Greenrail, Giovanni De Lisi: 122 brevetti per i binari innovativi

Greenrail, Giovanni De Lisi: 122 brevetti per i binari innovativi

Traversine ferroviarie di plastica riciclata che generano elettricità. Un prodotto innovativo, ma deve essere tutelato da brevetti. La storia di Greenrail

Giovanni De Lisi, palermitano di 32 anni, ceo di Greenrail, azienda fondata nel 2012, ha brevettato la sua nuova traversa ferroviaria ecosostenibile in 122 paesi nel mondo. Il prodotto è ecosostenibile, in grado di produrre energia al passaggio dei treni, abbatte l’inquinamento acustico, recupera scarti e materiali non rinnovabili. Come tutte le PMI innovative ha depositato il brevetto del suo prodotto seguendo la strategia del patent box. De Lisi ci spiega i vantaggi e i costi di questa operazione.

DEPOSITARE LA PROPRIA IDEA PER INIZIARE

«Brevettare il nostro prodotto, Greenrail, è stata la fase zero, al fianco della progettazione -- racconta De Lisi --: mentre alcuni prodotti non hanno necessità di brevetto per essere protetti, quando sono per esempio legati ad uno specifico know how della azienda o dell’imprenditore, il nostro è facilmente replicabile, quindi è stato prioritario per noi procedere alla copertura brevettuale». In più, continua l’imprenditore: «Senza un brevetto forte, il nostro modello di business non avrebbe retto, perché questo prevede la realizzazione in partnership di impianti industriali in giro per il mondo e quindi la necessità di tutela è più forte».

BREVETTO: INVESTIMENTO O COSTO?

«Sicuramente brevettare in tutto il mondo è stato un costo, ma non esorbitante come si è portati a credere» dice De Lisi. «Per noi è stato l’investimento iniziale e spendere diverse decine di migliaia di euro per essere al sicuro e partire alla grande con la nostra idea è stato un investimento redditizio».

TUTELARE L’INNOVAZIONE: DOVE, COME E QUANDO

Esistono vari enti internazionali che si occupano della parte burocratica e di ricerca per depositare brevetti di nuovi prodotti. «In primis -- racconta De Lisi -- il WIPO (Organizzazione Mondiale della Proprietà Industriale) che consente di avere una copertura iniziale, denominata PCT, in 148 paesi. Successivamente all’esame e alla ricerca da parte del WIPO, il brevetto può essere ratificato presso i vari territori, rivolgendosi agli enti pertinenti: per l’Europa l’EPO, per alcuni paesi dell’Asia l’EAPO, l’OAPI per alcuni paesi africani. Ogni Paese -- conclude De Lisi -- ha comunque un ufficio brevetti locale».

IDEA AL SICURO. OPPURE NO?

Un brevetto come quello depositato da Greenrail ha una copertura capillare e mette al sicuro la proprietà intellettuale. Ma è inutile fingere che non ci sia la possibilità di essere clonati: «Potrebbero certo esserci determinate aziende da determinati territori -- De Lisi spiega -- che potrebbero tentare di copiare il prodotto. Ma quando si parla di un prodotto industriale il cui investimento iniziale si aggira attorno ai trenta milioni di euro, nessun investitore si impegna, sapendo di copiare un prodotto, ed esponendosi a cause e a citazioni». Del resto, argomenta De Lisi da buon business man: «È sempre più conveniente e semplice trovare un accordo con chi è il proprietario del brevetto».

CONSIGLI PER LA PMI CHE VUOLE BREVETTARE

«Sicuramente il primo e più importante consiglio è rivolgersi ad uno studio di primo livello per quel che riguarda la procedura brevettuale -- raccomanda De Lisi --. È lo studio di professionisti che, in base alla tipologia di prodotto e al mercato di riferimento, studia la strategia brevettuale più corretta». Anche perché non per tutti i prodotti è necessario brevettare in tutto il mondo e addirittura non per tutti i prodotti è necessario brevettare. «Magari -- spiega De Lisi -- serve solo depositare e certificare la proprietà come disegno industriale o come marchio. C’è bisogno della analisi approfondita di professionisti del settore. Pensare di poter fare da soli senza esperienza -- conclude il giovane ceo di Greenrail -- è impossibile».

Greenrail: traversine ferroviarie ecologiche e innovative

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21 aprile 2016

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