Consigli per il sito e-commerce perfetto

Consigli per il sito e-commerce perfetto

Gli acquisti online valgono 20 miliardi in Italia. Tre consigli per avere un sito e-commerce perfetto da Alessandro Rimassa della TAG Innovation School

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Le previsioni per l’anno in corso dicono che il valore complessivo degli acquisti online raggiungerà quota 19,3 miliardi di euro, segnando un incremento di oltre 2,7 miliardi di euro sul 2015, pari al 17%. A fare da traino si confermano ancora una volta abbigliamento (+25%), informatica ed elettronica (+22%), editoria (+16%) e turismo (+11%). Andamento molto positivo per i settori emergenti legati al “made in Italy”: in particolare arredamento e home living (+39% per un controvalore vicino ai 570 milioni di euro) e food e grocery (+29% poco oltre i 530 milioni di euro).

Nel corso del 2016 il 5% del totale delle vendite retail sarà rappresentato dall’e-commerce, con uno scontrino medio di 75 euro e un totale di 115 milioni di ordini per l’acquisto di prodotti , di 253 euro nei servizi con 45 milioni di ordini complessivi. I dati sono stati presentati dall'Osservatorio e-commerce B2c Netcomm Politecnico di Milano nel corso della XI edizione del “Netcomm eCommerce Forum” lo scorso 18 maggio. E le vendite da siti italiani a clienti stranieri? In aumento del 18% e oltre i 3,5 miliardi di euro. Il 42% del totale riguarda il turismo, spinto dagli operatori del trasporto e dai portali per la prenotazione alberghiera, ma un ruolo importante spetta all’abbigliamento (38%) con l’ottimo successo dei grandi marchi, dei retailer tradizionali e delle boutique multi-brand italiane (sia tradizionali che native sul digitale).

IN ITALIA STIAMO RECUPERANDO TERRENO

«In Italia sono state censite appena 40mila imprese che vendono online, contro le 800mila a livello europeo di cui 200mila solo in Francia», ha dichiarato Roberto Liscia, presidente di Netcomm, durante l’evento al MiCo Congressi di Milano. C’è ancora tanto lavoro da fare per recuperare il gap con l’Europa. Ma come si fa un e-commerce performante in termini di vendite e fidelizzazione del cliente nell’ambito di una piccola o micro azienda che vende prodotti o servizi? «Fare e-commerce è una cosa seria ed è meglio prevedere e spendere un budget importante per farla bene con un approccio serio e relativi investimenti», ha detto Alessandro Rimassa, giornalista e direttore della TAG Innovation School, al workshop Go International organizzato a Milano da UniCredit lo scorso 20 aprile. Ricordando che bisogna considerare un periodo minimo di 3 anni per arrivare alla redditività: la strada verso il successo è comunque lunga e bisogna programmare bene il business.

IL CLIENTE È AL CENTRO DEL PROGETTO

«Il digitale è un acceleratore del business perché è semplice, veloce e costruisce relazioni in tempo reale – ha aggiunto Rimassa –. Per passare da una presenza digitale come il sito, o la pagina social, alla vendita con l’e-commerce bisogna mettere sempre al centro la persona, il cliente, e non il prodotto o servizio che si vende». Capire cosa cerca e di cosa ha bisogno il potenziale cliente, ingaggiarlo spiegando il prodotto e servizio per creare una esperienza che poi, nel migliore dei casi, si concluderà con un acquisto. In questo caso lo strumento è lo storytelling sia con il testo sia con le foto per portare nel mondo digitale il racconto del prodotto e creare l’esperienza.

SFRUTTARE QUESTI PUNTI DI FORZA

«I punti di forza dell’e-commerce sono la comodità, cioè una esperienza di uso della piattaforma semplice, la convenienza con prezzi concorrenziali rispetto al negozio, le informazioni correlate al prodotto, la velocità di acquisto e la sicurezza del pagamento», spiega Alessandro Rimassa. Per migliorare il business in digitale bisogna però anche considerare la base di partenza che non è virtuale ma reale: il magazzino, la gestione dei commenti e feedback dei clienti pre e post vendita e l’analisi di big data e analytics per migliorare la piattaforma.

LA CHECKLIST DEL SITO E-COMMERCE PERFETTO

«La piattaforma e-commerce ideale ha un layout chiaro, ordinato e dove trovare i prodotti e i servizi grazie a menu semplici e intuitivi; deve essere responsivo e adattarsi ai vari schermi che vanno dal desktop al tablet fino ai vari tipi di smartphone; la velocità di caricamento è fondamentale: dopo i 3 secondi di attesa i potenziali clienti abbandonano; i testi devono essere con un font e un corpo leggibile», aggiunge Rimassa che poi non tralascia aspetti più tecnici: «Bisogna creare la pagina 404, cioè la pagina di errore, personalizzata con una frase semplice e che dia informazioni su come continuare la navigazione sul sito; se si vende in Italia usare parole e frasi semplici e soprattutto evitando neologismi incomprensibili per un pubblico senior; soprattutto non smettere di testare il sito e la piattaforma e-commerce per risolvere qualsiasi tipo di bug su qualsiasi tipo di browser».

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9 giugno 2016

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