Turismo in Italia, mare e montagna secondo gli stranieri

Turismo in Italia, mare e montagna secondo gli stranieri

Il turismo in Italia ringrazia i viaggiatori stranieri. Le destinazioni al mare o in montagna sono competitive? I dati dal “Rapporto sul turismo 2016”

L’Italia è tra le destinazioni di viaggio più desiderate a livello internazionale con numeri di tutto rispetto: l’Organizzazione Mondiale del Turismo ci pone per capacità attrattiva in quinta posizione con 48,6 milioni di arrivi internazionali e le stime 2015 del World Travel and Tourism Council dicono che la nostra industria turistica vale 67,2 miliardi di euro (il 4,2% del PIL) che diventano 165,4 miliardi di euro (il 10,2% del PIL), se si considera anche l’indotto. Ciò ha ricadute molto positive anche in termini di posti di lavoro: sono infatti 2,6 milioni gli occupati totali.

TURISTI ITALIANI E STRANIERI: QUESTI I NUMERI

Questa fotografia del settore è contenuta nel “Rapporto sul turismo 2016” di UniCredit e Touring Club Italiano (scarica gratis il documento) che mostra una situazione in lento miglioramento rispetto al passato: gli arrivi totali 2014 nel nostro Paese, circa 107 milioni, sono in crescita rispetto al 2013 (+2,6%) mentre le presenze (378 milioni) si mantengono stabili.

Il turismo “incoming”, cioè gli stranieri in vacanza in Italia, si conferma ancora una volta un importante traino del settore: la spesa turistica degli stranieri nel 2015, per il quarto anno dal 2012, registra un record con quasi 36 miliardi di euro. Ma chi sono i turisti stranieri che amano fare le vacanze nel nostro Paese? Dal report di UniCredit e TCI il settore deve la sua fortuna a una manciata di Paesi: i primi 10 in classifica, infatti, valgono più del 70% delle presenze straniere totali e la Germania, da sola, arriva addirittura al 28%. Poi Usa e Francia con il 6,4%.

Tutti i mercati si presentano sul medio periodo in crescita: tra i principali spicca la Russia che vanta un raddoppio e tocca quota 3,6%; in calo invece Paesi Bassi (-3%) sulle presenze e la Spagna (-2,2%). Si tratta di un segnale da non sottovalutare perché probabilmente indica che nell’ampia e variegata offerta open air (turismo verde, cicloturismo ecc.) - tradizionalmente cara ai turisti olandesi - possiamo fare di più e meglio.

NON ESISTONO I “TURISTI”, MA NICCHIE DI VACANZIERI

Abbiamo già analizzato in questo articolo i motivi che vedono il turismo culturale in Italia come traino del settore. Adesso vediamo invece come le vacanze al mare e in montagna portano valore soprattutto alla luce dei dati che riguardano l’incoming, cioè i turisti stranieri che arrivano nelle nostre località spesso con richieste molto precise e che devono essere soddisfatte.

I turisti infatti non sono tutti uguali, un esempio su tutti: famiglie e anziani. «Da qui al 2080 avremo in Europa 55 milioni di over 65enni in più! Non possiamo non pensare anche a servizi che vadano incontro alle loro esigenze: tutte le ricerche, già oggi, rilevano che i senior sono meno sensibili alle congiunture economiche nelle scelte di viaggio, amano la cultura ma anche  prendersi cura del proprio benessere», spiega Matteo Montebelli che è responsabile Ricerche, Analisi & Pubblicazioni del Touring Club Italiano.

DOPO ARTE E CULTURA TANTO MARE E POCA MONTAGNA

Oltre ai senior anche le famiglie straniere con figli amano le nostre spiagge e sta scoprendo la bellezze delle Alpi e degli Appennini. Vediamo nel dettaglio. Il balneare si conferma il principale prodotto turistico italiano, visto che genera il numero più alto in assoluto di presenze (113 milioni di turisti).

Gli arrivi nelle località di vacanze al mare nel 2014 (fonte: elaborazioni su dati Istat e Banca d’Italia) sono quasi 23 milioni e rappresentano una quota del 22% sugli arrivi totali in Italia. La permanenza media dei turisti stranieri nelle località balneari italiane è di 5 giorni con una spesa di 4 miliardi di euro che rappresenta il 12% della spesa totale degli stranieri nel nostro Paese. Dove si può lavorare per migliorare questi dati? Seguendo i consiglio del report di UniCredit e Touring Club Italiano si deve agire per aumentare il numero di giorni del pernottamento medio.

La montagna è una meta per il turismo -- anche straniero -- che sfrutta un doppio periodo di alta stagione: inverno con la neve ed estate con il verde di prati e boschi. E con margini di miglioramento notevoli: se l’indice di stagionalità del mare è di quasi il 70% (numero presenze alta stagione diviso le presenze di tutto l’anno) quello della montagna è del 31,5% per la stagione invernale (dicembre, gennaio e febbraio) e 39,5% per quella estiva (giugno, luglio e agosto).

Molte destinazioni e operatori turistici stanno facendo fronte alla situazione riformulando il prodotto e rendendolo sempre più compatibile con la pratica di attività diverse da quella degli sport invernali, puntando su servizi per le famiglie e sulla stagione estiva. Obiettivo è aumentare i 10 milioni di stranieri in arrivo nelle destinazioni montane che rappresentano solo il 10% degli arrivi di stranieri in Italia con un spesa di 1,4 miliardi di euro (quota del 4,3% della spesa complessiva).

MARE & MONTI: DOVE SONO LE AREE DI MIGLIORAMENTO?

Consigli per chi opera nel turismo e lavora con l’arrivo dei turisti stranieri? Prima di tutto trovare una formula sempre più creata “su misura”: come abbiamo scritto in questo articolo i turisti non sono tutti uguali e spesso chiedono una vacanza “esperienziale”, cioè vogliono vivere il luogo nel quale si trovano, scoprirne le tradizioni e unire la visita del territorio a una passione personale.

«Il 75% dei turisti cerca un hotel sullo smartphone e lo fa in quello che viene definito “micro momento”: se la tua offerta è presente esattamente nel momento del bisogno allora sei nel business», ha spiegato Andrea Menè che è sales manager di Google nel team che collabora con le PMI durante il Tourism Talk di UniCredit a Milano lo scorso aprile. Fondamentale avere un sito web aggiornato (fruibile senza difficoltà dallo smartphone) e una pagina sui social media che permetta di costruire una reputazione solida rispondendo a tutte le recensioni, anche quelle negative, come ci ha spiegato Mirko Lalli, ceo di Travel Appeal, in questo articolo.

Settore Turismo: le dinamiche del mercato illustrate dall’analista di settore UniCredit Sonia Taraschi

3 agosto 2016

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