Agente immobiliare, quale futuro? Professione da ripensare

Agente immobiliare, quale futuro? Professione da ripensare

Settore in crisi, ma l’agente immobiliare è comunque una professione con futuro. Urge rinnovarsi: alcune start up indicano nuove soluzioni

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Quale futuro per la professione di agente immobiliare? Una prima preziosa indicazione a supporto arriva con i numeri dall’Osservatorio Nomisma. Il giro di affari delle agenzie immobiliari in franchising è in caduta libera rispetto al 2012: mentre quattro anni fa sfiorava il miliardo di euro di fatturato, nel 2015 si arriva a 770 milioni e i dati sul 2016 fanno pensare che si rimanga su quella cifra.

Il tutto mentre il mercato delle compravendite è rimasto più o meno stabile, pur risentendo in maniera forte degli strascichi della crisi. La crisi c’è, ma riguarda principalmente il giro d’affari delle agenzie in franchising: nel 2012 il fatturato complessivo in Italia era di 958 milioni di euro, poi sceso a 838 nel 2013 e 763 nel 2014 per stabilizzarsi a 770 milioni nel 2015 (fonte: Assofranchising).

LA CRISI INVESTE LE AGENZIE IN FRANCHISING

Quanti immobili si vendono per agenzia? A Milano (con Monza e Brianza) nel 2015 la media è stata di 10 immobili mentre a Roma sono 9, a Nopoli 14 e Palermo 17. La media nazionale è di 11,4 secondo un’elaborazione di CorrierEconomia su dati Unioncamere e Agenzia delle Entrate.

Dal 2008 al 2014 inoltre il numero delle agenzie immobiliari è aumentato del 109% e il numero degli agenti del 90% a fronte di un dimezzamento delle compravendite immobiliari in Italia nello stesso periodo. Inoltre le provvigioni nel nostro Paese sono le più alte in Europa: toccano il 5% per una quota di mercato intermediata che si attesta solo al 45%.

PIATTAFORMA DIGITALE: ANCHE PER GLI IMMOBILI

Il settore del mattone è in cerca di idee non solo in Italia. Nei primi tre mesi del 2016 le start up del real estate hanno raccolto nel mondo 428 milioni di dollari e il risultato è migliore dei 391 dello stesso periodo del 2015 (fonte: Cb Insight). Immobiliare e digitale: come fare innovazione dopo l’invasione di piattaforme come Casa.it, Immobiliare.it e Idealista.it che mettono a disposizione di chi vende (sia privati che professionisti) lo spazio per pubblicare annunci di affitti e compravendite?

Un esempio di piattaforma di nuova concezione è Homepal, che ha trasferito il concetto di social network al settore immobiliare mettendo in contatto chi vende o affitta con chi cerca casa. Chi vuole inserire un annuncio con foto paga da 29 a 49 euro, chi compra riconosce 290 euro alla piattaforma mentre chi affitta paga 90 euro per la locazione. Una formula semplice e molto più economica rispetto a quella delle tradizionali agenzie che chiedono fino al 3% (trattabili) sia al compratore che al venditore. Inoltre la piattaforma è affiancata da un blog aziendale di Homepal con tutti i consigli per chi si trova nella situazione di vendere o comprare.

Per gli affitti brevi c’è invece un’altra piattaforma: CleanBnB. Prima città servita è stata Milano, poi Firenze e Venezia prima di sbarcare a Roma. Il servizio offerto è quello del check in e check out con pulizie comprese: la spesa è un 20-25% del prezzo di locazione stabilito. Si fa tutto online e anche in questo caso c’è un blog aziendale a supporto della clientela.

NUOVO PARADIGMA DI MEDIAZIONE: IL MANDATO

Le nuove piattaforme digitali oltre che ad aggiungere concorrenza al settore indicano un strada per il futuro dell’agente immobiliare: cambiare paradigma di mediazione nell’approccio al cliente. Vuol dire passare da un modello contrattuale di mediazione, che prevede il pagamento della provvigione o dal venditore o dall’acquirente, o da entrambi in alcuni casi, a un modello di mandato vero e proprio. È il consiglio emerso dopo i convegni “Agente immobiliare 3.0” organizzati dalle Camere di Commercio di Milano e Monza e Brianza a maggio e giugno 2016.

Chi dà l’incarico di vendere, o di trovare un immobile, pagherà la provvigione sui risultati ottenuti. Ciò comporterebbe all’inizio, guadagni più bassi, ma garantirebbe maggiore attenzione deontologica e, a breve termine, una maggiore penetrazione del mercato. Esempi e best practice? Ci sono.

L’Olanda e la Gran Bretagna hanno da sempre adottato una logica di mandato e si ritrovano con due risultati chiari: a fronte di commissioni più basse rispetto al mercato italiano (la media nel nostro Paese è del 5%, in Gran Bretagna del 3,5% e nei Paesi Bassi si scende fino al 2%) si ritrovano a gestire l’85% delle compravendite in agenzia, a fronte del valore italiano molto più basso (come detto, del 45% circa). Il mandato investe di fiducia e responsabilità l’agente che diventa un vero e proprio consulente, in grado di valutare gli immobili (come gli acquirenti) secondo standard di qualità e di competenza.

Settore immobiliare, overview per approfondire le dinamiche del mercato, illustrate dall’analista di settore UniCredit Sonia Taraschi.

9 agosto 2016

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