Il DNA delle aziende familiari? Geneticamente forte e mutevole

Il DNA delle aziende familiari? Geneticamente forte e mutevole

Un libro e una ricerca sul “settore moda” in Italia tracciano le caratteristiche delle aziende familiari. Nel DNA un business model “radicalmente diverso”

Esiste un DNA delle aziende familiari? Markus Weishaupt, consulente aziendale ed esperto di imprese familiari, ha cercato di sintetizzarlo nel suo recente libro “Family Business Model” (Franco Angeli, 2016). L’autore – che è anche socio fondatore e amministratore delegato di Weissman Italia, Austria e Svizzera –  presenta i risultati di un’indagine svolta tra il 2012 e il 2014 in più di 200 aziende.

Ma facciamo un passo indietro: quante sono le imprese familiari in Italia? Sulla base degli ultimi dati messi a disposizione dall’Università Bocconi, in Italia le aziende a controllo familiare sono 10.231, pari al 65,1% del totale e generano un fatturato di 790 miliardi di euro, un valore aggiunto di 177 miliardi di euro e impiegano circa 2,3 milioni di dipendenti, di cui 1,5 in Italia, pari al 13,4% dei dipendenti delle imprese italiane attive nell’industria e nei servizi.

Per il Family Business Yearbook 2014 di EY (Ernst Young) l’elemento differenziante rispetto alle altre realtà europee è rappresentato dal minor ricorso a manager esterni da parte delle famiglie imprenditoriali: il 66% delle aziende familiari italiane ha tutto il management composto da componenti della famiglia, mentre in Francia questa situazione si riscontra nel 26% delle aziende familiari e in Gran Bretagna solo nel 10%.

10 SEGRETI DEL SUCCESSO DELLE IMPRESE FAMILIARI

Torniamo alla ricerca di Markus Weishaupt, che presenta le caratteristiche fondamentali del successo delle aziende familiari affermate. Queste le 10 caratteristiche del modello di business “radicalmente diverso” impresso nel loro DNA:

Decidere rapidamente, ma nel modo giusto: convergenza tra proprietà e gestione

Costruire per la prossima generazione: longevità nel tempo (dai nonni ai nipoti)

Il commerciante rispettabile: l'importanza dei valori dell’azienda (“noi siamo noi”)

Competenza, impegno, lealtà: il segreto per tenere collaboratori fedeli

Mettere a fuoco: il successo attraverso la concentrazione sulle competenze chiave

Innovazione: la voglia di ricominciare sempre grazie alle novità tecnologiche

Internazionalizzazione: il mercato è in tutto il mondo

“They care”: si prendono cura della qualità del prodotto e dei clienti

Padroni in casa propria: l’indipendenza da qualsiasi ingerenza esterna come un valore

Sulla via della crescita: adeguare lo stile di leadership e di management all’attualità

L’ESEMPIO ITALIANO NEL SETTORE DELLA MODA

In Italia possiamo sintetizzare queste 10 caratteristiche proposte da Markus Weishaupt nel “sistema moda”, che si distingue per un modello imprenditoriale molto familiare e con un forte accentramento della gestione nelle mani della famiglia. Lo certifica l’ultima ricerca dell’Osservatorio AUB (AIdAF, UniCredit e Bocconi) presentata il 18 ottobre 2016 che ha identificato e analizzato 746 aziende del “fashion Made in Italy” con fatturato superiore a 20 milioni di euro e che generano 52,6 miliardi di fatturato impiegando circa 200mila addetti. Questi i numeri chiave della ricerca:

78,4%: è la media delle aziende del “sistema moda” controllate da una o due famiglie ed è superiore alla media nazionale che si ferma al 65,1%

25 anni: sei imprese su dieci sono state fondate oltre un quarto di secolo fa

15,7%: la percentuale di leader sopra i 70 anni, inferiore alla media nazionale del 23,7%

CONSIGLI E WARNING: ATTENTE AZIENDE FAMILIARI

È possibile sintetizzare tre consigli dopo la lettura del libro di Markus Weishaupt e della ricerca dell’Osservatorio AUB? Questi i trend che emergono e che servono come consiglio o come avvertimento alle aziende familiari.

Occhio al fatturato: per le aziende sotto i 50 milioni all’anno è necessario diventare specializzati in una nicchia di business o fornitori di grandi gruppi; per chi è “over 50” la strada da seguire è quella dell’internazionalizzazione e delle acquisizioni per ingrandirsi e approcciare nuovi mercati

Unitevi e conquistate il mondo: ci sono ampi margini di crescita perché le fusioni e acquisizioni tra aziende sono ancora poche (nel settore moda, tra il 2000 e il 2014, sono solo il 16,3% del totale e la percentuale scende al 12,4% quando si parla di aziende familiari); una conseguenza delle dimensioni che non crescono è la poca propensione all’internazionalizzazione (sistema fashion in controtendenza: il 37,4% delle aziende analizzate che ha realizzato almeno un investimento diretto all’estero (IDE) contro il 28% della media nazionale)

Attenzione al ricambio generazione: i giovani che prendono in mano le redini di un’azienda familiare raggiungono risultati se inseriti in un contesto collegiale di amministratori delegati; ma bisogna valutare i rischi di una soluzione che funziona solo se il coordinamento tra le parti è eccellente, perché la convivenza di membri della stessa famiglia al vertice dell’azienda aumenta le criticità

8 novembre 2016

Scrivi il tuo commento

0 COMMENTI