Carte elettroniche: a cosa servono i dati di pagamento

Carte elettroniche: a cosa servono i dati di pagamento

Coinvolgere i clienti nell’esperienza di acquisto e utilizzare i dati dei pagamenti per migliorare l’offerta: ecco i vantaggi delle carte elettroniche

Nel 2015 sono state effettuate transazioni con carte di credito e sistemi digitali in Italia per una cifra vicina ai 164 miliardi di euro: lo dice il recente studio pubblicato dall’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano. Il numero di carte di pagamento pro capite nel nostro Paese è tra i più alti d’Europa. Ma il contante è sempre preferito al momento del saldo nei negozi. «Nel 2015 gli italiani non si sono disfatti del contante come sistema di pagamento: è ancora saldamente superiore al 50% del totale del transato», spiega Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano.

CARTE VS. CONTANTE: I NUMERI DELLA SFIDA

«Le stime del 2015 vedono i pagamenti via carta di credito raggiungere quota 164 miliardi di euro (+5,6%), una crescita sostenuta prevalentemente dai New Digital Payment che complessivamente raggiungono nel 2015 i 21 miliardi di euro (+22% rispetto al 2014). L'apporto decisivo viene proprio, per l'81%, dall'acquisto di beni e servizi e dai pagamenti da PC e tablet e per il 13% da acquisti e pagamenti via smartphone, che registrano un balzo in avanti del 48% (2,8 miliardi di euro nel 2015). Occorre che i principali protagonisti dell’offerta attivino un sano confronto con il mercato per rendere più attraente l'esperienza d'uso per i clienti», aggiunge Valeria Portale che è il direttore dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Polimi.

MIGLIORARE LA CUSTOMER EXPERIENCE

Parola d’ordine: coinvolgere i clienti nei punti vendita. Per i commercianti significa aumentare il numero dei pagamenti attraverso il POS e iniziare a usare i big data per offrire ai clienti una esperienza sempre migliore di acquisto nel punto vendita, perché le nuove tecnologie stanno impattando sempre di più nei comportamenti delle persone anche nel loro ruolo di acquirenti e dunque all’interno della transazione economica, che va dalla proposta commerciale di un bene/servizio sino al momento dell’acquisto che culmina nel pagamento. I negozianti devono abbracciare big data e competenze digitali, se vogliono avere successo in un settore sempre più influenzato dalle tecnologie. Lo strumento più semplice per iniziare questo percorso di innovazione è avere uno strumento per il pagamento con carte elettroniche o sistemi mobile nel punto vendite.

EUROPA, COME SI USA LA CARTA ELETTRONICA

Rinunciare al contante a favore di un sistema di pagamento elettronico. In Europa si utilizza in media “la plastica” per i pagamenti 86 volte all’anno e le nazioni più virtuose sono quelle scandinave: la Svezia guida la classifica con 250 operazioni l’anno pro capite mentre il fanalino di coda è la Bulgaria con 7 operazioni l’anno. L’Italia insegue la parte alta della classifica con sole 30 operazioni l’anno (la fonte è il Statistical Data Warehouse della BCE).

Uno studio della Banca Centrale Europea ha evidenziato che ogni anno l’Europa spende oltre lo 0,46% del suo PIL (60 miliardi di euro) per la gestione del contante. E in Italia, dove è molto più diffuso che nel resto d’Europa, i costi ammontano a più 10 miliardi di euro, circa 200 per cittadino all’anno, spesi per pagare il personale, le perdite, i furti, le apparecchiature, il trasporto, la sicurezza, i magazzini, la vigilanza e le assicurazioni.

QUANTI POS SONO INSTALLATI IN ITALIA

In Italia la base installata dei POS, i dispositivi “point of sales”, necessari per accettare pagamenti via carte di credito o di debito, ha superato i 2 milioni come da stime elaborate da Confesercenti in uno studio presentato a fine 2015 sulla base dei dati sui sistemi di pagamento ufficiali resi disponibili dalla Banca d’Italia. Pagamenti digitali, big data e sicurezza: questa la formula vincente per chi ha un un punto vendita.

Il terminale POS diventa una porta di accesso, un gateway, per una lettura dei dati relativi agli acquisti con le carte fisiche o in modalità mobile con gli smartphone. Questi big data, una volta analizzati e aggregati in modo sintetico, possono aiutare a porsi domande oggettive su come si sta sviluppando il business, quanto e con che frequenza spendono i clienti, in che giorni, ecc. E anche cosa succede ai miei concorrenti diretti nella mia zona o paese (intesi come esercenti con cui si condividono clienti) e indiretti (intesi come quelli che hanno le medesime caratteristiche strutturali, ma non condividono gli stessi clienti). Tutti dati che da tempo i negozi virtuali che vendono solo online -- dai marketplace come Amazon a quelli dei piccoli marchi -- analizzano e usano per migliorare l’offerta ai clienti.

Scopri come dare un “colpo d’occhio” al tuo business con My Business View

30 aprile 2016

Scrivi il tuo commento

1 COMMENTI