Turismo enogastronomico, dati in crescita e nicchie di business

Turismo enogastronomico, dati in crescita e nicchie di business

I numeri del turismo enogastronomico in Italia sono in crescita come dimostra il Rapporto sul Turismo 2016 di UniCredit e Touring Club. Boom per l’agriturismo

Paesaggio e cucina sono tra gli aspetti più amati del nostro Paese a livello internazionale e i prodotti alimentari stimolano gli acquisti degli stranieri. Il turismo enogastronomico mostra dati in crescita secondo il report “Rapporto sul turismo 2016” di UniCredit e Touring Club Italiano (scaricalo gratis a questo link). Fare attenzione ai target: i turisti non sono tutti uguali e spesso hanno esigenze diverse di cose che vogliono vedere o fare in vacanza. Per questo motivo l’offerta enogastronomica è una nicchia interessante e con numeri importanti per quanto riguarda i turisti italiana e con trend interessanti per quanto riguarda l’incoming (cioè i turisti stranieri in ingresso nel nostro Paese).

I dati del rapporto su un campione di turisti stranieri che hanno sperimentato da poco un viaggio in Italia ci dicono che il livello di soddisfazione complessivo dell’esperienza è molto elevato (85%), ben al di sopra di quello che dichiarano gli italiani (68%).

Ai primi posti, tra i fattori che concorrono a una valutazione positiva del nostro Paese ci sono patrimonio artistico (79%: ne parliamo in questo articolo), bellezze naturali e cucina (75%) e a seguire qualità dei prodotti locali (69%), a conferma che la componente enogastronomica non costituisce soltanto un segmento turistico interessante (in crescita, ma ancora di nicchia), ma un aspetto fondamentale e molto significativo di quanto attrae nel complesso il nostro Paese. Non è un caso, dunque, se alimentari (59%) e vini (54%) rappresentino le categorie merceologiche più citate per un futuro acquisto di prodotti made in Italy.

AGRITURISMO, I SEGRETI DI SUCCESSO CONSOLIDATO

Per spiegare il successo dell’agriturismo in Italia, con oltre 18mila alloggi (244mila posti letto) e con una crescita di posti letto del 26% sul medio periodo, occorre considerare una serie di fattori: il desiderio di entrare in contatto con il mondo rurale, in contrapposizione con quello urbano ormai dominante; la presenza di attrattori “forti” (dal paesaggio alle tradizioni artigianali e alla produzione agroalimentare tipica); un servizio sempre più di qualità e in grado di soddisfare le diversificate esigenze dei turisti; una gestione “locale”, che rende il soggiorno meno standardizzato.

Un’accoglienza che piace e che registra quasi 11 milioni di presenze, di cui il 57% straniere, e con un tasso di crescita negli ultimi cinque anni di oltre il 20%. I turisti non italiani spendono nell’agriturismo e nel turismo verde 403 milioni di euro (l’1,2% del totale della spesa straniere nel nostro Paese). Chi arriva per una vacanza agrituristica? La Germania è al primo posto con oltre 2,5 milioni di presenze (sono il 31% del totale), poi Olanda (589mila) e Francia (374mila). Le destinazioni? La Toscana guida la classifica con quasi 3,5 milioni di presenze seguita dal Trentino Alto Adige (2,6 milioni) e Umbria (852mila).

TERME, GRAZIE AL WELLNESS PUÒ DIVENTARE UNA NICCHIA IMPORTANTE

Famiglie e anziani: due tipologie di clienti da non sottovalutare. «Da qui al 2080 avremo in Europa 55 milioni di over 65enni in più. Non possiamo non pensare a servizi che vadano incontro alle loro esigenze: tutte le ricerche rilevano che i senior sono meno sensibili alle congiunture economiche nelle scelte di viaggio, amano la cultura e vogliono prendersi cura del proprio benessere», spiega Matteo Montebelli che è responsabile Ricerche, Analisi & Pubblicazioni del Touring Club Italiano.

Una di queste nicchie è rappresentato dal turismo termale, che ha numeri piccoli come dimostra il report “Turismo 2016” di UniCredit e Touring Club Italiano. Ma che potrebbero crescere nel giro dei prossimi anni. Analizziamo nel dettaglio e vediamo in prospettiva come può diventare un trend per il pubblico senior. Il settore termale ha vissuto una fase critica per il declino della motivazione curativa e le restrizioni del Sistema sanitario nazionale nel rimborsare le spese per le cure.

Negli ultimi anni il settore termale ha cercato di riposizionarsi sul “wellness”, anche al di fuori delle storiche destinazioni termali del Centro e Nord Italia (Montecatini, Chianciano e Abano per citare le principali destinazioni in termini di posti letto). Attualmente le località termali registrano quasi 13 milioni di presenze - poco più del 3% del totale nazionale - e presentano due trend caratteristici: la progressiva riduzione della permanenza media (3,5 giorni) e del grado di internazionalità (38%), segnale importante che riflette l’appannamento della sua immagine.

Se prosegue il riposizionamento c’è una nicchia di turismo interessante da poter sfruttare. La conferma dei dati di un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati registro imprese al primo trimestre 2016. A livello nazionale il wellness, cioè il “benessere” fa impresa: sono 66.746 le imprese di settore (+ 1,8% rispetto allo stesso periodo del 2015). E oltre un’impresa su otto guidata da un titolare straniero con 895 imprese con a capo proprietario nato all’estero: Cina (456), Romania (39) e Svizzera (28) i primi Paesi di provenienza.

SOCIAL MEDIA E UNA SOLIDA REPUTAZIONE: COSÌ SI RIMANE COMPETITIVI

In Italia il mercato del wellness vale circa 20 miliardi di euro (dato Confindustria da rapporto 2015). Gli istituti di bellezza rappresentano il 70% delle imprese totali, poi hotel e agriturismi e terme che sono in una posizione interessante considerando che si registra a livello mondiale un incremento di richiesta dei servizi spa (cioè termali) correlati al turismo e questo comparto vale 400 miliardi di dollari, cioè il 14% del turismo mondiale totale. In questo articolo facciamo il punto su come sia fondamentale trovare le nicchie di business e accontentare le esigenze di clienti anche per quanto riguarda destinazioni più defilate e con un pubblico senior.

Sfruttando le possibilità del digitale offerte con i social media per far arrivare a un target davvero profilato le offerte e gestendo in tempo reale l’interazione per migliorare la loro esperienza come ospite e la social reputation come struttura come illustra Mirko Lalli di Travel Appeal in questo articolo.

14 settembre 2016

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