertito dalla Legge 33/2015) ha segnato una svolta significativa, perché riconosce alle Pmi innovative gran parte delle agevolazioni e semplificazioni previste a favore delle start-up innovative.

I VANTAGGI PER LE PMI INNOVATIVE

In pratica: le Pmi innovative hanno diritto all’esonero dall’imposta di bollo per l’iscrizione al Registro. Sono invece tenute al pagamento dei diritti di segreteria dovuti per adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese, nonché del pagamento del diritto annuale dovuto per le Cciaa. Possono pagare il personale con piani di incentivazione in equity come stock option e work for equity, e questo permette l’esonero da imposizione sul reddito. Inoltre godono di numerose deroghe al diritto societario; non sono soggette alla disciplina delle società non di comodo. Non devono effettuare il test di operatività; possono raccogliere capitali di rischio attraverso i portali on-line (crowdfunding). In più le persone fisiche e giuridiche che investono nelle Pmi innovative possono godere degli incentivi fiscali previsti dall’art. 29 del DL 179/2012.

CHE COS’È UNA PMI INNOVATIVA

«Inevitabilmente», anticipa Pierluca Princigalli, dello Studio milanese Lombard di dottori commercialisti associati, «la prima domanda che ci si pone è quali siano i criteri in base ai quali una Pmi possa essere classificata come “innovativa”. Sono abbastanza laschi e hanno a che fare con l’innovazione in senso lato, anche in agricoltura per esempio, ma certo favoriscono l’ambito tecnologico e il fatto di avere almeno un quinto dei dipendenti e dei collaboratori con specifiche competenze, come lauree e dottorati, in materie scientifiche; oppure il possesso di brevetti o, anche, impiegare in ricerca e sviluppo almeno il 3% del fatturato e costo di produzione».

I VANTAGGI FISCALI PER I FINANZIATORI

«I vantaggi fiscali concessi in questo caso dalla legge incidono poco nella fase di costituzione della società. Sono ben più evidenti sui finanziatori diretti o indiretti. Li premiano con interessanti detrazioni Irpef (il 19%). E questo spiega anche il fiorire di incubator di start up».

I VANTAGGI PER I COLLABORATORI

«La possibilità, per i collaboratori o per i lavoratori, di essere pagati con stock option e work for equity è senz’altro interessante. Certo, non si maturano contributi previdenziali. Ma per un professionista può essere una buona opzione perché le stock options non gravano sull’imposta sul reddito».

I VANTAGGI PER GLI IMPRENDITORI

«Ma forse il vantaggio più importante è quello per gli imprenditori: l’obbligo a coprire le perdite è molto diluito e, anche in caso di fallimento, le penalizzazioni sono meno gravi anche se, in questo caso, resta una differenza tra Pmi innovative e start up. Forse questo è il punto che creerà più problemi in fase di giudizio: i magistrati rimetteranno in discussioni i criteri in base al quale un’impresa è una start up, una Pmi innovativa o una Pmi tradizionale? Non è ancora chiaro. Per quanto riguarda la flessibilità dei contratti di lavoro (in base al Job Act), invece, le Pmi innovative hanno meno vantaggi delle start up».

SGRAVI FISCALI

«Per start up e Pmi innovative il rischio di fallimento è molto alto, l’avvio difficile. Per questo gli sgravi sull’Ires, l'imposta sul reddito delle società, che per Pmi e start up innovative è del 20%, sono meno allettanti: intanto bisogna cominciare a produrre utili».

RICONOSCIMENTO DI UNA PMI INNOVATIVA

«Uno degli aspetti più interessanti della legge è che una Pmi può chiedere il riconoscimento dello “status” di innovativa, dimostrando, per esempio, che spende più del 3% del suo fatturato in ricerca. E può quindi rientrare nelle agevolazioni, pur esistendo da diversi anni», conclude Pierluca Princigalli.

1 aprile 2016

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