La rivincita del geometra: una professione anti-crisi

La rivincita del geometra: una professione anti-crisi

La recessione ha ignorato i geometri: oggi, in Italia, sono 108mila mentre nel 2000 erano 90mila. Non ci sono disoccupati nella categoria. Qualcosa da migliorare, però, c’è ancora…

«Saranno i geometri a salvare l’Italia?», se lo chiedeva il Corriere della Sera in un articolo del novembre 2015 nel quale dimostrava perché questa professione sembra non aver risentito degli anni più bui del Paese. Oggi ci sono 108mila geometri liberi professionisti, quasi tutti a partita Iva, contro i 90mila del 2000. Pochissime le donne, che rappresentano solo il 10%. La maggioranza dei geometri ha un’età tra i 40 e i 49 anni, solo 10mila sono invece sotto i 30. Nonostante lo scarso appeal tra i giovani, i geometri sono comunque aumentati negli anni a ritmo continuo, senza mai decollare in un vero e proprio boom. Quasi, tutti gli iscritti all’Albo dei geometri (la professione è stata istituita in Italia nel 1929 e i collegi territoriali fanno capo a un Consiglio nazionale) hanno un’occupazione. La recessione ha certamente influenzato anche il lavoro dei geometri che, negli ultimi anni, hanno visto il loro reddito diminuire. Ciò ha imposto una riduzione dei costi negli studi. Eppure i dati dimostrano che i geometri hanno saputo adattarsi hai cambiamenti e hanno trovato nuovi clienti in settori meno in crisi. In più hanno saputo interpretare velocemente le nuove norme all’interno di meccanismi burocratici che restano complessi.

COME SI DIVENTA GEOMETRI

Per diventare geometra libero professionista occorre superare l’esame di Stato. Per farlo, bisogna iscriversi al registro dei praticanti presso il Collegio della propria zona e svolgere 18 mesi di pratica presso lo studio professionale di un geometra, oppure di un ingegnere civile o di un architetto, iscritti a loro volta agli albi professionali da almeno un quinquennio. Dopodiché occorre:


a) completare un periodo di 18 mesi di attività tecnica subordinata, anche al di fuori di uno studio professionale.

b) frequentare e portare a termine corsi di istruzione e formazione tecnica superiore, che durino quattro semestri;

c) avere ottenuto diplomi universitari triennali e lauree o aver conseguito lauree presso le facoltà di agraria, ingegneria, architettura e scienze matematiche, fisiche o naturali, comprensive di un tirocinio di sei mesi.

IL FAC-TOTUM AMMINISTRATIVO

In Italia anche il più piccolo paese ha il suo geometra. Questo spiega perché i geometri si occupino un po’ di tutto, dalle piccole pratiche edilizie all’esame dei locali per avviare un’attività, dalle stime per le banche alle dichiarazioni di successione. In generale, la frequentazione continua con le pubblica amministrazione rende i geometri abili a districarsi rapidamente tra i cavilli burocratici e le nuove norme. Di sicuro, in un Paese in cui i processi amministrativi sono complicati, i geometri italiani che lavorano in ambito locale non temono la concorrenza degli stranieri.

L’INTERMEDIARIO TRA STATO E FAMIGLIA

I geometri si occupano di catasto, monitoraggio dell’ambiente, piccole infrastrutture e fanno anche da consulenti per i tribunali. Di fatto, in un Paese in cui la semplificazione della Pubblica amministrazione procede a rilento, i geometri fanno da intermediari tra lo Stato e le famiglie.

QUANTO COSTA METTERSI IN PROPRIO

A un giovane che voglia mettersi in proprio possono bastare 10mila euro. Con le nuove tecnologie i costi sono calati anche se la crisi ha ridotto pesantemente il volume d’affari. Oggi un terzo dei geometri ha un reddito sotto i 20mila euro.

L’IMPORTANZA DI SPECIALIZZARSI

Poiché svolge più mansioni, il geometra, durante la crisi, ha saputo trovare nuovi clienti. Per esempio mentre si riduceva il flusso di commissioni provenienti dall’edilizia, i geometri hanno puntato su settori meno in recessione. Ma in futuro, non soltanto ai giovani, è consigliato specializzarsi sia perché gli studi individuali stanno lasciando spazio alla forma associata, sia perché in questo modo avranno più possibilità di entrare in una grande impresa, in Italia o all’estero. Sul sito del Consiglio nazionale dei geometri e dei geometri laureati una sezione è dedicata proprio alla formazione permanente: www.cng.it/it/consiglio-nazionale/collegi/formazione.

24 febbraio 2016

Scrivi il tuo commento

0 COMMENTI