Professionisti e innovazione: le ragioni del boom a Milano

Professionisti e innovazione: le ragioni del boom a Milano

Per LinkedIn a Milano le richieste di talenti in ambito tecnologico superano del 15% la media mondiale. Consigli per far incontrare domanda e offerta

Un crocevia di contatti, capacità e talenti. Il momento d’oro di Milano passa anche dalla sua abilità nell’attrarre nuove competenze e nel diventare in questo modo l’hub dei professionisti d’Italia (e di buona parte d’Europa). Forse fin troppo: sembra incredibile a dirsi, ma nel capoluogo lombardo mancano alcune professionalità, specie in ambito digitale.

La scoperta è stata fatta dal Milan Economic Graph, una sorta di “mappa” digitale dell’occupazione stilata da LinkedIn. Il social network dei professionisti ha voluto creare con questo studio una rappresentazione online dell’economia nel mondo. Non poteva quindi mancare il focus sull’Italia e, in particolare, sul suo centro finanziario nel cuore della Lombardia. Ma andiamo con ordine e snoccioliamo qualche cifra.

PROFESSIONISTI, INNOVAZIONE E MOBILITÀ: COSÌ SI CRESCE

I flussi migratori da e verso l’area milanese non producono solo l’acquisizione o la perdita di competenze professionali, bensì attivano anche e soprattutto connessioni con altre città sia in Italia, sia all’estero, offrendo così all’area metropolitana un’ulteriore possibilità di crescita. «L’importanza delle connessioni con Roma, Londra, Parigi e New York – insiste ancora Albergoni – hanno reso la metropoli lombarda un vero e proprio hub del business a livello nazionale e internazionale, improntato all’innovazione tecnologica e capace di attrarre e formare quei talenti che la scelgono ogni giorno per avvicinarsi sempre di più al proprio lavoro dei sogni». 

Eppure le persone sembrano non mancare. Sempre secondo il Milan Economic Graph, Milano risulta essere uno snodo centrale nella migrazione di persone altamente specializzate, non solo per il mercato italiano, ma anche per il panorama europeo. Molti professionisti italiani, infatti, scelgono il capoluogo lombardo per trovare nuove opportunità di lavoro o per sviluppare la propria carriera professionale. Al contempo, Milano compete a livello globale nel trattenere i propri talenti, poiché alcuni professionisti italiani decidono di continuare la loro attività scegliendo destinazioni estere come l’Inghilterra, la Svizzera, la Germania, gli Emirati Arabi e l’Olanda. Milano non è un punto di arrivo: sempre uno di partenza o ritorno.

I NUMERI DEI PROFESSIONISTI A MILANO E DINTORNI

Secondo i calcoli di LinkedIn, nell’area milanese operano oltre 829mila professionisti e 96mila aziende, a cui fanno riferimento circa 5mila offerte presenti sui principali canali web. Questo significa che, nonostante i tempi non semplici per cercare occupazione, il mercato del lavoro qui mostra segni di vivacità.

Negli ultimi 12 mesi, in tutta l’area metropolitana di Milano, si sono calcolate circa 49mila nuove assunzioni, in particolare per i professionisti con competenze di tipo economico finanziario, social media marketing e relazioni internazionali. Ma ad avere il maggior numero di posizioni aperte sono i settori dei servizi professionali e della tecnologia. Ed è proprio quest’ultimo settore che spicca: a Milano le offerte di lavoro per i professionisti digitali superano del 15% la media mondiale, attestandosi intorno al 28% del totale.

PROFESSIONISTI NELL’INNOVAZIONE: PERCHÈ SONO RICHIESTI



«Secondo i nostri dati – spiega Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn – nell’area del capoluogo lombardo le aziende stanno cercando professionisti con capacità legate ai settori finanziario, legale, fashion, digitale e tecnologico. Nonostante questo, purtroppo, lo studio ha rivelato anche che, all’interno del settore high-tech, questo tipo di opportunità non hanno avuto un pieno riscontro da parte dei professionisti, lasciando ancora molte posizioni aperte sul mercato».

Il paradosso è che in un momento in cui l’economia nazionale arranca e da anni si constata un aumento del tasso di disoccupazione, specie tra le fasce più giovani della popolazione, a Milano ci siano aziende che cercano disperatamente professionisti nell’ambito del software management, della programmazione web e – sorpresa nella sorpresa – del social media marketing. Senza dimenticare anche figure fondamentali per l’innovazione nelle PMI come data analyst e specialisti di architetture per e-commerce. Che cosa non funziona, dunque?

PIÙ DIALOGO TRA AZIENDE, UNIVERSITÀ E PROFESSIONISTI

Secondo il capo di LinkedIn Italia si tratta di un problema di comunicazione: «Abbiamo potuto rilevare come uno dei problemi potrebbe essere la mancanza di dialogo tra i giovani, le università, le aziende e gli impiegati. Per risolvere questo problema, uno dei suggerimenti derivanti dal nostro studio è quello di invitare le università, le imprese e il governo a discutere su questi temi con l’obiettivo di trovare una soluzione per permettere alle nuove generazioni di talenti di approcciare il mondo del lavoro nel miglior modo possibile».

Va poi ricordato che anche gli stessi talenti devono farsi trovare dalle aziende: stilare un corretto profilo professionale online permette di aumentare il numero delle possibilità di ottenere un colloquio come abbiamo scritto in questo articolo.

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