Come vendere su Alibaba? Per le PMI italiane c’è E-Marco Polo

Come vendere su Alibaba? Per le PMI italiane c’è E-Marco Polo

Non semplice entrare sul mercato cinese, complicato vendere su Alibaba. Il progetto E-Marco Polo aiuta le piccole aziende di moda, food, beauty e kids

UniCredit e Banca Intesa hanno chiuso a marzo 2016 un accordo con Alibaba, il colosso cinese dell’e-commerce, per agevolare le imprese italiane, in particolare le PMI, nella presentazione della propria offerta al mercato cinese. Uno sforzo significativo per supportare le piccole e medie imprese italiane nella promozione dei loro prodotti nel gigantesco mercato cinese. I settori sono moda, food & beverage, beauty e kids.

Facendo seguito al memorandum di intesa firmato da Alibaba e dal Governo italiano a giugno 2015, i due istituti bancari hanno dato vita insieme a Tmall Global di Alibaba a "E-Marco Polo”. A questo scopo Intesa Sanpaolo e UniCredit creeranno su Tmall Global una vetrina virtuale, che metterà in mostra una selezione di marchi italiani acquistabili online.

ALIBABA E T-MALL: COSA SONO E COME FUNZIONANO

Alibaba è un nome noto anche in Italia da pochi mesi, quando l'azienda cinese di Jack Ma si è quotata alla Borsa di New York raggiungendo una capitalizzazione di oltre 230 miliardi di dollari: la più grande IPO della storia. Il gruppo Alibaba gestisce una rete di siti che rappresenta l’80% del commercio elettronico in Cina: nel 2012 ha incassato circa 170 miliardi di dollari.

Tmall Global, oggetto dell’accordo con le due banche italiane, è la piattaforma dedicata alle aziende non cinesi del portale Tmall.com, che è la divisione B2C di Alibaba. A livello statistico è il 18° sito più visitato al mondo.

RENDERE LO COSE FACILI, ANCHE IN CINESE

Il cinese mandarino è la lingua più parlata al mondo (lo spieghiamo in questo articolo), ma presenta delle difficoltà notevoli come anche una ulteriore barriera di accesso al mercato cinese è la complessità degli interlocutori che si trovano sul posto. Lo sa bene chi ha aperto una filiale nella terra del Dragone. Vietato però non essere presenti in un market-place in Cina.

Il mercato cinese ha sorpassato gli Stati Uniti in termini di totale vendite retail su canale online: 287 miliardi di dollari in Cina rispetto ai 263 miliardi di dollari in USA già nel 2013 (fonte: Kantar Retail Analysis). Quest’anno – secondo quanto riporta Corriere Economia del 19 settembre 2016 – gli acquisti online sono schizzati del 26,7% mentre i negozi tradizionali faticano anche in Cina.

E-Marco Polo punta invece a industrializzare il processo di ingresso delle eccellenze del "Made in Italy" offerte attraverso Tmall Global, che potranno così farsi conoscere da milioni di consumatori cinesi anche se non sono fisicamente presenti nel Paese.

Il progetto, al quale partecipa anche il Gruppo Cremonini che coordina la logistica, ha l’obiettivo di creare una piattaforma B2C facile, veloce ed economicamente vantaggiosa per le imprese italiane. Questo è possibile attraverso un network di operatori altamente qualificati per la gestione dei servizi logistici e di marketing e con la partnership con il colosso Alibaba.

VINO ITALIANO: DALLA SICILIA A PECHINO IN UN CLICK

Prendiamo come esempio il vino siciliano molto richiesto dai consumatori cinesi al pari di quello di altre zone italiane: E-Marco Polo permette alle aziende vinicole siciliane di vendere il proprio prodotto direttamente ai consumatori cinesi senza avere una filiale o un negozio in Asia.

«Il mercato dei vini importati in Cina è stato pari a 400 milioni di bottiglie nel 2015, con una crescita annua del 37% – ha affermato Sebastiano Musso, Regional Manager Sicilia di UniCredit, a luglio 2016 alla presentazione del progetto a Palermo – e per le imprese vinicole siciliane può rappresentare un mercato estremamente importante per la loro crescita. E il potenziale di crescita nell’export delle aziende vitivinicole siciliane è assai elevato».

Perché abbiamo preso come esempio il vino siciliano? È una case history interessante di come l’export in Cina possa aiutare definitivamente un settore. La Sicilia occupa il quarto posto nella produzione regionale di vino in volume (nel 2015: 5,6 milioni di ettolitri, 12% del totale) dopo il Veneto, la Puglia e l’Emilia Romagna.

Nel 2015 la Sicilia ha incrementato la produzione del vino del 23% (+15% il dato nazionale), ha la maggiore superficie vitata nazionale (oltre 110mila ettari, dei quali 25mila di tipo biologico) e il 70% delle produzioni è DOP/IGP. La partecipazione della Sicilia all’export nazionale è inferiore però al valore della produzione. Non è un gap irrecuperbile, ma l’opportunità di trovare un nuovo canale di vendita in Cina apre le porte a un mercato dalle proporzioni gigantesche.

«Siamo entusiasti di poter offrire ai nostri utenti i migliori prodotti italiani sulla nostra piattaforma B2C – ha commentato Maggie We, general manager di Tmall Global –. Attraverso questa collaborazione TMall Global ritiene di poter aiutare le aziende italiane a penetrare il mercato cinese e, ampliando la varietà di prodotti, poter raggiungere direttamente centinaia di milioni di consumatori cinesi».

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28 ottobre 2016

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