Fattura digitale, si passa alla fase 2: adesso tocca alle PMI

Fattura digitale, si passa alla fase 2: adesso tocca alle PMI

Non solo la Pubblica Amministrazione, ma fattura digitale anche tra imprese. Maria Pia Giovannini (Agid): «Italia in prima fila rispetto ad altri Paesi»

«Ad oggi, sono oltre 40 milioni le fatture elettroniche ricevute dalla Pubblica Amministrazione (PA), si tratta del primo sistema di questo tipo a livello nazionale, utilizzato da tutte le amministrazioni in maniera unitaria. È stata senz’altro un’operazione di successo che ci mette anche in prima fila rispetto ad altri Paesi, ne è un esempio il fatto che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, l’abbia citata nelle 30 slide sui primi risultati del suo governo». Maria Pia Giovannini, responsabile Area Pubblica Amministrazione Agenzia per l'Italia Digitale, non ha dubbi sulla riuscita dell’operazione di digitalizzazione delle fatture tra privati e PA, ma ora si è arrivati ormai a una seconda - e forse anche più difficile – fase: quella che estende l’utilizzo di questo strumento anche al mondo delle imprese e ai rapporti commerciali B2B.

FATTURA ELETTRONICA, TRA LE PMI UNA QUOTA DEL 6%

Nelle PMI gli strumenti di fatturazione digitali sono diffusi ancora in maniera limitata, ecco perché serve passare a una fase 2.0. L'obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione ha rappresentato una grande occasione, ma la maggior parte delle imprese si è limitata a trovare una soluzione per soddisfare la legge: la vera e propria trasformazione digitale dei processi procede ancora lentamente, spesso bloccata da inerzie culturali e resistenze al cambiamento. Secondo i dati dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano, i 77 milioni di fatture elettroniche inviate nel 2015 (22 milioni recapitate dalle imprese alle PA e 55 tra le imprese tramite EDI e Portali B2B) sono state appena il 6% di tutte quelle scambiate in Italia (1,3 miliardi).

FATTURAZIONE DIGITALE GRATIS TRA PRIVATI: ECCO COME SI FA

Intanto, dallo scorso primo luglio, è partita sul sito dell’Agenza delle Entrate la possibilità di fatturazione elettronica tra privati, dopo quella nei confronti della PA. Chiunque può scaricare il programma dal portale senza costi né per le imprese né per i professionisti. «È un passo che va nella direzione giusta, digitalizzando le imprese, abbattendo i costi e rendendo più tempestive le informazioni per l'Amministrazione», ci ha detto la direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

Si tratta, in concreto, della prima versione dell'applicazione web gratuita con cui  professionisti e imprese possono generare, trasmettere e conservare le fatture elettroniche, secondo quanto previsto dalla legge. Il servizio, realizzato dalle Entrate con la  collaborazione del partner tecnologico del Mef, Sogei, può essere utilizzato da tutte le imprese, gli artigiani e i professionisti sia nel caso di fatture destinate a privati sia per quelle rivolte alla PA.

Sarà poi dal primo gennaio del 2017 che le imprese, gli artigiani e i professionisti potranno quindi trasmettere le proprie fatture elettroniche utilizzando il Sistema di interscambio, oggi disponibile solo per i clienti delle Pubbliche Amministrazioni: questa facoltà è prevista dal decreto legislativo del 5 agosto 2015. Il Sistema di Interscambio funzionerà con regole di fatto identiche a quelle oggi attive per la veicolazione delle fatture elettroniche destinate alle Pubbliche amministrazioni, infatti il formato in uso è stato integrato per rappresentare anche le fatture destinate ai privati. Per i responsabili dell’Agenzia delle Entrate, la novità “rappresenta un ulteriore tassello del percorso di semplificazione dei rapporti tra il fisco e il contribuente”.

INCENTIVI FISCALI E PROCEDURALI PER CHI SCEGLIE LA FATTURA ELETTRONICA

Gli effetti immediati derivanti dall'uso della fatturazione elettronica sia B2B che PA sono la digitalizzazione dei processi amministrativi, con un conseguente risparmio di carta, stampa, spedizione, archiviazione e la gestione più rapida ed efficiente delle fatture, con una conseguente riduzione degli errori e dei relativi  oneri. 

«Sicuramente l’utilizzo della fattura elettronica verrà connesso a degli sgravi rispetto agli oneri fiscali attuali, a parte che si vedrà se nella prossima finanziaria saranno introdotte anche altre misure di questo genere – ha detto Maria Pia Giovannini dell’Agid, spiegando però anche che – sostanzialmente il principio è quello che, nel momento in cui si usa la fattura digitale, possono essere eliminate alcune procedure che altrimenti i soggetti sarebbero tenuti a compiere nei confronti dello Stato per informalo. Esempio: quando saremo tutti pronti, e il sistema sarà a regime, non sarà più necessario fare la denuncia dell’IVA periodica».

I contribuenti che scelgono di servirsi della fattura elettronica anche per clienti privati, godono infatti per legge di alcuni vantaggi dal punto di vista fiscale. Il Dlgs 127 del 2015 ha previsto alcuni incentivi per la trasmissione telematica delle fatture. In particolare, vengono meno alcuni obblighi di comunicazione (spesometro, black list) e i rimborsi IVA sono eseguiti in via prioritaria. Infine, i termini di accertamento in materia di IVA e di imposte dirette sono ridotti di un anno per quei contribuenti che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati.

«GRAZIE AL FORMATO DIGITALE MENO EVASIONE E CONTROLLI EFFICACI»

L’introduzione di incentivi alla fatturazione elettronica tra privati può essere considerato come uno strumento per combattere in particolare l'evasione «perché chi deve lavorare e controllare le fatture in versione digitale, innanzitutto si trova davanti a un tipo di informazione più trasparente e tempestiva. Inoltre, la fattura elettronica incentiva una gestione più strutturata e organica dei documenti – fa notare Giovannini sottolineando che – in più è indubbio che il controllo sia più efficace da parte di chi lo deve effettuare, di conseguenza diventa più difficile falsificare le fatture. Un esercizio completamente digitale, presuppone l’utilizzo di un sistema di contabilità informatico con cui sia più difficile poter fare delle modifiche ad hoc».

Nell’ottica di semplificare i rapporti tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione, «l’Agid sta predisponendo il suo piano triennale con il quale si punta a coordinare con maggiore contezza e precisione le iniziative e le strategie delle diverse amministrazioni, in modo che ci sia maggiore uniformità nel comportamento della PA cercando così di arrivare a risultati più organici – ha continuato Maria Pia Giovannini, spiegando che attualmente il problema – è che le cose si fanno ma non in materia unitaria, questo fa sì che il risultato non sia sufficiente a creare un cambiamento, per questo motivo si sta lavorando per creare maggiore coerenza nelle diverse attività».

14 settembre 2016

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