Joebee, il marketplace del lavoro occasionale è made in Italy

Joebee, il marketplace del lavoro occasionale è made in Italy

Con Joebee privati e aziende possono offrire o erogare servizi occasionali. La rivoluzione? Il pagamento immediato. Ecco la storia della start up di Alessio Abbateianni

La start up Joebee fondata da Alessio Abbateianni, milanese di 36 anni, è un marketplace (il luogo di intermediazione che favorisce l'incontro tra domanda e offerta di beni e servizi) del lavoro occasionale: un sito con un elenco di 200 diversi mestieri a cui corrispondono professionisti pronti a eseguire il servizio e a essere retribuiti in tempo reale grazie a un sistema di pagamento certo e immediato.

L’idea nasce nel 2014 con l’intento di aiutare tutti i freelance e i liberi professionisti a trovare un impiego occasionale in modo semplice e veloce, garantendo un’immediata retribuzione al lavoratore e, allo stesso tempo, la certezza del servizio al datore di lavoro (privati o aziende). La piattaforma di Joebee è stata lanciata nei primi mesi del 2016.

LA START UP NATA ALL’INTERNO DI UN’ALTRA START UP

Per concepire un sistema capace di integrarsi in modo complementare rispetto ai tradizionali canali di recruiting, in una filiera complessa come quella del lavoro e nel pieno rispetto delle leggi e della fiscalità, «ci sono voluti più di due anni di sviluppo», spiega Alessio Abbateianni, che è anche Ceo e founder dell’azienda milanese TheMadBox. Avere già un’azienda attiva, in questi casi, aiuta: «Nel 2003 fatturavamo 30mila euro, ora superiamo i 20 milioni e ciò ci consente di incubare progetti importanti come questo. Anzi, credo proprio che uno dei mali di cui soffrono le start up italiane sia che molto spesso sono finanziate poco e male. Non va bene fare un bel progetto e poi vivere con l’ansia di trovare investitori».

Per questo, dal punto di vista economico, Joebee è stata totalmente auto-finanziata. Non senza sacrifici, come spiega lo stesso Abbateianni: «Per anni abbiamo lavorato per grandi clienti, ma poi ci siamo resi conto che se ci fossimo concentrati su nostri progetti avremmo avuto soddisfazioni più grandi». Da questo desiderio sono nate prima Fluidnext, lanciata a maggio del 2015 nel settore sportivo per l’illuminazione led degli stadi (già utilizzata da 14 top team italiane), e ora Joebee.

I REQUISITI DI UNA START UP VINCENTE

Come si fa a creare una start up di successo dal nulla? Secondo Abbateianni, se c’è un errore ricorrente da parte dei nuovi startupper è quello di sottovalutare la difficoltà del fare impresa. Il consiglio più importante è anche il più semplice: «Prima di partire con la tua attività, procedi con una ricerca estenuante di collaboratori validi, perché se li trovi sei già a metà dell’opera, altrimenti se  scegli le persone sbagliate potresti trovarti in serie difficoltà».

Altri requisiti fondamentali sono: avere tanto entusiasmo («puoi anche essere il più bravo del mondo, ma se alle 17,30 ti cade la penna, non vai da nessuna parte»), e trovare i giusti partner. Un dettaglio non da poco, in Italia, secondo Alessio: «Se gli startupper della Silicon Valley dominano il mondo della tecnologia non è perché sono più intelligenti di noi, ma perché c’è un ecosistema che contribuisce molto di più alla loro crescita».

PAGAMENTI SICURI E GRANDI AMBIZIONI

Alla base della piattaforma Joebee c’è un innovativo sistema di gestione dei processi di pagamento, concepito per garantire a chi lavora la certezza dell'incasso immediato, coerentemente alla tariffa richiesta. All’apertura del profilo “marketplace”, il lavoratore inserisce il codice Iban che gli garantirà, entro 24 ore dallo svolgimento del lavoro, il compenso. Il processo di integrazione della piattaforma è stato implementato con sistemi di e-banking «questo fa sì che quando la persona fa il lavoro, se ne va e timbra il “cartellino digitale”, se c’è coerenza di parametri, automaticamente la nostra piattaforma, integrata con la banca, provvede al pagamento».

Gli obiettivi di Joebee sono ambiziosi: «Nei 5 anni puntiamo a cercare di transare centinaia di milioni di euro, cifra che non è così azzardata se diventiamo capaci di creare un mercato», aggiunge Abbateianni. E anche la sede della start up svolge un ruolo importante nella sua storia: si tratta dello stesso spazio, in centro a Milano, in cui si stabilì Yoox quando si quotò in Borsa, un openspace di mille metri quadrati in cui lavorano 60 persone, quasi tutte sotto i 30 anni. In particolare, sulla start up sono impegnati circa una quindicina di lavoratori, un numero che è destinato ad aumentare: «Attualmente siamo in una fase di crescita importantissima, entro i prossimi 3 mesi, se continuiamo così, raddoppieremo le risorse umane. Le ambizioni? Sono quelle di aprire anche delle sedi all’estero, magari già da gennaio dell’anno prossimo».

Overview sul Sistema Creditizio illustrato dall’analista di settore UniCredit Mirko Rivetta

28 settembre 2016

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