BabyGuest: noleggio passeggini, culle e biberon

BabyGuest: noleggio passeggini, culle e biberon

In viaggio con il bebè: un incubo per qualche famiglia, un nuovo business per BabyGuest. Ecco come è nata la start up che noleggia attrezzature per neonati

Bambini piccoli e desiderio di viaggiare sono incompatibili? BabyGuest ha risposto a questa domanda creando un servizio per il noleggio di passeggini, culle e seggiolino per neonati. Si evita il faticoso e fastidioso trasporto su treni, aerei, navi o anche semplicemente nel bagagliaio dell’auto già stipata di valige per le vacanze. BabyGuest ha partecipato al programma StartLab di UniCredit vincendo il premio speciale nel contest Premio Gaetano Marzotto 2015. Si tratta della più importante start-up competition in Italia con un montepremi complessivo di oltre 1milione di euro.

Come è nata la piattaforma? Da un'esperienza personale. «Sono dovuta andare a New York per un paio di mesi con mio figlio di due anni – racconta Serena Errico, fondatrice di BabyGuest – e una volta arrivata ho dovuto comprare tutto il necessario per il bimbo. Al momento del rientro ho lasciato lì ciò che avevo acquistato. Mi è sembrato uno spreco inutile». Così, dal desiderio di voler rispondere a una propria esigenza, è nato un business.

COME FUNZIONA BABYGUEST

L’imprenditrice, insieme alla co-fondatrice Zornitza Kratchmarova, ha deciso di realizzare un servizio che finora nessun altro aveva pensato di offrire: la possibilità di noleggiare il necessario per l'infanzia e spedirlo nel luogo di arrivo entro massimo 48 ore. Niente più borsoni o traslochi di lettini, chi parte troverà tutto direttamente nell'albergo o nella casa nei quali alloggerà, con un risparmio economico interessante: poche decine di euro, per esempio per un seggiolino, contro le centinaia chieste dalle compagnie di noleggio auto. I prodotti sono nuovi o con un ciclo di vita di massimo sei mesi e a richiederli sono sia i consumatori finali che le strutture turistiche.

Presentato agli operatori di settore e dopo un'attenta analisi di mercato, BabyGuest è diventato operativo a fine marzo del 2015. «L'idea vincente, per un business di nicchia, è sicuramente quella di rispondere a un'esigenza – spiega Serena Errico che sottolinea – e per questo è fondamentale studiare il target di riferimento, cosa chiede e quali siano le sue potenzialità».

INSERIRSI NEGLI SPAZI LASCIATI VUORI DAL MERCATO

L'aver trovato una soluzione a un problema, l'essere riusciti a fornire un servizio che nessun altro ancora offriva è stato il punto di svolta per la buona riuscita del progetto, vincitore di premi come anche il Fattore Mamma Award. «L'agenzia che ha istituito il contest – dice la co-founder di BabyGuest – lavora con una rete di blogger. Ci hanno votato in 250 come servizio innovativo per le famiglie e questo ha aiutato tantissimo a livello di reputazione e di immagine».

I CONTATTI E IL CROWDFOUNDING

Uno dei passaggi principali, prima di creare la piattaforma, è stato quello di parlare del progetto con gli operatori del settore. Solo dopo aver ricevuto un feedback positivo da parte di albergatori e agenzie di viaggio, BabyGuest ha iniziato a prendere forma concretamente. Ma molto utile è stata anche la campagna di crowdfunding lanciata su Eppela all’interno del contest sulla mobilità di UnipolSai. «Ci ha aiutato non solo in termini di finanziamento diretto, ma anche per far conoscere il nostro prodotto», sottolinea Zornitza Kratchmarova.

ASCOLTARE I CLIENTI: ARRIVANO COSÌ E-COMMERCE E MAGAZINE

BabyGuest ha ampliato i suoi servizi introducendo un e-commerce di accessori e registrato una testata giornalistica. «Le famiglie che noleggiavano i passeggini – afferma Serena Errico -  ci chiedevano se avevamo anche le creme, i solari, gli occhialini. E' quindi stato il mercato a chiederci di aggiungere un negozio online» Il magazine, invece, ha permesso di raggiungere nuovi utenti grazie al branded content e creato una community attiva grazie alle tredici blogger che collaborano con il sito. La piattaforma può così contare sulla possibilità di avere contenuti originali scritti da autrici molto seguite sul web e allo stesso tempo avere uno scambio di visibilità tra utenti di BabyGuest e follower delle collaboratrici.

FARE INFORMAZIONE PER SEMPLIFICARE

Il magazine ha permesso alla piattaforma di diventare un punto di riferimento per le famiglie: sul sito possono trovare notizie e tutte le informazioni di cui hanno bisogno. Da quale meta scegliere per le vacanze a cosa e come cucinare per il bimbo. «Abbiamo pensato che collaborare con blogger che parlano di viaggi o di cucina – conclude l'imprenditrice - potesse facilitare la vita dei genitori». Argomenti di prossimità a quello del core business di BabyGuest ma capaci ingaggiare nuovi utenti e di fidelizzare i clienti.

ECCO GLI INGREDIENTI PER IL SUCCESSO

Per le fondatrici di BabyGuest avere “un'idea chiara e fare ricerca di mercato” sono i primi due passi per avviare una start up con buone prospettive di crescita. È necessario analizzare i profili e le abitudini delle persone che saranno poi i consumatori finali del servizio e ascoltare le loro risposte. Inoltre le due socie aggiungono che “bisogna strutturare il servizio in maniera professionale” e fare in modo che abbia “un valore aggiunto e sia funzionale”.

Overview sul settore Turismo illustrata dall’analista di settore UniCredit Sonia Taraschi

1 giugno 2016

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