Giovani e donne: dalla Stato 50 milioni per fare impresa

Giovani e donne: dalla Stato 50 milioni per fare impresa

Il Ministero dello sviluppo economico lancia un nuovo fondo: previsti finanziamenti agevolati a tasso zero. Basta non avere più di 35 anni. O essere donna

Esiste una nuova possibilità di accedere a finanziamenti pubblici per avviare una propria attività e provare a fare impresa innovativa in Italia. Condizioni indispensabili: avere tra i 18 e i 35 anni, o essere donna. Sono questi i paletti fissati dal decreto legge n.140 dell’8 luglio 2015, con il quale il Ministero dello sviluppo economico - di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze - ha stabilito condizioni, tipologie e tempistiche per accedere al Fondo di 50 milioni di euro. Le candidature possono essere inviate dal 13 gennaio 2016, esclusivamente in forma elettronica e attraverso il sito del Ministero.

TUTTI MUTUI AGEVOLATI

Tra i nuovi elementi, le modalità con cui vengono concessi i contributi: non è più prevista l’erogazione di contributi a fondo perduto ma solo la concessione di mutui agevolati a tasso zero, fino a 1,5 milione di euro per singola impresa. Le imprese devono essere costituite da meno di un anno. Bisogna anche garantire di ultimare il progetto entro 12 mesi. La durata delle agevolazioni è di massimo otto anni, a massima copertura del 75% delle spese.

DALL’INDUSTRIA AL TURISMO

Le aree imprenditoriali interessate sono l’industria, l’artigianato, i servizi, l’agricoltura, il commercio e il turismo. Interessante, in particolare, l’attenzione riservata al turismo: il decreto dedica ampio spazio alla cosiddetta “filiera turistico culturale”, con sottintesa finalità di rilancio territoriale ed ambientale; senza dimenticare le imprese che vorranno misurarsi con tutto quello che è compreso nella definizione “innovazione sociale”.

AVANTI LE DONNE

L’imprenditoria femminile è al centro della nuova iniziativa ministeriale. Una delle due condizioni stabilite dal decreto è la titolarità femminile dell’impresa. Un dettaglio importante, se si pensa ad alcuni dati relativi all’imprenditoria rosa italiana: a giugno del 2015 (dati Osservatorio femminile UnionCamere) le attività a guida femminile registrate in Italia risultano essere più di 1.300 mila, cifra che rappresenta il 21,6% del totale delle imprese italiane. I settori a maggiore incidenza femminile sono sanità e assistenza sociale (38,2%), alloggio e ristorazione (29,1%), commercio (23,9%), agricoltura (28,7%), viaggi ed agenzie (26,5%).

PRIME LE RAGAZZE

Ancor più significativo – soprattutto in relazione ai destinatari del Fondo ministeriale – il dato sulle giovani donne imprenditrici; nel mondo under 35, un’impresa su tre è donna: 107 mila aziende sono dirette da donne, pari al 28% di quelle giovanili. In sei mesi (dati UnionCamere, settembre 2015), il numero di imprese guidate da ragazze sotto i 35 anni è aumentato del 6%.

PROVINCE IN ROSA

Curiosi, infine, alcuni dati geografici: le regioni italiane in cui il primato femminile è più evidente sono l’Abruzzo, l’Umbria e la Basilicata, dove il tessuto imprenditoriale è formato per il 30% da imprese guidate da donne. E c’è la sorpresa Benevento. Il capoluogo campano è la città più femminile d’Italia: tre imprese su dieci sono guidate da donne, soprattutto nel commercio e nell’agricoltura. In prevalenza (65%), scelgono una forma giuridica individuale.

24 febbraio 2016

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