E-learning: la nuova frontiera della formazione

E-learning: la nuova frontiera della formazione

Non più lezioni, ma veri e propri laboratori sempre più pratici, sempre più simili alla realtà. E con una tecnologia da full immersion. Ne parliamo con il titolare di Fad-Pro

Creare un laboratorio di ricerca sull’e-learning che trasformi l’apprendimento in un’esperienza coinvolgente ed emozionante. Per questo è nato FadPro: «È una boutique su misura rivolta agli operatori della formazione a distanza», spiega Giampaolo Mangiaracina, professionista di modellazione 3D e titolare dell’impresa. «Non vogliamo soltanto comunicare conoscenze, ma coinvolgere l’allievo a 360° anche attraverso la gamification, cioè la resa dei contenuti in un’ottica di gioco».

In che cosa consiste oggi l’e-learning?

«L’e-learning, cioè l’insegnamento a distanza, è composto da tre elementi: una piattaforma, detta Lms (Learning Management System), una serie di contenuti che girano sulla piattaforma, il tracciamento delle attività dell’allievo. La piattaforma è il contenitore: al suo interno sono inseriti i contenuti, così come si inserisce una Sim card in un cellulare. Il valore aggiunto consiste nel modo in cui si realizzano i contenuti».

In che cosa è specializzata FadPro?

«Siamo specializzati nella creazione di contenuti di livello avanzato. E lo facciamo andando oltre il tradizionale pacchetto-video del docente che spiega la propria materia. Noi utilizziamo il format del learning game, il gioco di apprendimento. Che comprende una parte teorica, con la ripresa video di un docente e/o la presentazione di documenti e altre risorse didattiche, e una parte pratica, con un panel di quesiti e simulazioni, esercizi interattivi, compilazione di moduli. Un esempio? Il learning game che insegna come fare un decreto ingiuntivo».

Che cos’è e come funziona una simulazione-desktop?

«Per contenuti più complessi utilizziamo le simulazioni-desktop, che creano uno scenario in cui l’allievo si muove con mouse e tastiera, sperimentando diverse situazioni. Sul nostro canale YouTube è possibile vedere un esempio di simulazione in cui l’allievo, come in un videogioco, si muove in un cantiere edile e svolge diversi compiti: verifica gli equipaggiamenti, gestisce un team di lavoro, risolve alcuni problemi».

Come si applica la realtà virtuale all’e-learning?

«Il passaggio ulteriore, che ci vede primi in Italia, è stato rendere queste simulazioni professionali realizzabili, anche in una forma vicina al gioco, in realtà virtuale. Il coinvolgimento è impressionante grazie all’elevato grado di realismo nella realizzazione, nella grafica e nell’audio in 3D. Le applicazioni sono pressoché infinite: dalle esercitazioni in cantiere all’aula universitaria. Per esempio si possono ricreare aule virtuali nella quali compaiono, accanto al docente, contenuti aggiuntivi come la visualizzazione in 3D della struttura molecolare del carbonio. Oppure se il soggetto della lezione è la storia romana, si può entrare virtualmente nel Colosseo. Stiamo inoltre sviluppando corsi in realtà virtuale in ambito medico e ci dedicheremo a breve anche al suo utilizzo per il trattamento di disturbi di natura psicologica».

Quali dispositivi adoperate?

«Il nostro primato deriva anche dall’esserci dotati in anticipo dei prototipi di Oculus Rift, dispositivo per la realtà virtuale da indossare sul viso, oggi di proprietà di Facebook, che sarà in commercio nel 2016. Anche i cellulari possono essere utilizzati: penso a Gear VR della Samsung, che si innesta sullo smartphone ricreando l’effetto di realtà virtuale. Oppure a Google Cardboards, che consente di costruirsi il proprio visore di realtà virtuale utilizzando cartone, forbici e colla».

Quali progetti per il futuro?

«Con mio fratello Francesco nel 2016 lanceremo FadPro Academy, la prima accademia per l’e-learning a livello europeo. Lo scopo è insegnare a gestire progetti e-learning e comprenderne i costi reali, realizzare corsi basic, comprendere le differenze tra le principali piattaforme di e-learning, gestire una comunità di apprendimento all’interno di un Lms (Learning management system). Servirà pertanto a giovani che vogliono operare in questo campo di nicchia ma molto richiesto e ai manager di impresa che spesso conoscono ancora molto poco questo settore».

24 febbraio 2016

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