Mobili Flowerssori, innovazione e design su misura per bambini

Mobili Flowerssori, innovazione e design su misura per bambini

Nel mondo ci sono 22mila scuole Montessori: i mobili Flowerssori sono gli unici con questa certificazione pedagogica. E sono anche 100% italiani

Hans Kruger Goffi, 42 anni, e Angelica Meucci, 37 anni, sono architetti e designer fondatori di Flowerssori, una linea di mobili disegnati per bambini e studiati per lo sviluppo delle loro capacità cognitive, con certificazione pedagogica Montessori (unica al mondo) e certificazione ecologica PEFC (Pan-european Forest Certification Council). La produzione è interamente made in Italy e utilizza legni pregiati curvati, in serie numerate, semi-industriali con rifiniture manuali.

Angelica Meucci, quali sono le innovazioni del vostro prodotto?

«Il nostro è un prodotto di design, ecologico, ergonomico e certificato. Abbiamo iniziato a fare ricerche di mercato per studiarlo e cercare di trovare dove c’era un’esigenza e come fare per soddisfarla -- prosegue --. Hans ha lavorato con progetti seguendo il metodo per la didattica Montessori e abbiamo capito che c’era un bisogno: mobili per bambini con uno scopo pedagogico».

Cosa significa mobili creati con scopi pedagogici?

«Mobili che aiutano il bambino nel suo orientamento nello spazio e nelle sue esperienze con il tatto e la tridimensionalità. È frassino di prima scelta. I tronchi vengono derullati da un’azienda italiana e al prodotto viene data una verniciatura anti-batterica e anti-macchia. Tutto il mobile è realizzato in modo che gli spigoli vengano segnalati dalla luce senza bisogno di vernici colorate o simili. Il sopra e il sotto del mobile hanno due tonalità differenti: il sopra più chiaro e il sotto più scuro così che anche il bambino più piccolo capisca la differenza perché vivono l’oggetto a 360 gradi. Inoltre non usiamo viti di plastica o metallo e ogni singolo mobile oltre che certificato è marchiato Flowerssori e numerato per risalire al luogo e data di fabbricazione».

Flowerssori è 100% made in Italy, ma nato in giro per il mondo: come mai?

«I prodotti sono nati tra Olanda e Canada. Una volta capito cosa fare grazie all’incontro con docenti, genitori e bambini nelle scuole montessoriane all’estero siamo tornati a casa in Italia. Realizzati i prototipi siamo tornati a testarli con lo stesso tipo di pubblico per capire il loro feedback. Nel momento peggiore della crisi, tra il 2010 e il 2012, abbiamo trovato aziende partner che erano libere da impegni e che ci hanno aiutato nel nostro progetto con entusiasmo. Ci sono al mondo una decine di aziende che lavorano il legno come serve a noi e ben due sono in Italia: garantiscono qualità, precisione e un margine di errore pari allo zero».

Quanto pesa l’export nel progetto Flowerssori?

«Inizialmente pensavamo di esportare al 100% i nostri prodotti. Ma quando vuoi iniziare a farti conoscere all’estero devi essere già conosciuto in Italia, perché il made in Italy da solo non basta. Siamo rimasti sorpresi dall’Italia: non è vero che c’è poco interesse nel mondo della scuola per materiali e tecnologia. Abbiamo avviato tanti contatti con amministrazioni pubbliche e anche istituti privati».

Come avete fatto il primo passo: business plan o solo buona volontà?

«Il business plan lo abbiamo fatto e ci serve, ma per chi è partito da zero come noi serve anche molta flessibilità e capacità di adattamento. Una volta consolidato il piano, con la consulenza di un esperto, siamo diventati più precisi e il business è migliorato. Noi siamo architetti e non possiamo improvvisarci in previsioni approssimative. L’errore sarebbe una catastrofe, perché ha ripercussioni nella produzione dell’oggetto che vendiamo. Bisogna capire cosa si è sbagliato e non ripeterlo. Ma soprattutto bisogna essere capaci di delegare quando si esce dalle proprie competenze».

Come coltivare il proprio business?

«Quando sei una start up devi coltivare i rapporti personali al massimo livello. A partire dai fornitori: devi sempre far capire cosa stai facendo e devi comunicarlo bene e con il giusto tempismo».

QUANTE SCUOLE MONTESSORI ESISTONO NEL MONDO

Nel mondo ci sono 22mila scuole Montessori di ogni grado: nidi, materne, elementari, medie e superiori. Per il Centro di Studi Montessoriani sono 130 in Italia. In Germania 1.140 scuole di cui 249 elementari e 60 secondarie, nel Regno Unito 800 e negli Stati Uniti circa 4.500. In Cina ne aprono 3mila all’anno (fonte Flowerssori).

IL 2016 È L’ANNO DELLA RIPRESA PER IL MERCATO DEI MOBILI

I mercati esteri sono una risorsa per le aziende italiane dei mobili secondo Federlegno Arredo, perché le esportazioni continuano a crescere per il quinto anno consecutivo (+2,9%) anche se il trend positivo non controbilancia la contrazione del mercato nazionale. I dati fotografano ancora un 2014 con un calo del 40% delle imprese e una diminuzione del 27% degli addetti. Nel 2016 la domanda interna per i mobili e l’arredamento dovrebbe arrestare la propria caduta secondo le previsioni Federlegno Arredo mentre la domanda estera continuerà invece a crescere, determinando un aumento della produzione dell’1,3% a prezzi costanti. Dietro alla Cina che domina la classifica gli altri grandi esportatori di mobili sono Italia, Germania e Polonia. Solo negli Usa le importazioni in generale si sono riprese e nel 2014 ammontano a circa 29 miliardi di dollari.

1 aprile 2016

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