Turismo, 5 trend del digital marketing da mettere in pratica

Turismo, 5 trend del digital marketing da mettere in pratica

Mobile only, big data e i giusti contenuti da veicolare su web e social media: 5 trend spiegati da esperti del settore del digital marketing turistico

Quali sono i trend che caratterizzano il ditigal marketing turistico e quali gli strumenti e le strategie di comunicazione che le strutture devono tenere d’occhio? Armando Travaglini è consulente e formatore per il web marketing turistico e autore del libro “Digital Marketing Turistico e strategie di revenue management per il settore ricettivo” insieme a Vito D’Amico e Simone Puorto (Edizioni LSWR). Dal suo lavoro abbiamo sintetizzato 5 trend del digital marketing da mettere in pratica subito e sviluppare, seguendo le indicazioni del mercato e le tecnoclogie a disposizione, neo prossimi anni. Con anche gli interventi di esperti di Google Italia, Facebook e Travel Appeal che hanno partecipato al Tourism Talk di UniCredit a Milano lo scorso aprile.

 

NON PIÙ MOBILE FIRST: ADESSO È MOBILE ONLY

 

La maggior parte delle persone si collega al web prevalentemente attraverso smartphone o tablet in mobilità. Due consigli: sito web responsive per essere visualizzato sugli schermi più piccoli e campagne digital per ingaggiare il pubblico che usa gli smartphone. Un esempio? Google ha lanciato  Destinations, motore di ricerca per voli aerei e hotel, solo per gli smartphone. «Il 75% dei turisti cerca un hotel sullo smartphone e lo fa in quello che viene definito “micro momento”: se la tua offerta è presente esattamente nel momento del bisogno allora sei nel business», ha spiegato Andrea Menè di Google Italia al Tourism Talk.

 

BIG DATA: CAPIRE IL PASSATO E PREVEDERE IL FUTURO

 

Grazie al digitale tutte le attività sono tracciate e generano dati. Inoltre i social media mettono direttamente i clienti nella posizione di esprimere giudizi in prima persona e senza filtri del servizio. Analizzando questi  dati si possono comprendere gli orientamenti del mercato turistico e di conseguenza adeguare le strategie per offrire un prodotto più aderente alle aspettative degli ospiti, migliorare il fatturato e incrementare la fidelizzazione dei clienti. Come spiega Mirko Lalli di Travel Appeal «una recensione su Tripadvisor viene letta da ben 7mila utenti», mentre solo il 15% dei gestori di hotel in Italia risponde a una mail e lo fa dopo due settimane (dati da rapport Teamwork).

 

IL REMARKETING PER CONTATTARE POTENZIALI CLIENTI

 

Solo il 2% del traffico generato sul web si converte in un acquisto alla prima visita. Altrimenti si approfondisce con ulteriori navigazioni in cerca di informazioni. Meglio tracciare chi sono questi utenti che cercano notizie su una struttura turistica in modo da mantenere una familiarità del proprio brand. Anche le piccole e medie strutture possono lanciare autonomamente campagne di remarketing di successo utilizzando le piattaforme di Google AdWords e Facebook, che è un partner strategico per le PMI che, solo in Italia, possono contare su un bacino di 22 milioni di persone connesse quotidianamente alla piattaforma, di cui 20 milioni da dispositivi mobili. Numeri che al mese raggiungono i 27 milioni da desktop e i 25 milioni da mobile come ha spiegato in questo articolo Francesca Capobianchi, small and medium business community engagement market lead di Facebook.

 

LA VACANZA DIVENTA ESPERIENZIALE

 

Non esiste la vacanza uguale per tutti: a tante nicchie di interesse corrispondono altrettante offerte dettagliate. Le nuove strategie di business nel turismo vogliono intercettare i consumatori più attenti all’aspetto esperienziale di un soggiorno. Attenzione ai target: per esempio famiglie e i clienti senior come ha spiegato in questo report Matteo Montebelli, che è responsabile Ricerche, Analisi & Pubblicazioni del Touring Club Italiano. Arte, cultura, enogastronomia ma anche sport e benessere sono tra le tante esperienze che i potenziali clienti, anche stranieri, vorranno vivere in vacanza.

 

OK, IL CONTENUTO È QUELLO GIUSTO!

 

Esperienza, emozioni, immersione: il turista nell’era del digitale e dei social network vuole essere al centro di una storia. La pubblicità sul web, intesa nel mondo classico, cioè i banner, portano sempre meno utenti a cliccare. Bisogna dunque creare un contenuto che sia informativo, ma al tempo stesso stuzzichi la curiosità del potenziale cliente e lo emozioni con un contenuto immersivo che lo porterà a identificarsi con l’offerta e quindi trasformarla in acquisto. Lo storytelling, grazie ai social network, permette forme di native advertising più coinvolgenti di un banner pubblicitario. Come abbiamo spiegato in questo articolo anche lo storytelling ha bisogno di regole precise. E il video è il contenuto che meglio si adatta alle nuove tribù digitali che usano lo smartphone e condividono la loro vita sui social media.

Tourism Talk: l’evento education di UniCredit dedicato al Turismo

21 luglio 2016

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