Click and collect, l’e-commerce amico dei negozi

Click and collect, l’e-commerce amico dei negozi

Per un commerciante su tre l’e-commerce farà scomparire la rete di punti vendita tradizionali. Il futuro dei negozi potrebbe essere comunque roseo, ma serve un cambiamento

L’e-commerce fa paura ai piccoli commercianti tradizionali: se il 55% vede nell’online una possibilità di crescita, il 31% teme che il commercio elettronico, a lungo andare, possa far scomparire la rete di vendita tradizionale. Lo certifica uno studio commissionato da Confesercenti sul commercio elettronico, realizzato in collaborazione con l'istituto di ricerca Swg e l'Osservatorio innovazione digitale del Politecnico di Milano presentato a novembre 2015.

E-COMMERCE O SOCIAL NETWORK?

Dallo studio emerge un popolo di piccoli imprenditori divisi a metà. Uno su due (il 48% del campione intervistato) ritiene che per sopravvivere dovrà abbracciare l’e-commerce. La stessa percentuale pensa invece che siano i social network il canale dove investire per la promozione della propria attività. Cosa aiuta a vendere di più: un sito con e-commerce o una fan page su Facebook per comunicare sconti, saldi o promozioni? Solo il 12% degli imprenditori intervistati utilizza già internet come canale di vendita, il 38% prevede di farlo, mentre il 42% non è interessata nemmeno in futuro. Chi è già su internet, si affida nel 53% ad un proprio sito indipendente, per il 51% ad eBay. Seguono la vendita attraverso social network (16%), Amazon (7%) e altre piattaforme (6%).

I “WEB SHOPPER” SONO QUASI 17 MILIONI IN ITALIA

Nel 2015 l’e-commerce italiano di beni vale ormai 7,2 miliardi di euro e i consumatori che possono definirsi “web shopper” (cioè acquirenti online) sfiorano i 17 milioni e la diffusione generalizzata degli smartphone contribuisce indubbiamente allo sviluppo di questo canale. Senza dimenticare che ormai la maggioranza di potenziali acquirenti si informa consultando siti o app prima di recarsi in negozio per comprare.

UN SITO WEB NON BASTA PER SOPRAVVIVERE

I proprietari del negozietto di quartiere sono ancora dubbiosi sul prossimo passo verso l’innovazione digitale. Oltre l’80% dichiara di avere investito in almeno una innovazione digitale, soprattutto per fare promozione dei propri prodotti o per farsi conoscere (coupon digitali, pubblicità via web, e-mail, sms o social network). Ma solo il 20% di chi possiede un sito permette oggi di acquistare online. La loro indecisione è motivata? In parte sì: le imprese che vendono solo online non sono tante (poco più di 14mila ad agosto 2015) e nel periodo 2009-2015 hanno cessato l’attività in poco meno di 10mila lasciando il saldo in attivo per soli 4mila commercianti.

SOLUZIONE MIGLIORE: LE PIATTAFORME DEI RETAILER

Il futuro degli attuali commercianti non potrà essere quello della vendita dei propri prodotti attraverso un e-commerce proprietario, perché i costi di investimento e di gestione della logistica, spedizione, gestione clienti e sicurezza delle transazioni sono molto elevati. A fronte di ricavi non certi. L’orientamento tra gli imprenditori piccoli e medi è quello utilizzare le piattaforme dei retailer più grandi, prevalentemente senza negozi fisici, le cosiddette “dot.com” come e-Bay, Amazon, Yoox, Eprice, ecc.

COS’È IL CLICK AND COLLECT

“A nostro parere –- analizza il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni -– nel medio-lungo periodo le grandi piattaforme, che possono dirottare anche risorse notevoli in pubblicità e marketing, fagociteranno i piccoli venditori e i grandi produttori predisporranno sempre più canali diretti di vendita, come succede già oggi. Un’alternativa più realistica ed efficace potrebbe essere, invece, la trasformazione dell’attuale rete in multicanalità, promuovendo anche un cambiamento culturale ed organizzativo: un po’ commercio tradizionale (con il punto vendita) e un po’ servizio con il click and collect, cioè la possibilità di ordinare un prodotto online ma di poterlo ritirare in negozio e lì completare l’acquisto.

Questo modello è tra quelli più interessanti che stanno emergendo e permette ai consumatori di ottenere i prodotti con i prezzi del web, ma al tempo stesso di avere maggiori informazioni e di poter contare sul valore aggiunto offerto dalla presenza del commerciante, dal pagamento all’assistenza in caso di difetti o di non conformità del prodotto ordinato”.

24 febbraio 2016

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