Facebook e le start up: un giorno a Roma con Mark Zuckerberg

Facebook e le start up: un giorno a Roma con Mark Zuckerberg

Il meeting tra il fondatore di Facebook e una rappresentanza di start up italiane. Tre di queste raccontano com’è andata e cosa resta dell’incontro

Vacanza italiana per Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook, con tappa a Roma il 29 agosto al campus dell’Università Luiss di Roma per rispondere alle domande di studenti e startupper. Tra le realtà italiane selezionate, tre hanno partecipato a UniCredit Start Lab, l’iniziativa del gruppo bancario per sostenere i giovani imprenditori, l'innovazione e le nuove tecnologie, investendo nella loro crescita insieme a Enlabs, l’acceleratore incubato a Roma presso l’ateneo della Luiss.

Fabrizio Cialdea è il Ceo di Atooma, unica start up delle tre uscite dall’UniCredit Start Lab che ha avuto il privilegio di incontrare Zuckerberg anche in un meeting privato, a margine dell’evento alla Luiss. Cosa lo ha entusiasmato del faccia a faccia con il fondatore di Facebook? «L’attenzione maniacale ai feedback degli utenti che utilizzano il social network – ci racconta Cialdea – e dimostra come un’azienda del genere debba essere totalmente customer driven (cioè guidata dai clienti; NdR) senza demandare a parti terze il contatto con l’utente, perché quando lui è felice e soddisfatto del servizio paga, porta amici e soprattutto dà spunti e idee preziose per crescere».

PROSSIMO SVILUPPO: ANTICIPARE LE NECESSITÀ DEI CLIENTI

Perché Zuckerberg ha voluto incontrare e parlare a Roma con Fabrizio Cialdea di Atooma, che offre soluzioni per le aziende in ambito Big Data e Artificial Intelligence? «L’Artificial Intelligence è uno dei settori in cui anche Facebook sta investendo e per noi è stato importante essere stati selezionati come unica start up tra le varie presenti con un approccio verticale su questo settore applicato all’internet delle cose».

L’ultimo servizio proposto da Atooma alle aziende è Resonance AI, una piattaforma software in grado di raccogliere dati e informazioni, in maniera totalmente trasparente, dai dispositivi connessi e dalle app più utilizzate sullo smartphone dall’utente: l’intento è di studiarne  abitudini e routine e anticiparne i bisogni inviando suggerimenti e notifiche automatiche con l’obiettivo di migliorare l’esperienza.

NON È MAI FACILE ANDARE AVANTI, ANCHE PER FACEBOOK

L’esempio di Mark Zuckerberg è importante, ma non è lui l’unico punto di riferimento per Valeria Cambrea di Drexcode, servizio per noleggiare gli abiti delle ultime collezioni degli stilisti più famosi a solo il 10% del costo del capo. «Visto dall’esterno, il caso di Facebook e la sua veloce ascesa, potrebbe sembrare che per il suo fondatore sia stato molto semplice sviluppare la sua idea e portarla a rivoluzionare il mondo della comunicazione – spiega direttore commerciale di Drexcode –. In realtà confrontandosi con lui ci si rende conto di come la sua strada sia stata in salita fin dall’inizio, come per tutte le start up, e che bisogna credere nelle potenzialità delle proprie idee per portarle avanti con determinazione e successo. In quest’ottica, ogni persona che sta intraprendendo un percorso simile vede in Mark Zuckerberg una figura di ispirazione e motivazione, così come Natalie Massenet di Net à Porter o Federico Marchetti di Yoox».

A differenza di Atooma l’esperienza di Drexcode si è fermata nel meeting plenario, ma è comunque archiviata con soddisfazione: «È stato piacevole e motivante ritrovarsi in quella che direi essere una filosofia di vita ossia credere incondizionatamente nella propria idea, pensare in grande, sapendo ascoltare in maniera ricettiva i pareri altrui di consumatori, colleghi,  investitori, imprenditori – aggiunge Valeria Cambrea –. L’importante è reclutare un team forte e tenerlo motivato perché per avere successo c’è bisogno di persone competenti in diversi ambiti, complementari tra loro».

CERCARE IL TALENTO PER COSTRUIRE TEAM E POI FARE NETWORK

Il consiglio di circondarsi di persone talentuose e creare un team affiatato è rimasto impresso anche nella mente di Roberto Macina, Ceo del servizio Qurami (app che attraverso un numero virtuale permette di mettersi in coda da qualsiasi luogo si desideri): «Sicuramente il consiglio di circondarsi di persone talentuose è il punto di partenza, ma serve soprattutto perseveranza, che in Italia non è mai troppa. Lo sappiamo bene visto che stiamo allargando il nostro business a livello mondiale con anche nuovi servizi per le PMI – spiega Macina –. Mark Zuckerberg rappresenta dunque “l’esempio” americano di un mio coetaneo che ha rivoluzionato il mondo e da cui ho sempre tratto ispirazione: dopo averlo incontrato di persona per me resta sempre quello di prima, ma un po’ più umano».

Nel suo discorso, Zuckerberg, ha poi messo in risalto l’importanza di creare un network per far crescere l’innovazione e condividere conoscenze dentro e fuori le aziende: «Per una start up come Qurami, il network è stato fondamentale e il fatto che Unicredit abbia scelto noi come primo investimento non può che riempirci di orgoglio», aggiunge Roberto Macina.

«Per noi di Atooma la partecipazione a UniCredit StartLab si può riassumere proprio nella parola networking», spiega Fabrizio Cialdea, che aggiunge: «è stato un ottimo hub per avere contatti con aziende e imprenditori di rilievo sul territorio italiano. La parte di coaching, poi, che ci ha coinvolti un po’ meno in quanto realtà già avviata, è stato sicuramente un big asset fondamentale per le start up ai primi passi».

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27 settembre 2016

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