Flazio, start up familiare con Catania nel cuore

Flazio, start up familiare con Catania nel cuore

Un’idea, 4 anni per farla diventare il servizio Flazio e la volontà di tenere la start up nella loro città: ecco la storia dei fratelli Elisa e Flavio Fazio

Flazio è un site builder, cioè un servizio online per costruire e pubblicare siti web in modo semplice e veloce senza che sia necessario installare un software sul computer e senza conoscenze di programmazione, progettazione grafica o html. Cento per cento italiana, la start up ha 12 dipendenti, una sede a Catania in Sicilia, un fatturato in crescita esponenziale (da tre anni triplica ogni 12 mesi) e 200mila siti web realizzati con il servizio online.

Non solo: Telecom Italia e il Gruppo Dada utilizzano in partnership la loro piattaforma per offrire servizi B2B per realizzare siti web “chiavi in mano”. Il principale rivale di Flazio sul mercato dei servizi di site builder è nella Silicon Valley, con 50mila dipendenti sparsi per il mondo e un fatturato di diversi milioni. Qual è il segreto di Flazio? Elisa Fazio, 35 anni, presidente del consiglio di amministrazione e cofondatrice della azienda con il fratello Flavio, ci racconta la storia della start up.

CREDERCI, MA SOPRATTUTTO ESSERE PRESENTI

Essere presenti alle più importanti manifestazioni e competizioni per start up del settore tecnologico è stato decisivo per far decollare il progetto Flazio: «Già prima del finanziamento che abbiamo ricevuto dal venture capital – racconta Elisa Fazio –, la partecipazione a tutte le fiere e agli incontri di settore, ci ha permesso di attivare una serie di contatti e confrontarci con chi ci ha dato idee, supporto e fornito anche critiche costruttive».

«Siamo arrivati primi, fra oltre 90 candidati, nel contest della fondazione Mind the Bridge – continua Elisa –. Questo ci ha permesso di volare in California per una esperienza magnifica di tre settimane a stretto contatto con imprenditori e colleghi startupper della Silicon Valley, con l’opportunità di approfondire temi non solo tecnici, ma anche di marketing e di mercato».

INVESTIMENTI DAL VENTURE CAPITAL

Ad attirare i finanziamenti per la start up sono serviti senza dubbio i tanti riconoscimenti internazionali e la maturità del business plan: «Anche per questo motivo ci hanno dato, nel 2013, 400 mila euro per sviluppare la nostra idea: un buon punto di partenza – continua l’ingegnere catanese –, perché abbiamo potuto consolidare il team, anche tecnico, che cercavamo per creare la nostra piattaforma. Un team che abbiamo voluto avesse come base Catania e la Sicilia».

Un ulteriore riconoscimento per Flazio è stata la scelta da parte di UniCredit per partecipare, come start up innovativa del settore digitale, al programma UniCredit StartLab del 2015. Si tratta di un’iniziativa del gruppo bancario per sostenere concretamente i giovani imprenditori, l'innovazione e le nuove tecnologie con un programma annuale di supporto nella formazione, matching con altre imprese del settore e clienti potenziali e creazione di un network di eccellenze nel campo delle start up.

CAPIRE GLI ERRORI PER MIGLIORARE

Quando una start up può pianificare il futuro? «Abbiamo capito di avercela fatta quando abbiamo potuto restituire il finanziamento che avevamo ottenuto per partire – racconta con orgoglio Elisa Fazio –. Il venture capital era un fondo misto pubblico e privato e mentre la parte privata rimane, perché gli imprenditori continuano a darci fiducia, il denaro pubblico l’abbiamo restituito già dal secondo anno, quando siamo stati capaci di camminare con le nostre gambe».

Ma “camminare con le proprie gambe” per la start up siciliana è stato il raggiungimento di un percorso non semplice e, come è normale che sia, con degli errori di previsione o di gestione: «Gli errori dei primi giorni? Troppa attenzione al prodotto – racconta Elisa Fazio –, cioè sbilanciare la parte sviluppo e applicazione rispetto alla parte marketing e comunicazione è stato forse un nostro errore».

Si tratta però di una sottovalutazione più che di un errore: «Flazio – continua – nasce da un’intuizione mia e di mio fratello che però rimaniamo dei tecnici. Se da subito avessimo capito la necessità di affiancare una parte marketing, saremmo sicuramente partiti con un vantaggio. Naturalmente ora abbiamo muscoli forti per quel che riguarda la parte commerciale e comunicazione, due settori che hanno comunque un ruolo fondamentale».

I CONSIGLI DI FLAZIO PER CHI LANCIA UNA START UP

«La cosa importante per chi vuole iniziare è… partire. Ciò di cui mi rammarico è non essere partita prima con la nostra azienda – ammette Elisa Fazio –. L’idea c’era già da almeno quattro anni prima della nascita della start up e, anche se mancavano ancora le risorse economiche per fare impresa, avremmo potuto iniziare prima. Io e mio fratello credevamo nel nostro prodotto, ma ci è mancato all’inizio quel coraggio che abbiamo invece saputo dimostrare in seguito».

Timori per chi vuole lanciare una start up? Ci sono e sono uguali per tutti. «Lo spauracchio principale, ciò che spaventa i giovani imprenditori – racconta l’ingegnere siciliana – sono sicuramente la burocrazia italiana, che ti fa pesare anche solo il fatto di volere dei dipendenti, e la mancanza di denaro. Ma oggi qualcosa sta cambiando rispetto a qualche anno fa». Una buona notizia per chi ha un’idea in testa o il progetto di una start up nel cassetto: «Senza contare che, se hai una azienda in essere, anche se piccola e senza dipendenti, il mondo della finanza ti guarda in maniera diversa. Oggi le banche sono cambiate e accolgono con favore le start up con idee forti anche se non hanno la struttura classica da azienda. I tempi stanno cambiando…».

Ciò che non cambia è la vita dell’imprenditore startupper: «Ci vogliono tanto sacrificio per partire con il progetto e tanto sudore per mantenere il timone nella direzione che scegli – conclude Elisa Fazio –. I risultati arrivano dopo due o tre anni e quindi non bisogna scoraggiarsi, ma rimboccarsi le maniche». Orgogliosi di aver sfidato il mondo dell’innovazione digitale con una start up che è rimasta a Catania, dove è nata.

Unicredit Start Lab: Flazio si presenta

28 settembre 2016

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