Aziende familiari, crescono di più guardando all'estero

Aziende familiari, crescono di più guardando all'estero

Secondo l'Ottavo Osservatorio AUB il 45% delle acquisizioni concluse dalle aziende familiari è realizzato all'estero. Individuati tre modelli di successo

Dal 2007 al 2015 le imprese a conduzione familiare italiane, soprattutto di medie e grandi dimensioni, hanno registrato aumenti dei ricavi molto più ampi delle non familiari e, nel quadro di un mercato interno stagnante, la causa sembra essere la maggior propensione a uscire fuori dai confini nazionali con acquisizioni e join venture soprattutto in Paesi distanti dal punto di vista culturale.

Lo dicono i risultati dell’Ottavo Osservatorio AUB (AIdAF, UniCredit, Bocconi), curato da Guido Corbetta e Fabio Quarato della Cattedra AIdAF-EY di Strategia delle aziende familiari presentato a Milano il 21 novembre 2016. L’Osservatorio monitora tutte le 15.880 aziende italiane con fatturato superiore a 20 milioni di euro e si focalizza poi in maggiore dettaglio sulle 10.391 aziende a controllo familiare, che hanno un fatturato complessivo di 804 miliardi di euro e impiegano 2,3 milioni di lavoratori.

LA FAMIGLIA NON È UN’IMPRESA “CHIUSA”, ANZI

Vediamo nel dettaglio i numeri dell’internazionalizzazione. Tra le imprese non familiari solo il 27% conclude accordi all’estero; nel caso di quelle familiari la quota sale al 45%. Dopo la crisi iniziata nel 2008, inoltre, sono state ancora le imprese familiari a osare di più, spingendosi in Paesi più distanti dal punto di vista culturale.

Le famiglie imprenditoriali italiane inoltre, secondo l’Osservatorio, mostrano una sempre maggiore apertura all’introduzione di manager esterni, in particolare stranieri. L’apertura delle imprese familiari italiane ai manager esterni non è, infatti, dissimile da quella di Francia e Spagna e la percentuale di leader stranieri in Italia è addirittura superiore a quella degli altri due Paesi. Ci batte solo il modello tedesco.

SIAMO PRIMI IN EUROPA PER LEADERSHIP AL FEMMINILE

Ma l’aspetto che distingue le società del Belpaese a livello europeo è la leadership al femminile. La percentuale di donne a capo di un’impresa, in Italia, è del 9,1% più alta rispetto alla media dell’Europa. In un contesto economico e sociale complesso e in continua trasformazione «le imprese familiari italiane - spiega Elena Zambon, presidente di AldAF - reagiscono e vivono la loro rapida evoluzione realizzando ambiziosi obiettivi di crescita».

«Le aziende familiari sono di fronte a cambiamenti radicali, spinte dalla rivoluzione digitale che modifica i modelli di produzione e relazione - ricorda Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia e Managing partner dell’area mediterranea -. Quelle di maggior successo hanno cavalcato il cambiamento, l’innovazione e si sono aperte ai mercati del mondo. Ora devono guardare a modelli collaborativi e multidisciplinari per accelerare il processo innovativo».

TRE MODELLI DI SUCCESSO PER LE AZIENDE FAMILIARI

Analizzando 200 imprese familiari di ogni dimensione che hanno mostrato risultati economico-finanziari sistematicamente superiori alla media del proprio settore tra il 2008 e il 2014, l’Osservatorio ha infine individuato tre esempi di gestione efficace. «Per le imprese familiari di prima generazione è essenziale la leadership familiare del fondatore che può anche essere non più giovane. Tale modello funziona indipendentemente dalle dimensioni dell'azienda. In un momento successivo, l'azienda deve scegliere se puntare sulla crescita o diventare un campione di redditività, mantenendo però dimensioni limitate».

Il responsabile dell'Osservatorio Guido Corbetta prosegue aggiungendo: «Nel caso delle piccole dimensioni risultano premianti il mantenimento di una leadership familiare e un consiglio di amministrazione chiuso ai non familiari. Le aziende più grandi di maggiore successo sono, invece, caratterizzate dall'assenza del fondatore, sostituito da un leader più giovane, un consiglio di amministrazione aperto e una leadership che può aprirsi ai non familiari».

21 dicembre 2016

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