What a Space, la start up per chi cerca un temporary store

What a Space, la start up per chi cerca un temporary store

L’idea di affittare spazi commerciali a breve termine è nata per caso, attraverso le richieste dei clienti. E così What a Space ha trovato il suo business

What a Space è una piattaforma online per l'affitto temporaneo di locali commerciali. Dietro alla start up c’è un'intuizione che si è rivelata corretta. Fondata nel 2014 da Andrea Sesta e Daniela Galvani (nela foto), entrambi di 34 anni, il sito mette in contatto i proprietari di strutture, principalmente per eventi one shot e per temporary retail (negozi temporanei), con chi sta cercando un locale da utilizzare per un breve periodo.

L’intuizione ce la racconta Andrea Sesta, fondatore e Ceo di What a Space: «Avevamo fatto un'esperienza in un'altra piattaforma che si occupava di mappare a livello mondiale edifici abbandonati. In breve tempo abbiamo capito che c'era un grande interesse per gli spazi temporanei più che per le locazioni a lungo termine o gli acquisti di immobili. Molti ci chiedevano la disponibilità delle strutture per realizzare attività, ma quegli ambienti avevano spesso bisogno di ristrutturazioni, non erano agibili». Così Andrea e Daniela hanno pensato di cercare e offrire aree già predisposte per accogliere clienti o organizzare eventi. Organizzandosi con una piattaforma e dando vita alla loro start up: da quando sono nati hanno già sviluppato un giro d'affari di circa 2 milioni di euro.

I PRIMI PASSI: ANNUNCI SUI SITI IMMOBILIARI

A settembre 2013, i fondatori di What a Space hanno iniziato i primi esperimenti. «Abbiamo trovato la disponibilità di 10 locali – continua Sesta – e abbiamo inserito le offerte su varie piattaforme che permettono di pubblicare annunci immobiliari. Avendo ricevuto parecchie risposte, abbiamo deciso di realizzare un nostro sito».

Inizialmente la loro piattaforma era molto semplice, una sorta di vetrina virtuale su cui venivano presentati i locali disponibili. Con l'esperienza e l'arrivo di continue richieste, il sito si è arricchito di una chat per parlare direttamente con chi gestisce What a Space, un blog aziendale e numerosi altri elementi per rendere più autonomo il lavoro, come la possibilità per gli utenti di registrarsi sul sito e inviare richieste compilando un form online.

IL PUNTO DI FORZA PER LA SVOLTA? IL TEAM

Ad aiutare i due fondatori di What a Space ci sono anche due soci operativi. «Io sono ingegnere informatico e gestionale – spiega Andrea Sesta – Daniela è architetto. Poi ci sono un altro architetto/web designer, Roy Bisschop e uno sviluppatore, Andrea Franz. È importante lavorare con le persone giuste ed è fondamentale che ci sia una chiara divisione dei ruoli e delle competenze che si portano nella società».

La chiarezza delle informazioni sulle strutture, l'assistenza continua, la facilità nell'entrare in contatto con i proprietari per inviare proposte di affitto, sono alcune delle caratteristiche che rendono What a Space una piattaforma vincente per il suo fondatore e Ceo: «Noi cerchiamo di mettere tutto nero su bianco e subito disponibile. Abbiamo tentato di eliminare ogni alone di opacità a partire dalla comprensibilità dei prezzi, immediatamente visibili all'interno degli annunci». Il punto di forza? Il risparmio di tempo rispetto alle agenzie immobiliari vista la maggior facilità a entrare in contatto con i proprietari e poter scegliere da subito gli spazi più adatti.

What a Space ha partecipato al programma UniCredit StartLab: selezionata dal gruppo bancario come una delle start up del settore digital si è aggiudicata il secondo posto alle spalle di VEASYT Live! (servizio di video-interpretariato fruibile da remoto) e davanti a Flazio (site builder per creare siti web in cloud).

UN MARCHIO “POP” COME ALLEATO

«Ci piaceva l'idea di un'azienda giocosa e divertente – prosegue Andrea Sesta –, volevamo creare un'azienda che fosse vicina al cliente e così abbiamo creato un marchio pop cercando di posizionarlo in modo che gli utenti ci percepiscano come alleati”.

Per trovare nuovi clienti la strategia della start up è quella di affidarsi al web, i social media e il blog aziendale. «Le nostre maggiori fonti di traffico – dice il fondatore della piattaforma – sono le campagne a pagamento come Google AdWords e Facebook Ads. Cerchiamo di essere i più interattivi possibili, anche i social ci hanno aiutato, mentre il blog è il nostro ambiente di storytelling. Lì raccontiamo quello che facciamo, raccogliamo le esperienze dei clienti e tutto quello che gira intorno al nostro mercato e al nostro ambito di lavoro. È lo strumento che ci serve per creare engagement, per coinvolgere la nostra comunità e aggiornare i clienti».

Fare, sbagliare e ripartire senza mai togliere il piede dall’acceleratore: questo il consiglio che arriva dall'esperienza con What a Space. Con la gestione della sua start up Andrea Sesta ha capito che l'unico grande errore che si potrebbe fare è quello di non volerne fare: «Gli sbagli ci sono sempre, ma quello che conta è avere un tempo di risposta rapido per trovare una soluzione e, nel caso, invertire la rotta quando serve».

UniCredit Start Lab: What a space si presenta

27 settembre 2016

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