La cargo-bike, tre ruote per viaggiare nel traffico

La cargo-bike, tre ruote per viaggiare nel traffico

Si chiama TrikeGo, è un triciclo da trasporto, inventato dall’imprenditore milanese Francesco Casoli. Una start up con un giro d’affari da un milione di euro…

Una bici cargo, in grado di trasportare oggetti pesanti e ingombranti, senza inquinare o creare traffico. È l’idea lanciata da Francesco Casoli, con la sua TrikeGo. Una tre ruote davvero speciale. L'idea è nata circa tre anni fa e da allora questo imprenditore milanese di strada ne ha fatta tanta. «Ho cominciato a pensare al progetto nell’inverno del 2012. Il 26 marzo 2013, il giorno del mio quarantesimo compleanno, ho messo in strada il primo prototipo», racconta.

UNA MARCIA A TRE RUOTE

«Da lì gli eventi si sono succeduti rapidamente: a settembre ho incontrato il mio incubatore d’impresa BiArt Italia sr.l. che in due anni mi ha permesso di dare una linea al prodotto e camminare sulle mie gambe». L’idea gli era venuta utilizzando personalmente una cargobike per le strade di Milano. «Tante persone mi fermavano per chiedere informazioni, così ho intuito che era arrivato il momento giusto per proporlo sul mercato, o meglio che sarebbe stato logico produrre questa bici in Italia anziché importarla dal Nord Europa o dalla Cina», spiega.

CARGOBIKE: DALLA TRADIZIONE AL FUTURO

«Inoltre nel nostro Paese, nella prima metà del Novecento, la cargobike era un mezzo da lavoro molto comune per infinite applicazioni. La storica ditta Doniselli di Milano ne produceva migliaia ogni anno. L’eredità culturale era lì a portata di mano, pronta per essere raccolta. Attualmente stiamo cominciando a vendere anche all’estero». Questo tipo di tre ruote ha successo soprattutto perché può essere usata in modi diversi. «È un mezzo economico che favorisce l’economia, è bello, è allegro ed è personalizzabile», prosegue Casoli.

I VANTAGGI DELLE TRE RUOTE

«Il fatto che le ruote siano tre lo rende incredibilmente stabile: si possono portare fino a 200 chili nel vano anteriore. Inoltre non dover mai mettere i piedi per terra anche in mezzo al traffico è comodissimo». TrikeGo piace a un pubblico molto diverso, per età ed estrazione sociale. «Il nostro pubblico è talmente vario ed eterogeneo che ancora oggi siamo sorpresi dall’inventiva delle persone che scelgono il nostro prodotto: le famiglie che portano i figli a scuola, i piccoli artigiani, le aziende che le usano per la movimentazione interna di materiale, i ciclo-corrieri espressi, le agenzie pubblicitarie, i ristoratori che intraprendo attività di street-food, supermercati, cooperative sociali che fanno la raccolta differenziata di Raee. Inoltre ci sono Comuni che la utilizzano per i servizi nelle aree pedonali, nei parchi e nei giardini».

LE DIFFICOLTÀ INIZIALI

Nonostante il successo, le difficoltà non sono mancate, specialmente all’inizio. «L’ostacolo vero è stato riuscire a mettere in rete le aziende locali che fornissero tutta la linea per la produzione della nostra cargo bike», conferma. Il valore aggiunto del progetto è che possiamo dire con orgoglio che la cargobike TrikeGo è un prodotto italiano al cento per cento. Attualmente la difficoltà maggiore è rappresentata dalla programmazione delle forniture, se non altro perché, poiché la crescita del volume d’affari è veloce, a volte non è semplice prevedere che cosa accadrà nel giro di pochi mesi. Bisogna avere il senso del ritmo e non andare fuori tempo, e soprattutto razionalizzare gli investimenti».

UN GIRO D’AFFARI DI UN MILIONE DI EURO

Gli affari comunque vanno già molto bene: «La stima del giro d’affari attuale del mercato della cargobike in Italia, tra tutte le marche, si avvicina al milione di euro. Il dato è però parziale, il movimento si sta allargando e la crescita è davvero molto incoraggiante».

LE SODDISFAZIONI DELL’IMPRENDITORE

Ma qual è stata la più grande soddisfazione finora? «Me ne vengono in mente almeno tre: primo, il giorno della messa in strada del prototipo il giorno del mio quarantesimo compleanno. Secondo: il padre di una bambina, che non potrà mai camminare né andare in bicicletta da sola, mi ha raccontato la gioia della figlia quando l’ha portata nella TrikeGo. Si godeva il piacere del vento sul volto. Terzo: sono stato portato a bordo della cargobike TrikeGo a Montecitorio dove ho presentato il progetto durante la giornata wwwWorkers Camp 2015 alla Camera dei Deputati».

Ma ci sono ancora tanti sogni da realizzare: «Adesso stiamo mettendo a punto un modello per il trasporto di carrozzine per disabili. Ci tengo moltissimo. Per fortuna in Italia tante cose stanno cambiando: ormai ci si è resi conto degli innumerevoli benefici della mobilità alternativa e sostenibile».

15 dicembre 2015

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