Importanza della reputazione aziendale, 3 consigli e zero crisi

Importanza della reputazione aziendale, 3 consigli e zero crisi

La reputazione aziendale? Con il digitale la sua importanza è fondamentale. Per non trovarsi a gestire delle crisi meglio leggere questi 3 consigli

La prima regola per un'azienda, in un mercato libero e concorrenziale, è fare attenzione alla propria reputazione. Solo così ci si può rendere riconoscibili e ci si può distinguere. Comunicazione, trasparenza e sicurezza informatica sono le parole chiave e i fattori che mostrano un’immagine appetibile e solida del proprio marchio.

Oggi è radicalmente cambiata la relazione tra produttore e clientela: se fino a poco tempo fa gli strumenti più utilizzati per inviare messaggi ai consumatori e ai concorrenti sono stati i canali pubblicitari come spot tv, radio, carta stampata e affissioni oggi è indispensabile agire nel mondo digitale come web, blog e social media. In tempo reale.

Raccontare la storia che c'è dietro una produzione, presentare chi crea la merce o il servizio offerto, aprirsi al pubblico instaurando un dialogo continuo, serve a fidelizzare i possibili clienti. Il metodo migliore per costruire una buona reputazione aziendale è sfruttare le opportunità offerte proprio dal digitale e rendere verificabili e chiare le informazioni sul proprio brand.

ESSERE TRASPARENTI È GARANZIA DI QUALITÀ

Trasparenza e sostenibilità aziendale (ne abbiamo parlato in questo articolo). Mostrare le proprie performance, i risultati economici e come si pagano i fornitori permette anche alle piccole imprese di dare un’immagine chiara del proprio business e certificare all’esterno la propria credibilità.

«Negli ultimi sette anni il rischio del contesto commerciale è aumentato – dice Valerio Momoni, direttore Marketing di Cerved –, per questo è importante che le aziende certifichino proattivamente la propria credibilità, sia verso il sistema finanziario che verso i mercati».

Avere credito, in questo momento storico, è diventato più difficile. «In questo contesto – spiega Valerio Momoni (nella foto) – i produttori devono farsi proattivamente avanti rendendosi trasparenti. Un marchio che non ha nulla da nascondere attesta la propria credibilità e probabilmente migliora la sua possibilità di accesso al credito».

Cerved, con la piattaforma Credibility, si occupa di ricevere informazioni su un’attività imprenditoriale per poi offrirla al sistema economico: banche, fornitori e potenziali partner. Un elemento di trasparenza per coinvolgere le migliori aziende a farsi avanti e aggiungere al proprio profilo maggiore credibilità agli occhi di potenziali clienti e fornitori.

SOCIAL REPUTATION: IL GIUDIZIO SI SPOSTA SUL DIGITALE

Il “nuovo mondo” è digitale: inutile girare intorno all’argomento. L’innovazione passa per un cambio di paradigma nel fare il business. Anche quello radicato negli anni. L’elemento fondamentale per questa rivoluzione sono i big data (per approfondire leggere questo articolo) grazie al numero di feedback dai consumatori. Come avere una quantità di dati così sostanziosa?

Con il dialogo sui social network, le chat sui dispositivi mobili, il blog aziendale, i market place e siti di e-commerce: tutti insieme questi hot spot digitali sono in grado di generare un numero considerevole di feedback dai consumatori pronti da analizzare per personalizzare le offerte e ampliare, a costo zero, il pubblico di possibili acquirenti. E rispondere a problemi legati all’after sale. Come abbiamo visto per il turismo la social reputation è fondamentale per capire e agire in tempo reale per risultare credibili agli occhi dei clienti.

ESSERE CREDIBILI SIGNIFICA ANCHE ESSERE “SICURI”

Con l’apertura di nuovi canali di vendita sul digitale e il trasferimento delle principali attività di comunicazione sul web, la sicurezza informatica è diventata un tema strategico per le aziende regolamentata da normative nazionali ed europee.

I vecchi virus da tempo hanno smesso di essere il pericolo numero uno. Bisogna sempre essere protetti, ma ora la minaccia arriva da veri criminali (terroristi compresi), dotati di «armi sempre più precise e potenti», come spiega Roberto Baldoni, docente all’università La Sapienza di Roma e direttore del Centro di ricerca Sapienza in Cyber Intelligence e Information Security, in questo articolo.

Un’indagine di Gfk Eurisko, tra le preoccupazioni per le piccole e medie imprese a livello mondiale, evidenzia un aumento del rischio di minacce informatiche seguito dai danni alla reputazione. La paura del cybercrime negli ultimi quattro anni è quasi triplicata passando dal 4% all’11%, mentre le ripercussioni negative sulla propria immagine, dall’8% sono arrivate al 14%.

Avere una sicurezza completa dei propri sistemi tecnologici è indispensabile in tema di reputazione aziendale. Unendo tecnologie avanzate, correttezza dell’informazione e protezione dei dati è possibile costruire un’immagine della propria impresa veritiera ed efficace che conquisti la fiducia dei consumatori.

7 novembre 2016

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