Il Patent box aiuta con sgravi fiscali chi brevetta

Il Patent box aiuta con sgravi fiscali chi brevetta

Il Patent box stimola anche in Italia il deposito di brevetti. Cosa prevede il nuovo regime fiscale agevolato e con quali sgravi

Dopo Belgio, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna anche l’Italia ha varato un regime agevolato per i brevetti. È stato varato il Patent box che prevede un’agevolazione fiscale sul reddito prodotto da marchi, brevetti e beni intangibili. L’obiettivo è promuovere la collocazione in Italia dei beni immateriali detenuti all’estero da imprese italiane o estere, stimolare il loro mantenimento in Italia, oltre che favorire l’investimento in attività di ricerca e sviluppo. La decisione è stata presa dal governo con la legge 190/2014.

LE AGEVOLAZIONI FISCALI

Il nuovo regime ha previsto una riduzione dell’imponibile Ires /Irap del 30% del reddito agevolato nel 2015 (con le imposte ache arrivano al 21% circa), del 40% nel 2016 (imposte al 18%) e del 50% dal 2017 (imposte al 15%).

QUALI SONO I BENI PROTETTI

Il 30 luglio è stato approvato il decreto attuativo che ha definito quali sono i beni intangibili che rientrano nell’agevolazione. La definizione comprende software protetto, brevetti concessi o in corso di concessione, marchi registrati o in corso di domanda, disegni e modelli, informazioni aziendali (know how) e le “esperienze aziendali giuridicamente tutelabili”. Il Patent box si rivolge a imprese commerciali e industriali, società estere che hanno un’organizzazione stabile in Italia, mentre sono escluse le società semplici, le associazioni professionali e le imprese assoggettate a procedure concorsuali.

COME CALCOLARE I VANTAGGI

Per determinare la quota di reddito che può beneficiare dell'agevolazione bisogna prendere in considerazione il rapporto tra le spese che l’impresa sostiene per mantenere e sviluppare il “bene immateriale” brevettato e il totale delle spese sostenute.

NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

L’opzione deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al primo periodo d’imposta che si sceglie, è valida per cinque periodi di imposta, è irrevocabile e rinnovabile.

Il 10 novembre 2015 il direttore dell’Agenzia per le entrate ha approvato il provvedimento che definisce le modalità per la scelta da parte dei contribuenti. In pratica il modello si limita a chiedere i dati anagrafici dell’impresa e del legale rappresentante e deve essere utilizzato per i primi due periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014.

«A partire dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014», specifica il comunicato dell’Agenzia, «l’opzione deve essere invece comunicata nella dichiarazione dei redditi e decorre dal periodo d'imposta al quale la stessa dichiarazione si riferisce».

LA PROCEDURA NON È COMPLETA

La procedura però non è ancora completa. A fine 2015 mancava ancora il provvedimento con le modalità di prenotazione del ruling, il confronto con l’amministrazione finanziaria per definire caso per caso l’entità del reddito agevolabile. Il modello dovrebbe essere semplice anche per favorire le prenotazioni.

QUANTI BREVETTI IN ITALIA

La speranza è che le nuove norme stimolino la registrazione dei brevetti che nell’ultimo anno in Italia sono aumentate dello 0,5% secondo i dati del rapporto annuale di Epo, European Patent Office (l’agenzia europea che gestisce, riconosce e tutela i brevetti industriali in Europa). Per la prima volta dal 2010 l’Italia mostra un segno positivo con 4.684 richieste sulle 274 mila totali inoltrate che ci pongono in undicesima posizione nella classifica del Vecchio continente.

4 aprile 2016

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