Digitalizzazione supply chain, obiettivo: 100% integrazione

Digitalizzazione supply chain, obiettivo: 100% integrazione

Impostare la strategia aziendale sulla supply chain, cioè la filiera logistico produttiva. Fondamentale la digitalizzazione per controllare tutta la “catena”

La supply chain è la filiera logistico produttiva di un’azienda. Da attività di trasporto e stoccaggio, oggi rappresenta il tassello di un sistema complesso di processi decisionali che coinvolgono molti attori: ogni volta che noi guardiamo a un’azienda, ai suoi fornitori e ai suoi clienti in un’ottica di rapporto cliente fornitore multiplo stiamo parlando di una supply chain. Facciamo un esempio. Il produttore di frigoriferi ha come cliente la grande distribuzione, come cliente del cliente la famiglia che compra direttamente o il produttore di cucine. Il fornitore è il fornitore di cestello o di schiumato per il frigorifero e il fornitore del fornitore è il fornitore di materia plastica.

Ogni volta che guardiamo a un’azienda, ma anche al suo cliente e al cliente del suo cliente guardiamo il “demand side” (cioè il lato della richiesta) della supply chain. Quando invece guardiamo al fornitore e al fornitore del fornitore guardiamo il “supply side” (cioè il lato della fornitura) della supply chain. Riuscire ad avere una visione organica di tutta la catena di fornitura è molto complicato. Per questo motivo è diventato sempre più importante l’utilizzo di tecnologie digitali.

JDA Software Group, società di software e consulenza, ha intervistato 203 professionisti della supply chain negli Usa con focus suo mercati di produzione e di vendita al dettaglio. La digitalizzazione della supply chain è una priorità per ben l’80% degli intervistati. Per digitalizzazione JDA intende l’utilizzo di tecnologie avanzate per ridefinire e innovare i processi di business, con l’obiettivo di realizzare un vantaggio competitivo misurabile. Questa definizione, seppur ampia, include diverse tecnologie, dalle advanced analytics alla realtà aumentata o virtuale, dalle applicazioni basate sul cloudalle applicazioni mobile, RFID (Radio-Frequency IDentification, le etichette elettroniche) e Internet delle cose (IOT).

Inoltre questo studio di JDA ha permesso di far luce su due punti fondamentali sulla creazione di valore aziendale attraverso la digitalizzazione: il 58,6% ha indicato la supply chain come elemento di forte impatto; il 51,9% le analisi avanzate dei big data aziendali. Il 66% degli intervistati ritiene che grazie alle tecnologie per la digitalizzazione le aziende otterranno un vantaggio competitivo importante nei prossimi 5 anni.

SUPPLY CHAIN MANAGEMENT PER LA STRATEGIA AZIENDALE

Dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla distribuzione al consumatore finale: il supply chain management sarebbe da intendere come un sinonimo di gestione estesa a tutta la supply chain. «Io preferisco invece considerare il supply chain management come la corretta prospettiva con cui impostare la strategia aziendale: la creazione di vantaggio competitivo sostenibile deve adeguatamente considerare gli altri attori della propria supply chain» spiega in una pubblicazione Alessandro Perego, docente di supply chain management al Politecnico di Milano.

Consiglio: conoscere la propria supply chain anche dopo il secondo livello di fornitura o al secondo livello di distribuzione e considerare la o le supply chain come sistemi a incertezza crescente che obbligano ad ascoltare quanto succede a valle e a monte della filiera logistico-produttiva e di conseguenza reagire, perché la supply chain esterna è sorgente di grandi opportunità, ma anche di grandi rischi e occorre quindi conoscerla (averne visibilità), monitorarla (tracciare i flussi e gestire i rischi), gestirla (collaborare con gli altri attori). Fondamentale quindi il digitale per gestire tutto questo in tempo reale e a costi ragionevoli.

LA SITUAZIONE ATTUALE IN TEMA SUPPLY CHAIN

Al report di JDA si aggiunge un’indagine di Capgemini Consulting e GT Nexus pubblicata ad aprile 2016 dopo aver intervistato 337 executive di grandi aziende multinazionali manifatturiere e di retail di 20 Paesi, per lo più in Europa e Nord America. Lo scenario è però di luci e ombre analizzando i numeri di “The Current and Future State of Digital Supply Chain Transformation”: il 70% delle aziende intervistate ha iniziato la trasformazione digitale della supply chain, ma solo il 5% è soddisfatto dei progressi ottenuti finora.

Il 48% però ammette che al momento telefono, fax ed email sono ancora i canali dominanti per l’interazione con i partner nella supply chain. Le soluzioni digitali sono ritenute i principali abilitatori tecnologici della trasformazione digitale della supply chain: il 94% indica le piattaforme e tool di supply chain visibility, il 90% i big data analytics, l’81% i tool di simulazione e l’80% le soluzioni cloud. Ma solo il 23% ritiene che la maggior parte dei dati di funzionamento della supply chain siano accessibili e analizzati per migliorare le decisioni.

Tempi di integrazione? Il 68% degli intervistati si aspetta di utilizzarli entro cinque anni quando, secondo il 95% di loro, più processi di interazione con i fornitori saranno automatizzati, e sarà possibile ricevere più aggiornamenti in tempo reale da tutta la supply chain.

COSA ASPETTARSI DALLA DIGITALIZZAZIONE DELLA SUPPLY CHAIN?

Oltre alla riduzione di costi di trasporti, magazzini, gestione scorte e manutenzione sicuramente arrivano miglioramenti del livello di servizio ai clienti, dell’efficienza di impianti e macchinari. Una supply chain digitale porta a un forte miglioramento dell’agilità dell’impresa, intesa come capacità di rispondere ai cambiamenti competitivi del mercato. Inconvenienti compresi come le interruzioni della “catena” per catastrofi naturali (terremoti, alluvioni), fallimenti di fornitori chiave e, in generale, eventi imprevedibili.

«Nello scenario di oggi, globalizzato e con sempre più attività delegate in outsourcing, la trasformazione digitale può avere successo solo se le organizzazioni la affrontano tenendo conto dell’intera supply chain, che a volte comprende centinaia di partner: la connessione tra i partner, l’accesso vicendevole ai rispettivi dati, e l’uso di analytics estesi all’intera rete sono le principali aree di focalizzazione», commenta a margine dell’indagine Mathieu Dougados, senior vice-president di Capgemini Consultin.

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3 agosto 2016

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