Food truck di The Farmers, così l’Ape conquista i buongustai

Food truck di The Farmers, così l’Ape conquista i buongustai

Federica Premoso, del food truck The Farmers, spiega come aprire una cucina mobile sull’Ape Piaggio e proporre street food di qualità

Street food che passione: più di 50 festival in tutta Italia che hanno attirato circa 600mila visitatori nell'ultimo anno, con punte di oltre 100mila presenze registrate al Torino Street Food Parade. Sono i numeri del "food truck" in Italia, i camioncini itineranti con cucina attrezzata che propongono cibo di qualità. I dati sono dell’associazione di categoria Street Food Square, che ricorda come nel mondo 2 miliardi e mezzo di persone mangiano in strada (fonte Fao). Secondo un sondaggio della Coldiretti, nel 2014 quasi tre italiani su quattro (il 73%) hanno acquistato cibo di strada. Da una parte c’è il boom del cibo di strada, dall'altra Confesercenti rivela che tra il 2010 e la prima metà del 2014 i consumi nei ristoranti e nei bar sono diminuiti dell’8,2%, con una riduzione del giro di affari del 18%. Federica Premoso, 33 anni, del food truck The Farmers, insieme al socio Oscar Tonnina, ha messo in moto l’Apecar nell’aprile 2015. Federica e Oscar hanno lasciato i rispettivi lavori nel mondo della comunicazione e si sono buttati nella nuova avventura offrendo come pietanza principale il panino con la frittata.

Federica, chi sono i ristoratori con il food truck?

 «Chi sceglie di fare il business dello street food con il camioncino  non vuole chiudersi in un locale,  ma vedere la fila di clienti davanti ai fornelli e instaurare un rapporto personale».

 Il camioncino è il piano A o l’alternativa di chi non riesce ad aprire un locale?

 «Il food truck per noi era il piano B: volevamo aprire un ristorante con servizio di catering itinerante. Invece siamo partiti subito con la cucina mobile».

 Il primo passo?

«Noi abbiamo ovviamente fatto il business plan e chiesto aiuto a un consulente. Senza questo passaggio è impossibile chiedere finanziamenti per aprire l’attività e anche un leasing per il mezzo con la cucina mobile».

Un  consiglio per chi vuole iniziare?

«Il consiglio è quello di selezionare bene gli eventi ai quali partecipare, conoscere l’organizzatore e fare bene i conti con i costi per stare un fine settimana in un street food festival. Certo, abbiamo fatto errori, ma sono normali quando si inizia un’attività. Inoltre quello dei food truck è un settore della ristorazione nuovo e il boom è arrivato in Italia solo nell’ultimo anno. Ma siamo soddisfatti di come stanno andando le cose e non vogliamo tornare alle nostri precedenti occupazioni».

Come si sceglie il menu di un food truck?

«Nello street food è meglio fare un prodotto tipico che non hanno altri food truck così eviti la concorrenza. Noi veniamo dalla campagna (Federica quella friulana e Oscar quella laziale; Ndr) e la nostra idea di ristorazione punta sulla merenda all’aria aperta con sapori genuini. Il piatto forte è il panino con la frittata e in generale le pietanze contadine».

Food truck: la storia di The Farmers

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STREET FOOD, I NUMERI DI UN SETTORE IN FORTE CRESCITA

Il cibo di strada, invece, non conosce crisi. Anzi, secondo Coldiretti, è proprio l'esigenza del risparmio a spingere oltre 35 milioni di italiani a consumarlo. Ma non solo. Motore di questa crescita è anche la “riscoperta del territorio e dei suoi sapori tipici”, altro trend emergente nei consumi alimentari del nostro Paese. Sempre secondo i dati dell'associazione degli agricoltori, infatti, oltre la metà degli italiani (il 60%) predilige cibo di strada locale, cioè prodotti come piadine, arrosticini e arancini; solo il 10% sceglie cibi etnici come il kebab, mentre appena il 3% è attratto soprattutto da quelli internazionale come gli hot dog.

1 aprile 2016

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