FashionLab alla Rinascente, una “front row” piena di talenti

FashionLab alla Rinascente, una “front row” piena di talenti

Quattro brand emergenti della moda italiana raccontano la loro esperienza al FashionLab di UniCredit culminata con la sfilata alla Rinascente di Milano

“Enjoy the frontrow”, cioè goditi la prima fila. Stiamo parlando di moda, di passerella e dell’evento andato in scena l’11 ottobre 2016 alla Rinascente di Milano, nello spazio Annex che è l’ala giovane dello store a pochi passi da piazza del Duomo. Promosso in collaborazione con Camera nazionale della moda italiana e UniCredit.

L’idea è presentare stilisti esordienti e marchi consolidati che possano condividere la loro visione e le novità per la moda autunno-inverno. Con la particolarità che tutto potrà essere acquistato nel negozio o dal web. «Per una volta non solo accessibile agli addetti ai lavori – ha commentato Alberto Baldan, ceo della Rinascente –. Di solito le sfilate passano sopra la testa della gente comune, noi le rendiamo accessibili».

L’evento si è aperto con una sfilata collettiva dei talenti selezionati da UniCredit e Camera della Monda e che partecipano all’edizione 2016 di UniCredit FashionLab, un programma di accelerazione e di supporto continuativo per 18 brand emergenti: Alberto Zambelli, Angelos Bratis, Christian Pellizzari, Damiano Marini, Edithmarcel, flavialarocca, Giannico, L72, Leitmotiv, Les Petits Joueurs, L'F Shoes, Marcobologna, San Andrès Milano, Solovière, Studiopretzel, TF Twins Florence, Vivetta, Voodoo Jewels.

FashionLab mette a disposizione dei giovani designer e creativi expertise e know how. L'obiettivo è sostenere in modo continuativo il percorso di crescita votato all'eccellenza di queste aziende, offrendo occasioni di incontro con fornitori, clienti e investitori su base internazionale. E rafforzando la visibilità dei loro marchi come successo in occasione dell’evento milanese “Enjoy the frontrow”.

L’ESPERIENZA DI L’F SHOES: CRESCITA E NETWORKING

Tra i brand emergenti con un fatturato da PMI ci sono Licia Florio e Francio Ferrari di L’F Shoes. Scarpe con design innovativi, materiali di prima qualità e lavorazione made in Italy. «Siamo entrati nel programma FashionLab con il marchio L’F Shoes – dice Licia Florio –, da allora abbiamo fatto un percorso utile e mirato alla crescita del marchio con gli esperti UniCredit».

«In FashionLab abbiamo incontrato altri brand della moda e abbiamo iniziato a creare quello che ritengo importante – continua Francio Ferrari –, cioè creare un po’ di sistema e collaborazione tra noi giovani stilisti. E anche capire come affrontare il mercato, le sue difficoltà e quindi crescere».

Crescere significa anche lasciare il core business e trovare nuove idee. «Gli sviluppi per il prossimo anno sono quelli di costruire un nuovo brand "Licia Florio" che avrà come sottocategoria "L’F Shoes di Licia Florio" e sarà un total look lifestyle: quindi avrà una parte di active wear e una di accessori, oltre alla calzature, come gioielli e quant’altro».

NON SOLO CREATIVITÀ, MA SOPRATTUTTO BUSINESS

Altro marchio con dimensioni ancora da piccola azienda artigianale è Twins Florence di Linda Calugi, che produce in Toscana capispalla in pelle. «Il FashionLab indubbiamente ci ha dato la possibilità di sfilare e vendere in Rinascente a Milano – racconta Linda a margine dell’evento meneghino – e quindi ci ha aiutato a raggiungere il nostro obiettivo principale: farci conoscere dal grande pubblico. Ma il FashionLab mi ha aiutato anche a maturare un’idea di business che magari prima non avevo così chiara, perché ero concentrata soprattutto sulla parte creativa del lavoro. Sicuramente ho un’infarinatura molto più in generale delle cose e questo mi aiuterà a portare avanti il mio progetto».

Senza abbandonare la matita e il tavolo da disegno Linda Calugi ha raccolto i consigli del programma UniCredit per un progetto di espansione all’estero. «Per il futuro ho moltissimi progetti, tra questi anche quello di espandere il mio progetto negli Usa. Quello di vendere a New York è il mio sogno da sempre ed è anche la mia città preferita. Riuscire in questo sarebbe un grandissimo sogno, conclude Linda Calugi».

SOLIDI E CREDIBILI CON UN OCCHIO ALLA SOSTENIBILITÀ

Flavia La Rocca per il suo brand omonimo punta all’utilizzo di tessuti riciclati, al basso impatto ambientale e alla modularità delle collezioni. Ossia capi che si possono abbinare nel tempo senza buttare via quelli più vecchi.

«Il FashionLab mi ha portato la possibilità di incontrare dei professionisti – spiega Flavia La Rocca – e anche delle aziende che possono aiutarmi a far crescere il mio business. Rispetto gli inizi del mio brand, quando ero molto creativa, adesso sto concentrandomi maggiormente sulla parte imprenditoriale». Business che passa dalla sostenibilità. «Per il futuro con anche l’aiuto di FashionLab spero di incontrare delle realtà che credono nel progetto quanto me e mi aiutino a farlo crescere e farlo diventare un’azienda stabile e sostenibile nel tempo».

A FASHIONLAB ANCHE I PICCOLI, MA CON GRINTA

Livia Lazzari di Woodoo Jewels è una delle realtà più piccole che ha partecipato al FashionLab. Gioielli “su ordinazione” e con design originali concepiti dalle forme stesse delle pietre utilizzate. Livia è un’artigiana che realizza a mano le sue opere in continuo confronto con la clientela. «FashionLab per me è stata una grande esperienza per ampliare tutta la mia preparazione in termini di marketing e di preparazione dal punto di vista di strategie di business – ci racconta Livia di Woodoo Jewels –. Quindi tutta la parte di creatività è stata affiancata e supportata da una preparazione in termini di marketing e relative strategie commerciali».

La sua chiusa è un ritorno alle origini del lavoro in bottega: crescere con criterio e giorno dopo giorno. «Il sogno più grande in questo momento è quello di andare avanti con la mia attività e crescere ogni giorno di più in maniera consapevole e strutturata – conclude Livia Lazzari. Visto che sono un’azienda molto piccola tento di diventare ogni giorno più grande e di superare ogni giorno le difficoltà».

La storia di un'impresa si fa Insieme

28 ottobre 2016

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