Micro pagamenti, bancomat e carte di credito: come si usano e perché

Micro pagamenti, bancomat e carte di credito: come si usano e perché

Una ricerca avverte i commercianti e i professionisti: non accettare le carte anche per i micro pagamenti è penalizzante

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Non accettare pagamenti con bancomat o carte di credito rappresenta un punto a sfavore, in termini di incassi e clienti, per chi non si è ancora dotato di uno strumento POS. Siamo ancora in attesa dei decreti attuativi per rendere operativa la Legge di Stabilità 2016, che ha esteso l’obbligo, per commercianti e i professionisti, di accettare pagamenti con carte elettroniche senza limiti di importo minimi: permetterà anche in Italia di pagare il caffè al bar o di acquistare il biglietto dei mezzi pubblici con il bancomat. E intanto ci si chiede: ma il nostro Paese è pronto? Cosa ne pensano gli italiani?

CARTE ELETTRONICHE: COME LE USANO GLI ITALIANI

Nessun dubbio. Gli italiani prediligono l’utilizzo di carte elettroniche per i pagamenti quotidiani, come la spesa al supermercato, e con una frequenza di utilizzo elevata nell’arco della settimana. Lo sottolinea una ricerca Doxa di aprile 2016 commissionata da Jusp, società italiana specializzata nel mobile commerce, per indagare l’attitudine degli italiani verso le nuove normative sui sistemi di pagamento elettronici.

A utilizzare le carte è il 73%: il 35% del campione dichiara di usarle con una frequenza di almeno 3–4 volte alla settimana e il 38% fino a 2 volte in sette giorni. Dalla ricerca emerge che la scelta è dettata sia da questioni di praticità che di sicurezza.

NOVITÀ IN ARRIVO: VIA IL TETTO MINIMO

Per quanto riguarda la Legge di Stabilità 2016, non ci sarà più il tetto dei 30 euro sotto il quale il commerciante poteva rifiutarsi di accettare il pagamento elettronico (la soglia minima è 5 euro); inoltre, i negozianti e  i professionisti dovranno mettersi in regola e dotarsi di POS. In caso contrario, saranno sanzionati.

Il 79% degli intervistati da Doxa è d’accordo con l’eliminazione dei limiti di importo: per il 39% la norma rappresenta una misura di libertà per chi non vuole usare le banconote, il 26% la ritiene una scelta che ci allinea con il resto dell’Europa mentre il 14% è favorevole, ma teme che non verrà rispettata. Tra i forti utilizzatori di carte, il parere positivo sulle nuove regole sale addirittura all’85%. Sì anche alle sanzioni per chi non si adegua: quasi due terzi degli utilizzatori, il 64%, è favorevole al provvedimento. Sul tema non si riscontrano particolari differenziazioni tra i vari segmenti di popolazione, sia per età sia per genere.

L’EUROPA SEMPLIFICA LE PROCEDURE E AIUTA CHI INCASSA

Non basta. I pagamenti con bancomat e carte di credito sono, da qualche giorno, regolati da nuove disposizioni volute dalla Commissione europea. Le direttive, entrate in vigore lo scorso 10 giugno, stabiliscono un nuovo tetto massimo sulle commissioni di interscambio che gravano sui commercianti. I quali dovranno pagare alle banche non più dello 0,2% del valore di ogni singola transazione, quando accettano i pagamenti tramite bancomat; e non più dello 0,3%, quando “strisciano” le carte di credito.

«Molti consumatori – ha commentato la responsabile europea per la Concorrenza, Margrethe Vestager – utilizzano le carte ogni giorno, quando acquistano nei negozi o fanno shopping online. Per anni, le tariffe applicate dalle banche sono state in gran parte tenute nell’ombra. Il nuovo regolamento europeo ha reso i pagamenti più trasparenti. Questo significa una riduzione dei costi a beneficio di milioni di consumatori e rivenditori».

Le carte elettroniche sono già il presente dei pagamenti nel commercio: il POS è obbligatorio per tutti i tipi di attività e chi non svolge la propria attività in un presidio fisso può utilizzare i modelli ideati per la mobilità (con smartphone o dispositivi wearable). Le principali banche offrono a professionisti ed esercenti tutte le agevolazioni possibili e le soluzioni più innovative.

Carte elettroniche di pagamento in Italia

Micro pagamenti, bancomat e carte di credito: come si usano e perché
6 luglio 2016

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