Pagamenti digitali in Italia, cresce l’e-payment: siamo pronti!

Pagamenti digitali in Italia, cresce l’e-payment: siamo pronti!

Abbandonare il contante e usare solo pagamenti digitali. Per il 2018 in Italia si prevede una rivoluzione. Negozianti e professionisti: meglio attrezzarsi

L’Italia è un paese emergente? Nel caso dei pagamenti digitali (quelli con carta di credito o bancomat, per intenderci) sì! Rispetto alla media Europea, infatti, i consumatori italiani non utilizzano ancora molto la moneta cosiddetta elettronica, ma i tassi di crescita annuali sono esponenziali rispetto a quelli degli altri stati membri della Ue.

E fanno pensare a un futuro dei pagamenti roseo e in linea con i trend dell’innovazione. Senza dimenticare che per commercianti e professionisti i pagamenti digitali sono la porta d’ingresso per un universo di big data e business intelligence che permettono una migliore gestione dei propri incassi come abbiamo illustrato in questo articolo.

Nel 2015 i pagamenti digitali degli italiani hanno raggiunto quota 175 miliardi di euro (+12,2% rispetto al 2014 quando il transato arrivava a 156 miliardi, in Ue la media di crescita si aggira intorno al 7%,  pari a oltre il 22% dei consumi delle famiglie (un dato ancora abbastanza basso). Ma il tasso medio di crescita dei tre anni precedenti era del 5,6% e il numero delle transazioni è cresciuto del 13,7% (da 2,33 a 2,64 miliardi). Questa la fotografia del settore scattata dal rapporto “I pagamenti digitali in Italia”, pubblicato dall’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di Milano.

ITALIANO TROPPO AFFEZIONATO AL CONTANTE

La profonda affezione del consumatore per il contante fa scivolare l’Italia in fondo alla classifica europea sull’utilizzo di carte di credito e bancomat (come spesso accade, solo la Grecia è dietro di noi). Lo scorso anno sono stati pagati in contanti acquisti per 430 miliardi di euro, l’equivalente del 56% dei consumi totali, che in numero di transazioni rappresenta oltre l’80%.

In pratica, è come se gli italiani utilizzassero la carta di credito o debito meno di una volta a settimana, rimanendo lontani dalla media europea che è di 202,3 pagamenti all’anno, quindi almeno quattro volte alla settimana. Gli esempi più positivi vengono da Svezia e Finlandia, dove le persone pagano con il bancomat o la carta di credito 402,2 volte all’anno, cioè più di una volta al giorno. C’è quindi ancora molta strada da fare per raggiungere i valori del resto del mondo.

LA BASE È BUONA: QUANDO IL SALTO DI QUALITÀ?

«Tenendo conto che il nostro Paese rispetto all’utilizzo dei pagamenti digitali ha parecchio terreno da recuperare rispetto agli altri Stati europei e ipotizzando una crescita che nei prossimi tre anni si mantenga in linea con quella dell'anno appena trascorso, ossia intorno al 12,1%, stimiamo che i pagamenti con carta nel 2018 potrebbero raggiungere i 246 miliardi di euro», ha commentato Valeria Portale che dirige l’Osservatorio del Polimi.

Dal punto di vista delle infrastrutture, l’Italia gode di un'ottima base per l'accettazione di pagamenti digitali e di una buona diffusione di carte di pagamento tra la popolazione, in linea o superiore ai Paesi europei più sviluppati. Questa la fotografia del 2015 per i pagamenti elettronici e digitali:

– cresciuto anche il numero di carte in circolazione (87 milioni, +1% rispetto al 2014);

– il numero dei POS è sceso leggermente (circa 1,76 milioni, rispetto agli 1,88 milioni del 2014);

– i pagamenti da smartphone e tablet valgono 17,3 miliardi di euro (in aumento del 13%).

Focalizzando l’attenzione sui pagamenti innovativi, le transazioni dall’Italia relative al Mobile Commerce (acquisti fatti da PC o Tablet per prodotti, servizi e contenuti digitali) ed e-payment (pagamenti da PC e tablet di ricariche, bollette, tasse, multe, ecc) valgono complessivamente 17,3 miliardi di euro nel 2015 (+13%). Lo shopping via mobile, sia di beni digitali che di prodotti e servizi, nello stesso anno ha riguardato quasi 2,7 miliardi di euro (in crescita del 56% rispetto all’anno precedente), con la componente di beni e servizi che arriva a rappresentare il 70% del mobile commerce totale, grazie all’aumento degli esercenti che offrono una soluzione su mobile e a una maggiore predisposizione degli italiani verso gli acquisti da smartphone.

L’Osservatorio del Polimi stima anche che il transato legato al mondo dei contenuti digitali, spinto dalle applicazioni, possa raggiungere 1,1 miliardi di euro nel 2018, mentre l’acquisto di beni e servizi tramite smartphone e tablet raggiungerà tra i 4,2 e i 4,8 miliardi di euro (arrivando a rappresentare oltre il 15% dell’intero e-commerce) grazie all’ingresso di nuovi esercenti e alla semplificazione della fase di pagamento garantita dai mobile wallet (il portafoglio virtuale su dispositivi mobili o indossabili).

BOLLETTE E TASSE: AUMENTANO I PAGAMENTI DIGITALI ALLA PA

Oltre la metà (il 55%) delle transazioni effettuate nel 2015 con pagamenti digitali è riconducibile ai pagamenti di utility o verso la pubblica amministrazione, parliamo quindi di: bollette, tasse e multe, con una crescita del 5% rispetto al 2014. L’utilizzo delle carte di pagamento sui siti per i pagamenti, tuttavia, non è l’unico sistema digitale per pagare la Pa e le società energetiche e di telecomunicazioni. L’Osservatorio ha infatti stimato che gli italiani abbiano effettuato direttamente dall’home banking oltre 30 miliardi di euro di transato nel 2015 con RAV, MAV o F24 per il pagamento di bollette e bollettini e del bollo auto.

Il lavoro svolto da AGiD tramite il sistema PagoPA per l’accettazione di pagamenti in modalità elettronica sta spingendo sempre più le amministrazioni pubbliche verso questi nuovi strumenti. Secondo i dati dell’Osservatorio si prevede che nei prossimi mesi aumenteranno i pagamenti digitali anche su questo fronte e che nel 2018 potranno addirittura raddoppiare arrivando tra i 5 e i 7 miliardi di euro di transato.

8 novembre 2016

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