Aziende più efficienti con l'audit energetico

Aziende più efficienti con l'audit energetico

Miglior performance, sprechi limitati, emissioni abbattute. Se le aziende accettano la diagnosi energetica compiono un primo e fondamentale passo verso un buon business e una gestione responsabile delle risorse

L’audit energetico o diagnosi energetica è lo studio dei fabbisogni energetici di un edificio per ottimizzare i consumi e ridurre i costi legati all’energia. Uno strumento in linea con la direttiva europea che prescrive di ridurre del 20% le emissioni di CO2 entro il 2020.

CHE COS’È L’AUDIT ENERGETICO

La valutazione è condotta da uno specialista detto Ege, esperto in gestione dell’energia. L’audit agisce su tre aspetti: gestione dei processi, riduzione dei consumi ed eventuale autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Secondo la Energy Environment Company  Officinae Verdi, società partecipata dal Wwf, il potenziale risparmio medio che si può ottenere con l’audit energetico è tra il 19% e il 30%.

LA PAROLA ALL’ESPERTO

«Un’azienda si rivolge a noi per un check-up energetico dei consumi e dei flussi per trovare come diventare più efficienti» spiega Fabio Ferrari, Ege certificato da Secem (Sistema europeo per la certificazione in Energy Management) e Ceo di EnergyWay, start up innovativa e studio di consulenza indipendente. «Il nostro primo obiettivo è ottimizzare i sistemi già presenti in azienda, con tempi di ritorno molto rapidi».

CHI CHIEDE UN AUDIT

«I settori più interessati sono il metalmeccanico e le banche nel settore retail. Gli interventi tipici sono la gestione delle luci e l’ottimizzazione dei set point di condizionamento, cioè la regolazione delle temperature nei locali. Lavoriamo sulle accensioni e gli spegnimenti notturni e domenicali per abbassare il più possibile le temperature, entro i limiti di comfort, ovvio».

IL MARGINE DI OTTIMIZZAZIONE DI UN AUDIT

«La forchetta è ampia» prosegue Fabio Ferrari «ci sono aziende già molto scrupolose, per le quali si ipotizza un miglioramento del 1-2%, e altre in cui gli interventi sono così radicali da sfiorare il 30% di ottimizzazione. I costi sono diversi a seconda che si tratti del settore primario, retail o terziario, e sono calcolati considerando i volumi annui di consumo».

FRA SCELTA RESPONSABILE E OBBLIGO DI LEGGE

Per molte aziende l’audit energetico è una scelta di coscienza che si traduce in un vantaggio economico e in un ritorno di immagine. Per altre è un obbligo introdotto dal Decreto legislativo 102 del 2014, che vincola le grandi imprese - quelle con più di 250 persone, con un fatturato annuo sopra i 50 milioni di euro - e le aziende a forte consumo a effettuare un audit energetico ogni quattro anni. La diagnosi può essere eseguita da società di servizi energetici, da Ege, oppure dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).  

FONDI E INCENTIVI

Per il periodo 2014-2020, secondo le stime dell’Energy Efficiency Market Report dell’Agenzia internazionale dell’energia, l’Italia può contare su 355 milioni di euro per l’ottimizzazione degli edifici pubblici e oltre 100 milioni per gli audit energetici nelle Pmi. Il Ministero dello sviluppo economico ha concesso particolari incentivi alle regioni e province autonome per le Pmi operanti nel proprio territorio. I requisiti? Essere costituite da almeno due anni, non essere in liquidazione volontaria, essere in regola con gli obblighi contributivi e le norme edilizie, aver già realizzato  almeno un intervento di efficientamento energetico.

15 dicembre 2015

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