Millennials in azienda: 5 consigli per lavorare con i nativi digitali

Millennials in azienda: 5 consigli per lavorare con i nativi digitali

Sono nati tra il 1980 e il 2000. Li chiamano Millennials. Sono i nativi digitali: sempre più presenti nel mondo del lavoro, soprattutto nello small business, nella comunicazione e nell’innovazione. Ecco come creare un ambiente professionale che li valorizzi

Cresciuti a pane e bit, i Millenials sono la generazione di giovani nati tra il 1980 e il 2000 che sta contribuendo in modo decisivo alla ripresa del Paese. Esperti delle nuove tecnologie, i nativi digitali hanno aperto 300 imprese al giorno solo nel secondo trimestre del 2015. I dati sono emersi dalla ricerca condotta dal Censis: Vita da Millennials: web, new media, start up e molto altro. Nuovi soggetti della ripresa italiana alla prova. Tra aprile e giugno 2015 gli under 35 hanno fatto nascere quasi 32mila nuove aziende, con una crescita del 3,6% rispetto al periodo gennaio-marzo.

A fine 2015 il numero complessivo di start up guidate da giovani era pari a 594mila, il 9,8% del tessuto imprenditoriale italiano. Non c’è distinzione tra Nord e Sud Italia. Nel Mezzogiorno, sempre nel secondo trimestre del 2015, il 40,6% delle nuove imprese ha un leader con meno di 35 anni. Anche se siamo ancora lontani dai livelli degli Stati Uniti dove, stando ai dati dell’U.S Labor Force by Generation 1995-2015, un lavoratore su tre ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni, l’Italia sta facendo passi in avanti nel permettere ai giovani d’innovare il Paese. Ecco come come rendere loro più semplice il compito.

1.ORARI FLESSIBILI E LAVORO A CASA

I Millennials lavorano connessi. Per questo hanno una concezione di tempo e spazio  dilatata. La flessibilità dell’orario, la possibilità di entrare in ufficio solo quando è realmente necessario coincide con la volontà di accrescere la qualità del proprio lavoro. I millennials, ipertecnologici, con smartphone e pc, riescono a essere in più luoghi contemporaneamente. Lavorando da casa possono risparmiare il tempo impiegato per raggiungere l’ufficio e avere più libertà nella gestione della quotidianità. Gli under 35 non considerano il lavoro in base alle ore ma agli obiettivi da raggiungere. Per questo, spesso, lavorano anche oltre l’orario stabilito pur di ottenere i risultati richiesti.

2.LAVORARE E CONTINUARE A CRESCERE E FORMARSI

Ai giovani nati tra gli anni 1980 e 2000 non interessa soltanto lo stipendio ma vogliono anche crescere professionalmente. Desiderano avere l’opportunità di arricchire la loro formazione e fare esperienze che coinvolgano tanto gli obiettivi di carriera, quanto gli interessi personali.

3.MOBILITÀ E NUOVI RUOLI IN AZIENDA

La maggior parte dei Millennials si aspetta di fare esperienze e carriere diverse. Secondo il Bureau of Labor Statistics, i giovani adulti in media a 26 anni hanno già avuto esperienze di lavoro in sei differenti strutture. La stessa cosa potrebbe avvenire all’interno dell’azienda, se si favorisce una maggiore mobilità interna, la job rotation, e una formazione continua che permetta di costruire un rapporto duraturo con l’impresa.

4.FAR COINCIDERE OBIETTIVI AZIENDALI E PERSONALI

L’obiettivo principale per gli under 35 è contribuire attivamente al raggiungimento dei risultati aziendali. I Millennials vogliono avere ben chiaro qual è il ruolo e lo scopo del loro lavoro. Le aziende devono essere chiare e oneste nello spiegare quali sono gli interessi dell’impresa e che cosa si vuole ottenere dall’attività del neoassunto, così da farlo sentire parte attiva e contribuire ad allineare gli obiettivi aziendali a quelli personali.

5.PUNTARE SULLA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELL’IMPRESA

I Millenials considerano importante la responsabilità sociale dell’azienda, come si pone nei confronti dell’ambiente, del territorio, della comunità e quanto siano coerenti dichiarazioni e azioni dei manager. La maggior parte dei giovani nati tra il 1980 e il 2000, come riporta la ricerca del Censis, hanno una forte attenzione alla sostenibilità, una vocazione global e d’integrazione. In più sono portati ad attività solidali.

15 dicembre 2015

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